lunedì 29 ottobre 2012

La fine ingloriosa dei partiti

Forse si deve iniziare ad analzzare seriamente il Movimento 5 Stelle, non tanto per i suoi contenuti o tantomeno per quello che Grillo ha da dire, quanto per il fatto che quello che doveva solo essere un estemporaneo fenomeno mediatico, si sta rivelando essere il cuneo decisivo per scardinare vecchi vizi e nuove virtù della Seconda Repubblica. Il Mv5 si infila in quel vuoto di politica e di rappresentazione dei vecchi partiti, attraverso la richiesta di un partecipazione diretta dei cittadini attraverso le forme del web e di social network vari, dove si condividono contenuti e critiche al sistema. Se vogliamo usare un'espressione di Baumann, il movimento 5 stelle rappresenta il partito espressione della modernità liquida, che scardina completamente i vecchi rapporti tra elettorato e classe dirigente costruendo un movimento reticolare che parte proprio da Internet. Al di la dei contenuti, apprezzabili o meno, la sola caratteristica del movimento di Grillo sono i comizi violenti per portare la gente in piazza, che indignata da il suo voto alla sola alternativa presente nel panoraman politico italiano. Mi chiedo, quanto di quelli che lo hanno votato hanno letto il programma di Grillo, un programma confusionario che mette insieme proposte che vanno da uno statalismo estremo sino alla proposta dell'abolizione legale del titolo di studio, peraltro riforma già tentata da Monti e dalla Gelmini e fallita per l'ostracismo della classe insegnante, delle università e degli studenti. I contenuti del movimento, spesso definiti con superficialità "populistici" ed "anti politici" in realtà rispondono ad un bisogno piuttosto diffuso della popolazione di risposte da una classe dirigente politica che non e più in grado di darne, sino al punto da essere costretta ad affidare le remote speranze di salvezza del Paese ad un gruppo di tecnici proveniente dalle banche che ha poco interesse a salvare le sorti del Paese o di conquistare consensi, non essendo vincolata al rapporto elettore-eletto alla base della logica politica. La comprensione delle necessita delle persone che hanno scelto di votare per Grillo, piuttosto che per un partito o l'altro pone alla classe politica di analizzare se stessa, senza retoriche e senza supwrficialistiche analisi per capire realmente che cosa sia accaduto,perché sia saltato un intero sistema politico. Nel 1994, quando alla fine di Tangentopoli emerse la figura di Silvio Beelusconi, molti videro in Forza Italia la spinta propulsiva per un cambiamento che non e mai avvenuto, temo che le premesse del Movimento 5 Stelle possano essere le stesse, e si passi da venti anni di Berlusconismo e venti di Grillismo, e domani potrebbero non esserci più tecnici disposti a sobbarcarsi la salvezza del PAese.

