domenica 28 dicembre 2008

Buone feste a tutti

Mi dispiace non essere riuscito a farvi anche gli auguri di Natale (che comunque vi mando lo stesso anche se con qualche giorno di ritardo)...ma a quelli di buon anno nuovo ci tenevo particolarmente.
Ci tenevo visto che questo e stato un anno particolarmente duro e nello stesso tempo strano. Non saprei come giudicarlo se dovessi fare un bilancio..Alla vittoria di Obama primo presidente afroamericano della storia americana fa da contraltare la crisi economica che ha colpito il mondo spazzando via in poco meno di una settimana banche e aziende come se niente fosse. In Italia, ancora una volta fanalino di coda dell´economia mondiale sono scoppiati scandali politici che hanno colpito il Partito Democratico, aprendo nel "maggior partito di opposizione" una crisi che sotto molti aspetti continueremo a pagare per tutto il mandato elettorale di questo governo e se non ci diamo una mossa a sinistra anche oltre.
Nonostante queste premesse nefaste io voglio lo stesso essere ottimista: ripartire da quella speranza che gia una volta ha salvato il nostro Paese quando usciva dalla guerra sconfitto e dilaniato. Ripartire dalla speranza che nel 1978 ci ha fatto credere che le BR potevano essere sconfitte, senza dover per forza instaurare una dittatura militare.
Per essere ottimisti non serve che sia la televisione a dire che va tutto bene, gli italiani non sono un popolo di scemi...basterebbe che la nostra classe politica credesse di piu in quello che fa, facendolo sempre e comunque nel migliore dei modi. Non pensare ai propri soldi e alle proprie tasche ma a quello che deve essere il bene supremo...quello per il Paese...io credo che potremo vedere che le due cose coincidono il nostro bene personale e il bene del Paese...sono convinto che se la nazione sta bene stiano bene anche i singoli...spero che il nuovo anno sia anche per voi una speranza, un sogno, una realizzazione.
Buon anno e ci si rivede dopo il 15 gennaio.

smirnov

domenica 7 dicembre 2008

La questione morale....nel PD

La crisi del Partito Democratico ormai sembra essere una specie di pozzo senza fondo da cui sembra impossibile uscire.
Una crisi che ha radici profonde, e nemmeno tanto facili da analizzare. Quando è nato si era proposto come la vera alternativa al "regime di Berlusconi" con la tanto sbandierata scelta di Veltroni di "correre da solo" per rompere con la "dittatura dei partitini" che aveva distrutto il governo Prodi.
La bruciante sconfitta elettorale, pagata anche con la perdita di Roma consegnata nelle mani di Alleanza Nazionale il Pd sta inanellando una serie di insuccessi uno dietro l'altro...
L'ultimo (e non da poco conto) è quello del Parco di Firenze, la città di Cioni (quello del decreto sui lavavetri per essere chiari) e il sindaco, messi in mezzo ad un giro di tangenti in cui pare sia coinvolto anche il costruttore Ligresti (Tangentopoli...ricordate?).
A questo punto viene voglia di farsi delle domande, a cui vorremmo avere anche una risposta.
Il Partito Democratico è nato, almeno nelle intenzioni di Veltroni, per dare una nuova scossa alla politica italiana, smettendola con i veleni e cominciando a fare opposizione costruttiva. In questo senso andava intesa la creazione del Governo ombra (che non ha prodotto uno straccio di politica di opposizione) e la scelta di stare da soli senza la sinistra radicale. Il fatto che con il passare dei mesi, il governo ombra sia giunto alla conclusione di non disturbare il Premier che lavora e che sia finita in mezzo ad una serie di inchieste (che vanno dai rifiuti a Napoli alla questione di Firenze menzionata sopra) fa preoccupare. Fa preoccupare non solo perchè ha permesso a Berlusconi di dire che nella sinistra italiana esiste una questione morale (!)...ma anche perchè ci si è dimenticati di quello che nel 1979 scrisse uno di quelli che Veltroni ha messo tra i padri del PD...un signore che si chiamava Enrico Berlinguer...e che parlava di una grave questione per i comunisti italiani.
Quella morale.

