Alla fine, dopo un anno di apertura di questo blog siamo arrivati a natale. Lo so che la leggenda vuole che i comunisti siano atei...ma io (anche se non sembra da quello che scrivo) non mi definisco nè comunista nè ateo....anzi.
Se dovessi fare un bilancio di questo 2007, almeno per quello che mi riguarda mi posso ritenere soddisfatto: sono entrato nel mondo del lavoro (prima di tanti altri miei coetanei) e sono riuscito a proseguire i miei studi in maniera quasi coerente (escludendo il periodo di alienazione come agente immobiliare).
Nel 2008 uscirà anche il mio primo libro (una traduzione su cui mantengo il più stretto riserbo fino alla sua ultima uscita!) e sto lavorando alacremente al secondo, su cui mantengo un rigido silenzio come sul primo. :-)
Che il nuovo anno possa portare a tutti voi, passanti per caso in questo blog soddisfazioni e felicità.
Che il nuovo anno possa essere il primo anno in cui non si sente parlare ovunque di corruzione e di morti sul lavoro.
Che il nuovo anno possa essere il primo senza litigi nella politica e possa ridare fiducia nel futuro a tutti coloro che la hanno persa.
Che il nuovo anno possa essere migliore di quello appena trascorso.
E che il vostro natale sia felice e pieno di nuove speranze.
Un abbraccio,
amici e fratelli, liberi pensatori e passanti per caso.
Ps: spero vivamente che con questo blog sia riuscito a trasmettere un pò di libertà anche a voi e che ogni mia parola e ogni dibattito sia stato costruttivo per voi come lo è stato per me.
Ancora buone feste,
smirnov
Non condivido nulla di ciò che dici ma sono disposto a morire per difendere il tuo diritto a dirlo. Voltaire
lunedì 24 dicembre 2007
venerdì 7 dicembre 2007
Libera stampa in libero stato....
Ieri sera ho visto la puntata di Annozero condotta da Michele Santoro (RAIDUE), dove si parlava della televisione e della stampa italiana. Partendo dal famigerato "Caso Rai" - le intercettazioni tra i vertici Rai e Mediaset durante il governo di Berlusconi per concordare le notizie - è stata fatta una lucida analisi di come funziona la nostra stampa.
MARCO TRAVAGLIO, in un suo libro "La scomparsa dei fatti", fa notare come nei tg nazionali vengano manipolate se non omesse delle notizie che potrebbero causare un certo imbarazzo a chie sta al potere (questa volta senza distinzione di bandiere, la falsa informazione purtoppo è bipartisan).
Da queste parti se qualcuno fa un'inchiesta in cui denuncia la corruzione di un politico viene querelato, mentre il politico continua a fare quello che stava facendo prima (nel migliore dei casi rubare).
I nostri giornalisti sono <> o <> (e sempre al solito discorso si torna) a seconda di chi è stato attaccato...
Spesso capita che abbiamo giornalisti comnunista-fascisti, solo perchè hanno magari denunciato sia a destra che a sinistra.
Esempi.
MARCO TRAVAGLIO scrive in un libro che Berlusconi è sotto processo per una quantità di accuse e da nessuna è stato ancora assolto. Conclusione: Travaglio è comunista.
GIAMPAOLO PANSA scrive un libro in cui sostiene che durante gli anni della Resistenza il PCI si macchiò di crimini e di repressioni pari a quelle fasciste (il libro in questione era il "Sangue dei vinti" se non erro) e improvvisamente Pansa, da editorialista dell'Espresso e intellettuale di sinistra diventa fascista e berlusconiano. Oppure, viene denunciato dai giornali il rapporto tra alcuni esponenti dei Ds e la scalata aUnipol? Tutta stampa fascista.
Sembra che da queste parti sia categorimente vietato dire la verità. Mi vengono alla mente alcuni esempi di notizie date dai giornali (in altre parti del mondo) e in cui i giornalisti sono stati definiti eroi e non querelati come diffamatori (del resto se la notizia è vera non vedo cosa ci sia di diffamatorio, visto che la diffamazione si fa sulle notizie false....) .