giovedì 25 ottobre 2012

Alla sinistra italiana servirebbe un Tony Blair

Le primari del Partito Democratico stanno mettendo in luce piuttostomdrammaticamente la mancanza di idee e di prospettive di un'intera classe dirigente. Una classe dirigente incapace di cogliere sino in fondo quelli che sono stati i mutamenti del mondo nell'ultimo ventennio da una parte, ed un sostanziale vuoto propositivo dall'altra sta di fatto riducendo ad una mera questione di voti le primarie del partito. Da una parte Bersani, che si rifà ad un modello di partito solido, legato alla vecchia con concezione della politica, fatta da sagre di Paese e di feste popolari, dall'altra la concezione di partito di Matteo Renzi, il Rottamatore della vecchia classe dirigente che cerca di apportare novità al modo stesso di intendere la politica e la sinistra. Nessuno dei due candidati appare essere convincente, nessuno dei due sembr essere in grado di offrire una strategia per uscire dalla crisi della sinistra e di conseguenza offrire una soluzione al Paese Italia. Il dibattito si e spostato troppo presto su aspetti legali e legalitari piuttosto che su aspetti prettamente politici, come avviene ad esempio nelle primarie americane. Perché, se ci vogliamo rifare al dibattito politico americano in occasione delle prime elezioni che hanno visto la vittoria di Obama il cruento dibattito da il Presidente (oggi) e la Clinton e stato si particolarmente cruento, ma verteva comunque su tematiche di politica interna ed estera. In Italia, al di la delle semp'ici offese, degli scambi reciproci di parolacce e di darsi del vecchio a vicenda il contenuto politico dei messaggi politici dei due candidati appare essere antiquato e già sentito. Nulla di nuovo sotto il sole dunque. Se da una parte Bersani non riesce a convincere di essere una reale alternativa a Monti, dall'altra Renzi sembra di non essere in grado di proporre nulla che vada al di la dell'idea di rottamare i vecchi del partito che stanno da troppo tempo nelle istituzioni. La domanda che forse ci si dovrebbe porre non e tanto e non solo chi vincerà ma chi sarà in grado di rifondare la sinistra. Perché al momento il vero problema sostanziale e questo. Nessuno dei due appare in grado di essere il rifondatore della sinistra, come fu Tony Blair in occasione della nascita del New Labour in Gran Bretagna all'inizio degli anni Novanta. Perso il treno con la socialdemocrazia la sinistra italiana e andata via via perdendo anche il contatto con la sinistra progressista e riformista, costruendo un improbabile progetto di unificazione tra la realtà della sinistra cristiana e la sinistra proveniente dal Pci, con la soluzione di creare un ibrido senza identità ad incapace di essere una vera alternativa alla destra di Berlusconi ed alle sue politiche. Troppo spesso dirigenti e segretari del partito si sono presentati come inadeguati a governare e in molti casi anche a fare l'opposizione. Se andiamo poi a guardare poi la sinistra cosidetta radicale il quadro appare ancora più desolante: i dirigenti sono tutti nostalgici del vecchio Pci - quando non ne facevano parte direttamente - e il messaggio politico che lanciano non solo sembra non tenere conto che il partito comunista non ci sia più ma nemmeno del fatto che sia finito il socialismo e che l'Urss non esiste più. Anche qui, i due segretari Diliberto e Ferrero più che politici sembrano essere la brutta copia d un dirigente di partito CEI film di Peppone e Don Camillo. Attraverso l'utilizzo d termini lontani dalla realtà, che hanno il sapore del periodo che va dagli anni Cinquanta agli anni Settanta, non riesce non solo a fare presa sull'elettorato ma pare anche essere incapace di proporre qualcosa al di la della vuota retorica populista della peggior specie. La demonizzazione delle istitutuzioni appare essere la strada più semplice per raccogliere il consenso popolare, ma di certo non possiamo dire che sia la via più sempice da seguire, ma non di certo la più opportuna. Non solo, la atavica incapacità delle classi dirigenti di aggiornare il loro messaggio e le loro terminologie non fa che spingere i giovani lontano dalla politica. Tony Blair riuscì a modificare la memtalita del partito laburista modificando parole d'ordine e modalità di fare politico. La fantasia, la freschezza, sono esattamente queste le cose che mancano ai nostri dirigenti. Senza una adeguata preparazione, tanto di quelle che sono le necessita del Paese, quanto di quello che e il contesto internazionale, un leader che si renda conto del potenziale politico e non solo economico dell'Unione Europea, ecco quello che servirebbe alla sinistra italiana.

domenica 21 ottobre 2012

La tensione che sale in Medio Oriente

Forse sarebbe il caso che qualcuno intervenisse. A di la di quello che possono sostenere i partiti della sinistra radicale su quello che sta avvenendo in Siria, oggettivamente la situazione inizia a diventare sempre più pesante. La scelta strategica di non intervenire in Siria, nemmeno con. Caschi blu dell'Onu era dettata dal timore di scatenare un effetto a catena che avrebbe suscitato le ire dell'Iran di fatto isolando ancora di più lo stato di Isreaele. Ma prima il drone in Turchia, poi l'attentato in Libano del capo dei servizi segreti dovrebbe dimostrare che ormai non ci sono più margini di trattativa, che la situazione di anarchia della Siria rischia seriamente di coinvolgere tutto il Medio Oriente in un conflitto dagli esiti quanto mai incerti e pericolosi. A questo punto non si tratta più solo di una questione nazional, ma se dovessero emergere le responsabilità della Siria nell attentato diventerebbe qualcosa che esula gli stessi confini della sola Siria, se si decidesse di non intervenire nuovamente, e la situazione dovesse esplodere l'Occidente sarebbe di per se college di non aver fatto nulla per impedire una guerra per paura, o per mancanza di interessi.

sabato 29 settembre 2012

Le primarie del Partito Democratico, ultima chiamata per il partito...