martedì 11 novembre 2008

Yes we can...L'Italietta da bar

Il 4 novembre è stata una svolta nella politica mondiale, per la prima volta alla Casa Bianca è stato eletto un presidente afroamericano, Barack Obama.
Tutti i politici del mondo si sono complimentati per questa vittoria storica (anche per dimensioni, almeno da quanto sembra leggendo i giornali mondiali).
Tutti parlano di rottura con il passato, tutti sono entusiasti per questo evento, e tutti si complimentano con il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America.
Tutti tranne un paese.
L'Italia. Il ministro Gasparri non trova niente di meglio che dire che "con la vittoria di Obama sarà contenta Al Quaeda", mentre il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, massima carica dello Stato italiano, quello che ci rappresenta nel mondo da ad Obama dell'abbronzato. Non contento, nella conferenza stampa del giorno dopo dice che la sua era solo una battuta di spirito (e voglio sapere chi ha riso, tranne lui ovviamente) e che chi non capisce il suo umorismo e "un imbecille e un coglione (come quelli che tempo fa votavano a sinistra)". Ora, finchè questa sua uscita si limiti all'Italia noi siamo abituati alle geniali uscite di Silvio, ma il mondo ancora non lo conosce bene, e soprattutto Obama non lo conosceva. Ora, con questa presentazione possiamo senza dubbio essere un partner serio per gli Stati Uniti.
Ma l'uscita di Berlusconi, che lui pensa essere tanto spiritosa, e che per il popolo americano (che ha eletto Obama) è offensiva, sia per i bianchi che per i neri. Ma il nostro si giustifica, dice che la sua era solo una battuta che doveva far ridere (e che secondo lui ha fatto ridere tutti).
Forse era una battuta, forse veramente Berlusconi scherzava e non si è reso conto della gravità di quello che stava dicendo.
Allora questa sua uscita pone un grave problema: come possiamo essere rappresentati da uno che parla come se stesse al bar con i suoi amici? Come possiamo essere rappresentati da un personaggio da operetta che si spaccia per grande statista per poi fare delle battute abberranti che non fanno ridere nessuno? Ben più grave, quello che ha detto Gasparri, dando praticamente a Obama del terrorista. Anche quella una vista? Una battuta di spirito? no...lo stesso Gasparri dice che la sua era una considerazione politica seria...
Sono contento. Anzi no, mi voglio sotterrare.
Chiedo scusa al popolo americano, che ha dato una lezione di dem0crazia senza precedenti.
E chiedo scusa al mondo, perchè debba avere questa immagine pietosa e triste dello Stato italiano.

giovedì 21 agosto 2008

Opposizione cercasi...

La situazione italiana appare agli occhi del mondo appare assurda e paradossale. Il governo di centrodestra, per la prima volta nella storia repubblicana, si trova al potere con una maggioranza bulgara e senza nessuna opposizione.
Il governo ombra del Partito Democratico, che doveva essere la nemesi del governo ufficiale non e che un organo inutile che in cento giorni di governo non e stato capace di produrre un minimo di opposizione alle scelte del governo Berlusconi. Non solo, il governo continua ad acquistare popolarita non solo tra i ceti medi, ma anche tra chi, pur avendo votato per una vita a sinistra, e stanco di anni di inutili dibattiti che durano da quando e caduto il muro di Berlino (e correva l´anno 1989...quasi vent´anni fa!).
Il Partito Democratico non e capace di fare opposizione, perche non ha un´ideologia da contrapporre a Berlusconi e al Pdl, perche non ha presentato un progetto politico alternativo, ma stesso progetto politico presentato da Berlusconi nel 2001...con qualche leggera modifica, ma pressapoco lo stesso programma.
Non solo, i militanti del Pd non capiscono l´ossessione americana di Walter Veltroni, l´assurda pretesa che il Partito Democratico imiti il modello americano, cosa impossibile, non fosse per il fatto che in Italia manca la storia per un simile partito. Non solo, la tradizione "liberale" in Italia ("liberale" non "liberista") e sempre stata appannaggio del Partito Comunista (o di una parte di esso) Amendola e Berlinguer su tutti. Ma (e qui sono doverosi i primi distinguo) la politica "liberale" del vecchio PCI non ha nulla a che vedere con quella "liberista" che vorrebbe portare avanti Veltroni nel suo partito.
Non solo. L´unico partito in Italia che sta facendo opposizione e quell´Italia dei Valori che prende parte alle manifestazioni populiste di Grillo (ma gliene possiamo fare una colpa fino ad un certo punto...in mancanza di altro e sempre meglio che non dire nulla!) e non si oppone in maniera ideologica a quelle che sono le scelte del governo Berlusconi, perche non ha i mezzi per farlo.
Se la situazione non cambia ci troveremo il Pd fara una pessima fine, finendo ancora prima di aver governato e solo ed esclusivamente per incapacita dei propri quadri dirigenti a costruire non tanto un movimento di opposizione ma, cosa ancora piu importante, un´ideologia.
Adesso il collante dell´opposizione e del voto utile e votare "contro Berlusconi" (e a volte funziona)...ma quando Berlusconi non ci sara piu?