STATI UNITI.
Il Washington Post denuncia il fatto che George W. Bush ha mentito al Congresso visto che non esiste nessuna relazione tra Al Quaeda e il regime di Saddam Hussein (e quindi le prove addotte da Bush sono palesamente false). Bush non si sogna nemmeno di dare del "comunista" al giornalista oppure dell'amico dei terroristi.
Negli anni Settanta due giornalisti denunciarono il presidente Richard Nixon per lo scandalo Watergate. Gli esponenti del Partito Democratico (quello vero) venivano spiati attraverso delle microspie piazzate dalla Cia...
Visto che era vero Nixon si è dimesso (senza dire che i giornalisti e i giudici erano comunisti e faziosi come accade qui).
Amiamo tanto definirici una democrazia liberale.
Ma la democrazia e la libertà passano anche attraverso la libertà di stampa.
In Italia siamo liberali a parole.
Diventiamolo anche nei fatti.
MARCO TRAVAGLIO, in un suo libro "La scomparsa dei fatti", fa notare come nei tg nazionali vengano manipolate se non omesse delle notizie che potrebbero causare un certo imbarazzo a chie sta al potere (questa volta senza distinzione di bandiere, la falsa informazione purtoppo è bipartisan).
Da queste parti se qualcuno fa un'inchiesta in cui denuncia la corruzione di un politico viene querelato, mentre il politico continua a fare quello che stava facendo prima (nel migliore dei casi rubare).
I nostri giornalisti sono <
Spesso capita che abbiamo giornalisti comnunista-fascisti, solo perchè hanno magari denunciato sia a destra che a sinistra.
Esempi.
MARCO TRAVAGLIO scrive in un libro che Berlusconi è sotto processo per una quantità di accuse e da nessuna è stato ancora assolto. Conclusione: Travaglio è comunista.
GIAMPAOLO PANSA scrive un libro in cui sostiene che durante gli anni della Resistenza il PCI si macchiò di crimini e di repressioni pari a quelle fasciste (il libro in questione era il "Sangue dei vinti" se non erro) e improvvisamente Pansa, da editorialista dell'Espresso e intellettuale di sinistra diventa fascista e berlusconiano. Oppure, viene denunciato dai giornali il rapporto tra alcuni esponenti dei Ds e la scalata aUnipol? Tutta stampa fascista.
Sembra che da queste parti sia categorimente vietato dire la verità. Mi vengono alla mente alcuni esempi di notizie date dai giornali (in altre parti del mondo) e in cui i giornalisti sono stati definiti eroi e non querelati come diffamatori (del resto se la notizia è vera non vedo cosa ci sia di diffamatorio, visto che la diffamazione si fa sulle notizie false....) .
STATI UNITI.
Il Washington Post denuncia il fatto che George W. Bush ha mentito al Congresso visto che non esiste nessuna relazione tra Al Quaeda e il regime di Saddam Hussein (e quindi le prove addotte da Bush sono palesamente false). Bush non si sogna nemmeno di dare del "comunista" al giornalista oppure dell'amico dei terroristi.
Negli anni Settanta due giornalisti denunciarono il presidente Richard Nixon per lo scandalo Watergate. Gli esponenti del Partito Democratico (quello vero) venivano spiati attraverso delle microspie piazzate dalla Cia...
Visto che era vero Nixon si è dimesso (senza dire che i giornalisti e i giudici erano comunisti e faziosi come accade qui).
Amiamo tanto definirici una democrazia liberale.
Ma la democrazia e la libertà passano anche attraverso la libertà di stampa.
In Italia siamo liberali a parole.
Diventiamolo anche nei fatti.
La Costituzione di un sistema solido (la democrazia...alla fine)
Anche ieri, in Parlamento, il governo in carica ha rischiato di cadere sulla votazione del pacchetto sicurezza. Mi sono già espresso su questo argomento, e quindi non lo riprenderò.