Le primarie del Partito Democratico che si sino aperte sonore la prima volta particolarmente interessanti. Per la prima volta da quando sono state istituite, intanto l'esito non appare essere tanto scontato come si crede. Inoltre, sono a confronto due generazioni, due diverse scuole di pensiero, l'una rappresentata da Matteo Renzi - entrato nelle cronache del partito per essere stato il fondatore del movimento dei Rottamatori - l'altra rappresentata da Bersani più legata alla vecchia logica delle alleanze e di una concezione di partito legata di fondo alla Prima ed alla Seconda Repubblica. Limitare tutto il dibatitto e tutta la questione al fatto che Renzi possa essere classificato come berlusconiano e una limitazione pesante a quello che in realtà e un dibattito che travalica le età per mettere in discussione la struttura stessa del partito come era stata concepita sino a questo momento. Matteo Renzi propone un modello di partito attivo, con partecipazione diretta dei cittadini, delle libere associazioni, senza vincoli di tessera o cose simili, richiamandosi al modello partitico americano, mentre Bersani propone un modello per esemplificare più europeo, legato all'idea delle tessere e degli apparati, modello ch secondo molti appare decisamente superato dagli eventi della storia. L'opportunità che si offre in queste primarie non e da sottovalutare: e possibile rielaborare l'idea stessa del partito con idee propositive per il PAese che devono necessariamente essere al centro del dibattito. Piuttosto che limitarsi alle solite parole slogan e di accuse reciproche insomma, sarebbe il caso di mettere al centro del dibattito le idee, le proposte che vengono si dal partito ma anche dalla società civile che più volte in questi anni ha chiesto risposte ad una classe dirigente spesso sorda alle esigenze del singolo cittadino, che si e trovato costretto a trovare risposte in movimenti dalla dubbia valenza politica come ad esempio in Grillo, esponente della corrente qualunquista ed anti politica del società italiana. Ascoltare quello che i cittadini hanno da dire deve essere obiettivo della nuova classe dirigente, quella che per l'appunto secondo Renzi deve uscire dalla dirigenza politica italiana e che deve domani prendere le redini delle sorti del Paese. Proporre quindi una riforma costituzionale ampia non e utopia politica ma una necessita dettata dai tempi cambiati rispetto a quando la Costituzione stessa e stata firmata, alla fine della Seconda Guerra Mondiale e del Ventennio fascista. Parlare di riforma costituzionale non vuol dire - come molti pensano o dicono - attentare alla democrazia ma significa ripensare il pensier politico di un Paese in senso moderno, per l'appunto. La stessa Francia, culla da sempre del pensiero liberale e democratico, ha ripensato più volte la sua forma costituzionale, modificando di volta in volta la Costituzione a seconda delle contingenze storiche che si presentavano nel corso del tempo e degli anni. Svuotare la riforma costituzionale di vuote parole, di slogan ad effetto per il consenso popolare - come ad esempio le parole su ipotetici tagli degli stipendi ai parlamentari, quando il problema non e tanto quanto prendono, ma piuttosto il fatto che siano troppi - vuol dire iniziare a pensare a com modernizzare il Paese. La speranza e che queste primarie del PD siano un'occasione di confronto politico e non l'ennesima campagna a base di insulti e di insipienti proposte elettorali per accaparrarsi qualche voto in più. E dunque un appello a Matteo Renzi Pierluigi Bersani: per un momento mettete da parte le ideologie, le differenze gli insulti, parlate al cuore della gente, diteci quello che volete fare per far uscire il Paese dalla crisi, tornate a parlare di politica, insomma. E l'ultima occasione per poter ambire alla costruzione di un partito riformista della sinistra, ispirato ai modelli europei,perdere l'ennesimo treno eroderà il consenso della sinistra dal basso, allontanerà ancor di più gli elettori dalla politica, e segnerà la scomparsa di quella che da sempre e stata una forza propulsiva delle idee della sinistra. E una tragedia evitabile, basta volerlo.

martedì 24 luglio 2012

La sinistra ancora in crisi da che cosa deriva?

All'inizio la cris del centro sinistra era stata attribuita all'influenza nefasta di Berlusconi sul senso civico degli italiani, tutti erano concordi nel dire che gli italiani non avrebbero mai potuto votare per un partito che aveva messo la legalità al centro del suo agire politico. Era una analisi piuttosto superficiale di quelle che erano le cause reali del crollo della sinistra in italia,ma per giustificate il tracollo elettorale del 2008 sembrava che andasse più che bene. Sono stati anni in cui la sinistra avrebbe dovuto semplicemente non fare nulla per tornare al potere dato che ad abbattersi ci pensava benissimo da solo Berlusconi. Pero mentre Berlusconi sfasciava il Pdl prima espellendo fini e poi nominano segretario un personaggio neutro e mediocre cme alfano, per poi tornare a candidarsi lui stesso, il partito democratico invece non ha fatto altro che litigare sul nulla spaccand quei pochi aspetti che tenevano uniti il parità; prendiamo la discussione sulle coppie di fatto, era una cosa buona quando ad opporsi era Berlusconi, ma adesso che a dover elaborare una strategia e governo anche a questo argomento si sono spaccati su una questione etica e come quand accade perché le posizioni son eccessivamente differenti sotto questo punto di vista. Si deve Lavorare per la costruzione di una sinistra progressista e per farlo non si può e certo puntare ad una alleanza con casini, alleanza che si romperebbe di fatto alla prima discussione etica o di posizione sul contratt di lavoro - dove casini aveva dimostrato e avere una visione iper liberista molto differente da quella che dovrebbe essere una alleanza. Casini, vada riconosciuto per quello che e: un avversario valido che corre su binari paralleli a quelli della sinistra. Prendiamolo come tale e gli alleati andiamo a cercarcerli tra quelli che a noi sono simili almeno politicamnente.

