venerdì 28 settembre 2007

Grillo e l'antipolitica (disagio di una società civile)

Da un settimana ormai si dibatte sugli effetti avuti dal V-Day (politically correct per Vaffanculo Day) di Beppe Grillo sulla società e sulla vita politica del paese.
Politici, giornalisti e opinionisti dibattono sulle parole di Beppe Grillo, non preoccupandosi del problema reale.
Non è quello che ha detto Grillo dal palco di Bologna a fare riflettere, ma tutti coloro che non si sentono rappresentati da una classe politica inetta ed incampace di risolvere i problemi del paese.
Serve un ricambio generazionale urgente, serve un'idea a tutti coloro che domani dovranno andare a votare, serve un partito (e una classe politica) ancora capace di trasmettere un progetto a cui tutti devono prendere parte.
Noi, popolo della sinistra, non abbiamo bisogno di un governo che faccia politica di destra (male) e di un presidente del consiglio che non sa tenere la propria maggioranza a freno. Non abbiamo bisogno di 280 pagine di programma che non verrà mai messo in atto (sentire un ministro che si giustica dicendo "ma sono 280 pagine!" quando glkj viene chiesto perchè il programma non viene rispettato fa quasi ridere se non fosse una cosa così tragica!); non abbiamo bisogno di un partito che nasce senza idee e senza ideologia che si deve cercare i padri fondatori tra Martin Luther King, Togliatti e De Gasperi. Non ci serve una classe dirigente incapace di capire i problemi del paese perchè preoccupata di acquistare nuove auto blu o andare in vacanza con gli aerei presidenziali.
La nostra classe politica (con qualche sporadica aggiunta) è la stessa da vent'anni, una vita se si pensa che nel frattempo in Francia dagli anni ottanta ci sono stati tre presidenti, negli Stati Uniti tre, così come nella maggior parte dei paesi democratici.
Non esiste un paese in cui un presidente del Consiglio viene insediato a settant'anni....
Non esiste un paese in cui dopo dieci anni alle elezioni vengono candidate gli stessi identici politici...
Non esiste un paese in cui un leader dell'opposizione dica che la capitale della sua città fa schifo...
Non esiste un paese in cui un presidente del consiglio dia dei ladri ai propri cittadini che denunciano la corruzione della classe politica....
Per questo la gente è scesa in piazza a dire "vaffanculo" a tutto questo.
Per questo è ora che ci si faccia un bell'esame di coscienza e si decida finalmente a cambiare la situazione cambianbdo le persone.

venerdì 14 settembre 2007

la nuova politica (?)

Negli ultimi tre-quattro mesi abbiamo sentito spesso parlare di quella bestia ibrida che prende il nome di partito democratico; una promozione sulla nuova politica, quella vicina alla gente e quella che tende a cambiare le cose, modificare quel sistema politico che in Italia dopo Tangentopoli si è arenato. Io sono stato uno di quelli che in quella svolta ci ha creduto (e in fondo, forse, spero ancora che venga fuori qualcosa di almeno vicino a quello che tutta la base si augurava venisse fuori), e che è rimasto deluso e bruciato dalla piega patetica e triste che sta prendendo il dibattito per la segreteria del nascente partito.
Corsa alle poltrone e alle cariche, le famose primarie (tanto volute dalla direzione dei ds) si sono ridotte alla solita farsa italiana.
Le primarie in cui io, cittadino, devo pagare per poter esercitare un mio diritto che è quello di scegliere il mio rappresentante. Discussioni sui padri fondatori del partito democratico (come se un partito dovesse per forza avere della radici per dover nascere); candidati ombra,, presentati solo per scena, visto che anche i muri capirebbero che il partito si sta costruendo attorno a Veltroni e che solo lui ne sarà il segretario (e nel frattempo prossimo candidato per a presidente del consiglio).
E mentre loro discutono su come nasce questo partito e chi ne sono i padri fondatori (da cui è stato accuratamente eliminato qualunque riferimento al comunismo e al socialismo) la gente scende nella piazze insieme a Beppe Grillo, nuovo guru della comunicazione italiana, che chiede la legalità in parlamento nel suo v-day (visto che siamo politically scorrect diciamo che v sta per vaffanculo).
Se la nostra classe politica (di sinistra) non è capace di capire che la situazione rischia di degenerare in una dittatura (o qualcosa di molto simile) allora siamo messi male, vuol dire che non meritiamo la democrazia, vuol dire che ci sta bene avere chi ci dice come ci dobbiamo comportare, cosa dobbiamo fare e dire...
Ma io non ci sto.....
E voi?