lunedì 18 agosto 2008

Stato del paese...un abisso tra Nord e Sud

Riporto qui di seguito i dati sulle finanze delle Regioni italiane.
Come riporta l´articolo c´e una differenza abbissale tra Nord e Sud, anche se i vari governi negano che esista una "questione sud"...

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/08/italia-redditi-comuni.shtml?uuid=539975a2-6ceb-11dd-8703-58fbb749a8ca&DocRulesView=Libero

Nb: nella stessa pagina di seguito sono riportati i dati Regione per Regione.

http://www.ilsole24ore.com/speciali/ricchezza_comuni/index.shtml

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/08/comuni-ricchi-poveri.shtml?uuid=45d7c4fe-6cec-11dd-8703-58fbb749a8ca

domenica 17 agosto 2008

Buoni propositi...(ancora lavori in corso...)

Come avrete notato questo spazio sta sempre piu assumendo l´´aspetto di un luogo di critica e di dibattito tra tutti coloro che hanno voglia di dire qualcosa in maniera critica e magari informarsi su quanto succede nel mondo senza filtri e senza analisi.
Per questo motivo ci sono due nuovi link a cui poter accedere: uno quello, Pamela on politic...per avere qualche notizia dalla politica statunitense senza che venga interpretata (spesso in maniera errata dai nostri politici e giornalisti); il secondo link e quello della Reuiters, per avere le "notizie in immagine", ho scoperto che spesso le immagini senza le parole e i commenti sono piu di impatto di un tg con mille commenti.
Spero che quello che sto facendo soddisfi le persone che passando da queste parti hanno voglia di confrontarsi e informarsi e di dibattere su quello che accade loro intorno.
E come diceva un mio amico..."se questo messaggio vi e arrivato per errore ignoratelo o cancellatelo"
smirnoff

sabato 16 agosto 2008

Una piccola spiegazione (Su Emergency)

Pur non condividendo sempre la linea politica seguita da Emergency ho deciso comunque di mettere il logo e il loro link.
Il motivo e che comunque e una ONG presente in tutti i territori di guerra, dall´Afghanistan all´Iraq, dove si impegna nella cura di feriti e malati in zone povere del mondo.
Detto questo, nulla vieta (come ogni cosa che compare su questo spazio) di essere criticato nei limiti della ragione...e sempre e solo con "critiche costruttive" e non "distruttive" come spesso accade.