lunedì 23 aprile 2012

Gli scandali che travolgono la politica e che rafforzano le liste civiche

Manca meno di un mese alle prossime elezioni amministrative e la politica con i suoi partiti sta attraversando uno dei peggiori momenti di declino morale, ideologico e politico mai vissuto, con ogni probabilità nemmeno nel periodo di Tangentopoli, vent'anni fa. Allora lo scandalo dei finanziamenti illeciti ai partiti portò al voto milioni di persone che chiesero l'abolizione dei finanziamenti pubblici ai partiti, le monetine contro Bettino Craxi, l'ascesa di Berlusconi al potere con la ormai famosa discesa in campo e tutto quello che ne è nato. Nasce allora l'asse Forza Italia - Lega Nord, fallito prima nel 1995 (con la Lega che fece cadere sulle pensioni il Governo Berlusconi consegnando di fatto la vittoria a Romano Prodi) e poi rafforzatosi nel corso delle due legislature PDL, quella del 2001 e quella del 2008, fino al suo tragico epilogo che ha visto la nascita del Governo Monti, definito da più parti oltre che Governo tecnico anche "Governo del Presidente" per il ruolo svolto nella nascita di questo governo dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Prima Lusi ex tesoriere della Margherita, poi Belsito tesoriere della Lega, hanno definitivamente compromesso la credibilità dei partiti agli occhi degli elettori che adesso appaiono davvero stanchi di una situazione che, giorno dopo giorno, diventa sempre più difficilmente controllabile ed instabile. L'entusiasmo popolare per la caduta di Berlusconi si è presto spento quando ci si è resi conto che le manovre del Governo Monti non solo erano in piena sintonia con quelle del Governo precedente, ma che sono anche in piena sintonia con quei Poteri forti che molti avevano denunciato essere i veri e soli sostenitori del Governo Monti. Apparso chiaro che cosa si intendesse per "risanamento del Paese" secondo la dottrina neo liberista di cui Monti è uno dei massimi esponenti (non si deve dimenticare quando si parla di lui che rimane comunque consulente della banca americana Goldman Sachs, dove pare che tra le altre cose sia stato consulente anche il figlio con incarichi presidenziali). Con un Governo tecnico all'apparenza servo delle banche la politica latita, con i due maggiori partiti di governo PD e PDL decisi a sostenere Monti a qualunque costo e con i due partiti all'opposizione IDV e Lega Nord incacapaci di contare all'interno del Parlamento in quanto forze comunque minoritarie nel fronte anti Monti. I partiti sono privi di idee ed emerge forte il bisogno dei cittadini di scendere in piazza, dire la loro contare. Alle prossime elezioni, secondo le stime dei primi sondaggi il Movimento a Cinque Stelle di Grillo dovrebbe arrivare almeno all'8%, pressapoco la stessa percentuale di SEL e della Lega Nord in costante calo di consensi. Il Partito Democratico continua a considerare Grillo esponente dell'antipolitica, non rendendosi di fatto conto del potenziale innovativo del Movimento a Cinque Stelle di cui Grillo è solo il megafono e non il leader supremo (come invece era stato Berlusconi per Forza Italia prima ed il PDL poi). Il Movimento a Cinque Stelle, così come tutte le altre liste civiche che si presenteranno alle prossime regionali, rispondono in qualche modo alla richiesta di un rinnovamento politico dal basso dei cittadini ormai stanchi di vedere sempre le stesse persone sulle stesse poltrone a dire sempre le stesse cose. Non è un caso che le primarie di coalizione nelle città dove si sono svolte (dato che il PD sembra davvero orientato a toglierle visti gli ultimi risultati) hanno visto vincere quasi ovunque personaggi che non solo non avevano tessere di partito ma erano espressione si quella borghesia illuminata che è il motore intellettuale del Paese e che davvero è stufa di un certo modo urlato e godereccio di fare politica. Pisapia a Milano, Zedda a Cagliari, lo stesso de Magistris a Napoli sono espressione dei movimenti più che delle segreterie dei partiti che li hanno sostenuti. La politica dovrebbe trarre una lezione da questa crescente indignazione politica e sociale, invece non fanno altro che rinchiudersi nel loro palazzo berciando di antipolitica, di popolulismo, senza capire che la democrazia sono i cittadini che li votano e non loro, che hanno il solo compito di governare, attuando un programma che sia a tutela dei beni comuni, per poter sperare di essere rieletti, a patto che abbiamo realizzato quanto promesso, altrimenti tutti a casa come avviene in qualunque altra parte del mondo civile, democratico e repubblicano al quale ci vogliamo tanto richiamare.