Mi voglio soffermare però su altro aspetto.
Come al solito, dopo la complicata votazione "Cassandra Silvio" ha ricominciato con la solita solfa del governo in crisi, della spallata e della necessità di elezioni anticipate.
A quanto pare in Italia è imnpossibile governare, sia a destra che a sinistra.
Quando la maggioranza è di destra è la sinistra a chiedere elezioni anticipate ogni tre giorni, quando al governo è la sinistra allora è la destra.
Il problema non è la contestazione del proprio avversario politico (di per sè normale in una democrazia o sedicente tale) quanto alla mancanza di argomenti di queste contestazioni.
In Italia ci si limita, nei dibattiti televisivi, come nella aule del Parlamento, a darsi del "fascista" e del "comunista", a seconda di chi si vuole contestare senza nessuna altra argomentazione.
Il "comunismo" inteso come veniva inteso durante gli anni dell'Unione Sovietica è morto con la caduta del muro di Berlino, il "fascismo" è morto ancora prima.
Va ridisegnato il modo di fare politica in questo paese e non basta cambiare il nome dei partiti.
Dobbiamo ripensare, tutti coloro che si occupano di politica, cosa intendiamo con il termine "democrazia". Dobbiamo capire (a destra come a sinistra) che una maggioranza è una maggioranza anche con un solo voto in più.
Dobbiamo, insomma, diventare un paese maturo, capace di contestare e di votare tenendo sempre presente il bene del paese (e non quello delle singole classi sociali), e fare politica e contestazione senza scadere nel ridicolo e nel retorico.
Dobbiamo imparare a contestare con "cognizione di causa", pensando con le nostre teste e non con quella del direttivo del partito, allora potremo dire di essere una vera democrazia.
Fino a che non capiremo questi piccoli passaggi resteremo una "democrazia incompiuta", bloccata in un sistema rovinoso per il Paese e per tutti coloro che ci vivono.
Mi voglio soffermare però su altro aspetto.
Come al solito, dopo la complicata votazione "Cassandra Silvio" ha ricominciato con la solita solfa del governo in crisi, della spallata e della necessità di elezioni anticipate.
A quanto pare in Italia è imnpossibile governare, sia a destra che a sinistra.
Quando la maggioranza è di destra è la sinistra a chiedere elezioni anticipate ogni tre giorni, quando al governo è la sinistra allora è la destra.
Il problema non è la contestazione del proprio avversario politico (di per sè normale in una democrazia o sedicente tale) quanto alla mancanza di argomenti di queste contestazioni.
In Italia ci si limita, nei dibattiti televisivi, come nella aule del Parlamento, a darsi del "fascista" e del "comunista", a seconda di chi si vuole contestare senza nessuna altra argomentazione.
Il "comunismo" inteso come veniva inteso durante gli anni dell'Unione Sovietica è morto con la caduta del muro di Berlino, il "fascismo" è morto ancora prima.
Va ridisegnato il modo di fare politica in questo paese e non basta cambiare il nome dei partiti.
Dobbiamo ripensare, tutti coloro che si occupano di politica, cosa intendiamo con il termine "democrazia". Dobbiamo capire (a destra come a sinistra) che una maggioranza è una maggioranza anche con un solo voto in più.
Dobbiamo, insomma, diventare un paese maturo, capace di contestare e di votare tenendo sempre presente il bene del paese (e non quello delle singole classi sociali), e fare politica e contestazione senza scadere nel ridicolo e nel retorico.
Dobbiamo imparare a contestare con "cognizione di causa", pensando con le nostre teste e non con quella del direttivo del partito, allora potremo dire di essere una vera democrazia.
Fino a che non capiremo questi piccoli passaggi resteremo una "democrazia incompiuta", bloccata in un sistema rovinoso per il Paese e per tutti coloro che ci vivono.
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