Smirnoff

venerdì 15 agosto 2008

Il vuoto della politica italiana

Un tempo esistevano quelli che venivano chiamati i "partiti di massa"; erano tre PCI, PSI e DC. Questi tre grandi partiti di massa avevano tre ideologie che difendevano sempre e comunque, anche se quelle ideologie erano sbagliate. Poi, nel 1991, con lo tzunami Tangentopoli, i tre grandi partiti di massa sono scomparsi.
Il PCI e diventato PDS (anche complice la caduta del muro di Berlino che ha segnato la fine del sogno socialista modello sovietico) ha cominciato il suo snaturamento verso il PD e la sua progressiva spoliticizzazione trasformandolo in un partito senza non solo ideologia ma idee su come fare opposizione. Ancora piu a sinistra Rifondazione Comunista e i Comunisti Italiani fanno i conti con la batosta elettorale della Sinistra Arcobaleno che ha escluso la sinistra dal Parlamento italiano (per la prima volta nella storia repubblicana) e non sanno ancora bene come muoversi e quale linea di condotta seguire...Rifondazione sceglie di fondersi con il movimento e con le piazze, ritornando ai tempi dei movimenti degli anni Sessanta e Settanta che non definirei esattamente un successo. I comunisti italiani cercano di ripristinare quegli ideali che la sinistra ha perso per strada e quei simboli a cui il Pd ha rinunciato in nome di una politica non si sa bene di quale genere.
Dall´altra parte del Parlamento il Pdl, il contenitore politico creato su misura da Berlusconi tritura tutto e tutti con il suo populismo e le campagne ad effetto (dalla robin hood tax alla tolleranza zero) domina la scena politica italiana vincendo le elezioni con i "programmi del nulla". Leggendo i programmi di Pd e Pdl non solo non si notano le differenze tra i due programmi a causa delle medesime misure, ma spesso anche il linguaggio e lo stesso.
Non solo. Il silenzio totale del Partito Democratico all´opposizione fa si che il solo ad opporsi alle politiche di Berlusconi sia l´Italia dei Valori di Antonio di Pietro. L´opposizione populista e ad personam di cui abbiamo gia parlato.
Se non ci sono piu le idelogie la gente non scende in piazza, cosi come non fanno politica. Serve ricostruire le ideologie e riprendere il filo di un discorso che dal 1992 nessuno ha piu ripreso. Serve che i partiti cessino di essere contenitori elettorali e ritornino ad essere quello che erano prima: partiti di massa, in cui il cittadino crede, si identifica e partecipa.

domenica 10 agosto 2008

Le battaglie di Grillo....

Ieri leggevo sul giornale di una nuova idea di Beppe Grillo: quella di una censura pubblica delle notizie false che saranno rese pubbliche dai blogger sul sito di Grillo. Ora, la prima considerazione che si dovrebbe fare e: come si fa a stabilire se una notizia sia falsa o vera?Avendo accesso alle fonti. E chi ha accesso alle fonti? Non, ovviamente chi guarda da casa sua il telegiornale...quindi se la notizia sia vera o falsa verrebbe stabilito secondo un criterio puramente arbitrario...cioe, io ritengo che quella notizia sia falsa e quindi la censuro sul blog di Grillo...un po come funzionava l'indice dei libri proibiti nel periodo dell'Inquisizione: non so se quello che scrivi sia vero o falso (in quel caso si trattava di pericoloso o meno per la fede) e quindi lo censuro... Il video di presentazione della nuova geniale iniziativa inizia con un servizio del Tg1 sul famoso articolo del New York Times in cui si parla del malcontento degli italiani e di Grillo stesso. Alla fine del servizio che dice: "nell'articolo del New York Times si dice che gli italiani stanno male, sono infelici e delusi dalla classe politica...per poi parlare anche di Grillo...". In un testo di precisazione Grillo ci tiene a ricordare che l'articolo del NYT non lo cita come causa del malcontento degli italiani ma " come esempio di corretta informazione". Ora, quello che dice Grillo e vero fino ad un certo punto: non viene citato infatti come causa del malcontento, ma come effetto di questo...quindi tecnicamente il tg1 non ha detto nulla di sbagliato. Altro esempio: sempre secondo il blog di Grillo, quando avvenne la tragedia della Tyssen-Krupp di Torino, il Tg1 apri con un servizio sulla Scala di Milano invece che con la tragedia della Tyssen, il commento e stato: "evidentemente il tg1 ritiene la morte degli operai una notizia meno importante della vita mondana dei politici"...Ora, voglio solo ricordare che ci sono un milione di morti all'anno sul lavoro e di quel milione 999mila non viene nemmeno nominato.
Per chiudere, ho appoggiato il primo V-Day perche poteva avere un senso logico (ho anche raccolto le firme...) ma lentamente Grillo e diventato populista e offensivo proprio nei confronti di quelle istituzioni e di quei valori che pretende di difendere...E facile criticare, piu difficile proporre soluzioni, facesse questo Grillo invece che lanciarte accuse su accuse senza nessuna soluzione pratica...

venerdì 8 agosto 2008

Lavori in corso...