giovedì 12 aprile 2012

Default morale

I declini degli Imperi di solito iniziano tutti in questo modo: con la corruzione morale che dai pochi si estende ai molti, anche a quelli che si sono sempre fatti moralizzatori e fustigatori di chi alla morale contravveniva. E così il declino della Seconda Repubblica inizia con quello stesso partito che ne ha fatto la storia insieme a Forza Italia, emergendo dalle ceneri della corruzione e della mala politica della Prima Repubblica, presentandosi con le forche in Parlamento in segno di protesta contro la corruzione della politica. Ora la stessa Lega Nord ha ceduto a quel vortice di corruzione, di sete di potere che aveva sempre rimproverato a "Roma Ladrona". Dopo Lusi, che si era intascato i soldi dei rimborsi della ex Margherita, adesso ecco l'oscuro plenipotenziario della Lega Francesco Belsito, colui che gestiva i fondi della Lega, pagava le multe del Trota (soprannome quanto mai azzeccato per il figlio di Bossi non di certo famoso per la sua espressione intelligente), pagava i lavori di ristrutturazione alla casa del capo Umberto Bossi e pagava anche i bollettini ICI della casa della moglie di Bossi. Con ogni probabilità questa è solo la punta dell'iceberg, quello he deve ancora emergere sarà doloroso e pericoloso per la stabilità della democrazia, anche perché tutto questo emerge in un momento piuttosto delicato della vita del nostro Paese, un momento che possiamo definire di sospensione della democrazia, visto come è nato questo Governo tecnico e come si sta comportando sino a questo momento. La politica è stata completamente esautorata dal suo ruolo moralizzatore, educativo e governista, soprattutto perché gli scandali sono troppi perché li si possa ignorare come era stato fatto sinora. "Il più pulito ha la rogna" si diceva un tempo e propio questo assioma che mantiene in piedi il governo tecnico, che lavora con un certo riserbo, pur essendo un governo di alta borghesia che sembra vivere completamente fuori dalla realtà del Paese. Monti appare dunque come un salvatore dalla corruzione della politica, proprio perché non ha bisogno di essere corrotto o almeno non ha la necessità di accumulare soldi. Non a caso è stata colpita proprio la Lega, unico partito assieme all'IDV che si è rifiutata di accettare la supremazia del Governissimo tecnico su quello politico, non cedendo ad esempio sulle pensioni e sull'articolo 18 (come non lo avevano fatto del resto con il Governo Berlusconi, minacciandone la caduta se fosse passata una legge sulle pensioni. Il problema di fondo è lo stesso che si ebbe nella Prima Repubblica:i partiti che diventano solo dei luoghi dove arricchirsi ed accrescere il proprio potere personale e la propria ricchezza, un luogo dove persone abiette si arriscono alle spalle dello stato e del cittadino, salvo poi sperare come sempre di essere impuniti. Il rimborso elettorale era una truffa bella e buona alla volontà dei cittadini, che avevano votato contro il finanziamento pubblico ai partiti nella speranza di vedere una repubblica ripulita dalla corruzione e che si sono invece trovati a vivere con un sistema peggiore di quello di prima, che ha preso il nome di rimborsi pubblici. Appare un mistero come vengano distribuiti i rimborsi e come vengano gestiti, appare un mistero come quei soldi vengano reinvestiti e come nel caso della Lega possano essere finiti in Tanzania e in altri paradisi fiscali o posti dove si potesse farli sparire per arricchire le casse del capo. Se davvero il Governo Monti vuol cambiare le cose deve correggere questo sistema errato e corrotto di finanziamento ai partiti, dicendo che i partiti si devono auto finanziare, devono da soli procurarsi i soldi per la campagna elettorale e che non deve essere lo Stato a fornire loro un rimborso che può facilmente essere gonfiato dal contabile di turno. Fino a che la corruzione sarà alla base del sistema Italia non solo non saremo usciti dalla Seconda Repubblica, ma saremo indietro nella Prima, che sopravvive come una sorta di idra.