Un messaggio per tutti coloro che hanno seguito questo blog fin dalla nascita. Come vi sarewte accorti era partito come un "semplice modo per farmi conoscere e dire qualcosa di me e lentamente si e trasformato e si sta ancora trasformando...lentamente sta diventando un piccolo punto di vista sull'Italia, sul mondo e su tutto quello che accade di qualcuno che ancora vuole pensare con la sua testa.
Sono passati quasi due anni da quando questo spazio e nato, senza nemmeno che me ne rendessi conto e quindi sento il dovere di ringraziare tutti quelli che mi hanno letto costantemente e tutti quelli che sono passati qui per caso. Tutti quelli che mi hanno creduto, anche solo per un momento e si sono lasciati prendere per mano senza sapere dove li stessi conducendo...
Grazie a tutti voi e un saluto.

Smirnoff

In difesa dei diritti umani 2 (il coraggio delle proprie scelte...)

Torno ancora a parlare delle Olimpiadi in Cina e ancora non dello sport ma della scelta del governo italiano di tacere (e non fare nemmeno una piccola, misera dichiarazione) sulla violazione dei diritti umani in Cina.
Nonostante le richieste fatte da membri stessi del Governo (Giorgia Meloni su tutti) il ministro degli Esteri Franco Frattini e andato in Cina sostenendo che la politica non si deve mischiare con lo sport. Sostanzialmente e vero, ma la politica deve anche avere il dovere di tutelare quelli che sono i diritti naturali dell'uomo, come appunto la liberta. Ed e giusto (moralmente giusto) farlo in un'occasione come le Olmpiadi, perche quello e il loro scopo. Ma, se proprio vogliamo fare una piccola analisi sulla nostra politica, il Governo non ha detto niente...pero l'opposizione, il Partito Democratico che ha superato il suo passato comunista ha detto di sicuro qualcosa...macche! Silenzio piu totale...E pensare che hanno fatto firmare una petizione (che non chiedeva niente!) contro il governo in carica per preparare un autunno caldo...e l'estrema sinistra? Si muove...manifestera sotto l'ambasciata cinese...Nemmeno per idea...sono impegnati a sostenere che Bush attacca la Cina per motivi politici e non per motici di idealismo...sara anche vero, pero almeno ha detto qualcosa...Ma non ci possiamo stupire piu di tanto...Vorrei ricordare che quando Prodi era presidente del Consiglio non ha incontrato il Dalai Lama perche aveva altri impegni e che il solo ad incontrarlo era stato il Presidente della Camera Bertinotti che ha ritenuto opportuno ricordare al Dalai Lama l'amicizia del governo italiano con quello cinese!...Forse dovremmo cominciare a pensare che siamo un Paese democratico e che dovere dei paesi democratici deve essere quello di battersi in difesa dei valori della liberta personale di ogni individuo, perche e un diritto inalienabile, soprattutto quando quei diritti vengono violati dal paese dove si tengono le Olimpiadi.

Ps: per maggiori dettagli questo e il link dell'articolo di Riccardo Barenghi sulla Stampa di oggi http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=4874&ID_sezione=&sezione=

giovedì 7 agosto 2008

In difesa dei diritti umani...

Tra due giorni inizieranno le Olimpiadi di Pechino, e mai come questa volta le Olimpiadi saranno discusse e contestate. Non pero (purtroppo) per motivi sportivi, per meriti o demeriti degli atleti, ma per motivazioni "politiche" e "ideologiche". La Cina e una delle potenze mondiali, ma nello stesso tempo resta una dittatura, magari capitalista ma pur sempre una dittatura. Tutto e iniziato con le repressioni in Tibet, e allora qualcuno ha deciso di ricordare che la Cina non e una democrazia ma una dittatura...Poi ci sono stati gli arresti, le condanne e le minacce a tuti quei giornalisti e oppositori del regime (non si dovesse mai sapere che la Cina uccide chi si oppone alla politica del governo...). Secondo l'ultimo rapporto di Amnesty International (per maggiori informazioni leggere il link su questo sito di amnesty www.amnesty.it per la traduzione in italiano oppure, www.amnesty.org per quella in inglese) le violazioni ai diritti umani in Cina non sono cessate, anzi, sono sempre tante, troppe per un paese che deve ospitare le Olimpiadi. Qualche politico aveva proposto il boicotaggio, almeno della cerimonia di apertura (e qualcuno aveva anche aderito a questa richiesta ad esempio Sarkozy in Francia o la Merkel in Germania) almeno fino a che non si fosse risolta in maniera provvisoria la questione della repressione del Tibet. Dalle nostre parti i soli a chiedere di boicoattare l'apertura dei Giochi sono stati alcuni giornalisti del quotidiano Liberal e qualche politico dell'Italia dei Valori, gli altri hanno deciso di "chiudere un occhio" sulle continue e reiterate violazioni dei diritti umani della Cina, perche la Cina e un potenza e non possiamo rovinare i nostri rapporti con un potenza, fosse anche una dittatura...
Forse e vero: sarebbe troppo complicato boicottare le Olimpiadi nello scenario geopolitico del mondo attuale. La Cina ha tre miliardi di abitanti (circa) e non solo: e una potenza economica e con un grande peso politico. Il paragone con il boicotaggio delle Olimpiadi di Mosca non regge, perche nel 1980 l'URSS viveva la sua "parabola discendente" e gli Stati Uniti la "parabola ascendente" era il periodo in cui il comunismo era l'Impero del Male, ora il comunismo non esiste piu...la Cina e quello che voleva Stalin, il capitalismo nelle mani dello Stato, concentrato in poche mani...la Cina e una potenza mondiale, e non si possono boicottare le potenze.
Ma da un punto di vista strettamente ideologico (e idealista, me ne rendo conto anche io) i valori di liberta di pensiero e dell'individuo dovrebbero sempre vincere sulle ragioni di economia e di calcolo politico.
Del resto, alle Olimpiadi in Cina non si potranno portare striscioni negli stadi...non fosse mai che qualcuno dovesse scrivere "Free Tibet"

venerdì 1 agosto 2008

La tutela delle istituzioni democratiche...e il benessere del singolo

Seguendo i telegiornali italiani, ultimamente, si assiste ad un preoccupante sviluppo di delusione nei confronti delle istituzioni democratiche ed un ancor piu preoccupante tendenza al "qualunquismo". L´idea che tutti i politici siano ladri (senza distinzione di partito, classe di appartenenza e indirizzo politico) vista dal di fuori e molto preoccupante, non tanto per le affermazioni (che lasciano il tempo che trovano essendo quasi tutte affermazioni da bar) ma per quello che queste affermazioni comportano in una logica di sviluppo politico.
Basterebbe leggere il blog di Beppe Grillo per capire cosa sta succedendo nel Paese e poter fare un´analisi della deriva qualunquista che prende la nostra gente e la nostra politica.
Ora, la tutela delle istituzioni democratiche parte, almeno secondo me, dal benessere del cittadino. Piu io, in quanto individuo, mi sento tutelato dalle istituzioni, piu le considero giuste e da difendere. Ma cosa succede quando le istituzioni non tutelano gli interessi di chi le vota e pensa solo al proprio tornaconto elettorale? Esattamente quello che sta avvenendo in Italia: uno snaturamento delle idee politiche e della fiducia nelle istituzioni. L´Italia sta vivendo un momento, in cui, chiunque governi - sia esso di destra come di sinistra - non rappresenta l´Italia, non fosse che una piccola minoranza (quella che in maniera illuminante Gian Antonio Stella ha chiamato la "Casta").
Per usare il termine utilizzato da Popper l´Italia sta sempre piu diventando una "societa chiusa" e il fatto che a trasformarcela sono proprio quelli che dovrebbero tutelare la "societa aperta".
Il liberalismo che in Italia non esiste non esiste perche non abbiamo politici interessati a dare "pari opportunita" a tutti, ma solo a loro stessi e ai loro piu stretti amici.
Questa deriva "totalitaria" della politica italiana si sviluppa tanto nella classe politica, quanto (cosa ancora peggiore) nel singolo cittadino, che vede nella dittatura il solo rimedio per porre fine alla crisi del Paese.
La soluzione allora quale deve essere? Come rimediare a queste derive totalitarie? Lavorando a quello che Adam Smith, nel lontano XVII secolo chiamava il "bene comune". Cioe...io governo devo tutelare il benessere del cittadino e devo difendere i valori della democrazia e della liberalita per impedire derive totalitarie...La gente vivrebbe decisamente meglio in una societa in cui il proprio fine non sia la sopravvivenza ma il benessere. Se tutti avessero le stesse possibilita di emergere e di realizzare i propri obiettivi allora nessuno penserebbe che i nostri governi siano fatti solo di ladri e che la societa sia divisa per caste.
Questa e solo questa deve essere l´idea che muove i nostri governanti: il "bene comune" e la tutela della "classe media" che e quella che muove la democrazia e l´economia di una paese, con i suoi sogni e le sue speranze.
Se manca questo manca il senso del "liberalismo" inteso nel senso piu nobile del termine e diventa quasi scontato il passaggio alla dittatura e alle derive totalitarie.

lunedì 28 luglio 2008

Il processo infinito...

Ieri il Congresso di Rifondazione Comunista ha sancito la vittoria di Paolo Ferrero - ex ministro del Walfare nel fu governo Prodi.
La sua vittoria e la scelta isolazionista del maggior partito della sinistra antagonista italiana ha chiuso definitivamente il processo di crisi a sinistra che si era avviato con la nascita del Partito Democratico e la vittoria alle elezioni di Berlusconi e il suo Popolo delle Liberta.
La scelta isolazionista di Rifondazione blocca quel processo di apertura che avrebbe dovuto portare la sinistra italiana a diventare definitivamente socialdemocratica e staccarsi dalla sua radice comunista.
Il processo, che aveva cercato di avviare Occhetto con la svolta della Bolognina nel 1992, si e arenato ancora prima di nascere, creando una serie di abberrazioni a sinistra che stiamo ancora pagando.
Quando nacque il PDS (Partito Democratico Socialista) Rifondazione scelse di staccarsi perche non condivideva la svolta del vecchio PCI verso il socialismo liberale, mentre gran parte del vecchio PCI rimase nel PDS. Poi ci fu la seconda svolta, quella che avrebbe dovuto compiere ulteriormente il processo, il passaggio da PDS a DS (Democratici di Sinistra) e anche quella fu una "svolta incompleta" perche i Ds non si staccarono dalla tradizione comunista del tutto ma rimasero ancora legati alla vecchia nomenklatura comunista e alle vecchie parole d´ordine.
Infine, all´ultimo congresso abbiamo assistito alla nascita del PD (Partito Democratico) che non e diventato socialdemocratico, ma ha imitato il Partito Democratico americano, prendendo sia le parole d´ordine (il Yes we can di Obama) sia le modalita di campagna elettorale, perdendo su tutta la linea il confronto con il PDL.
A sentir parlare alla sinistra del PD (e anche molti esponenti del PD) per trasformare il vecchio PCI in socialdemocrazia (e permettere cosi di essere un partito di governo di sinistra) mancano le strutture e la cultura politica e quindi si preferisce restare al vecchio sistema invece che avanzare, isolando cosi il paese dal resto dell´Europa e del mondo.
Il fatto che in Italia si tenti dal 1998 (anno della Bicamerale di D´Alema) di costruire in Italia un bipartitismo di modello europeo spiega bene, anche troppo come e perche il nostro processo di evoluzione politica si sia arenato e non sembri intenzionato ad andare avanti: il fatto e che ai nostri politici (a sinistra come a destra) sembra non voler entrare in testa che "bipartitismo" e diverso da "bipolarismo" (eppure basterebbe leggere un qualunque saggio di Hans Kelsen sulla democrazia per capirlo).
Ancora una volta influisce pero il "fattore eta" e il "fattore cultura".
Se dobbiamo modernizzare il Paese (cosa urgente per non farlo affossare del tutto) dobbiamo compiere quel processo politico e identitario che fino a questo momento non e stato compiuto, un po per paura un po per incapacita delle nostre classi dirigenti. Il nostro sistema bipolare deve essere tramutato in bipartitico in modo da poter garantire l´alternanza e la stabilita invece che i "governi precari" che negli ultimi tempi hanno segnato l´Italia.
Il PD non e un vero e proprio partito, ma una prosecuzione sotto altro nome dell´Ulivo e quindi del vecchio sistema bipolare italiano.
Se a febbraio del prossimo anno ci sara il primo congresso del PDL ho paura che a sinistra saremo battuti ancora una volta: Forza Italia e Alleanza Nazionale (purtroppo) hanno di fatto compiuto quella svolta che noi siamo ancora lontani dal saper compiere e rischiamo di arrivare ancora una volta prima di noi.
Berlusconi sara anche una specie di dittarore, ma ha piu capacita comunicativa della sinistra e nessuno sa togliermi dalla testa una cosa: domani, quando non ci sara piu sara ancora il PDL a vincere le elezioni perche, per incapacita manifesta dall´altra parte, sara il solo partito della politica italiana!

venerdì 25 luglio 2008

Italia...un paese per vecchi (?)- La repubblica dei geronti 2

L´ultimo film dei fratelli Coen si chiama "Non e un paese per vecchi", parafrasando potremmo usare la stessa frase per l´Italia sostituendo giovani alla parola vecchi, ecco che allora viene fuori "non e un paese per giovani".
Sono in vacanza in Danimarca e ogni volta che vengo sono colpito da quante ragazze (e non cinquantenni!) siano madri e quanti bambini ci siano. A volte capita di vedere ragazze di venticinque anni che hanno gia due figli, un lavoro ben avviato e una famiglia. Tutto il contrario in Italia, perche?
Facendo una rapida analisi di quello che e il sistema Italia non e difficile capire dove nascono tutti i problemi; la natalita non cresce a causa della crisi economica e al fatto che sempre meno famiglie sanno come arrivare a fine mese. La nostra "politica per vecchi" si ripete in tutti i campi, dal sociale al politico alla finanza finanche al mondo del calcio.
La visita di Obama in Germania ha scatenato entusiasmo nei tedeschi, ma anche invidia, nel vecchio continente che ormai e vecchio di nome e di fatto (tranne qualche rara eccezione). Gli italiani, poi, battono tutti. Alle elezioni del 2006 c´erano gli stessi candidati del 1996 (dieci anni prima) e Silvio Berlusconi e in politica dal 1994 (quindici anni!). Lo stesso Veltroni che e stato presentato come nuovo lo e fino ad un certo punto: nel governo Prodi del 1998 era vicepresidente del Consiglio, ed e stato per dieci anni sindaco di Roma e prima comunque dirigente del PCI. Il fatto e che il "nuovo" in Italia non esiste, se per nuovo intendiamo qualcuno che non ha mai solcato i palchi politici per almeno vent´anni. Ad Obama rimproverano l´inesperienza e il suo primo intervento pubblico di rilievo e stato alla presentazione di Kerry alle elezioni del 2001. Veltroni non trasmette carisma, senso di nuovo, come non lo trasmette Berlusconi.
Nuovo sarebbe un Presidente del Consiglio di quarant´anni o quarantacinque, come Obama o Zapatero in Spagna. Ma in Italia a quarant´anni stai ancora pensando a cosa fare da grande, visto che per il nostro sistema si diventa grandi a sessant´anni.
Serve una politica migliore nei confronti dei giovani, serve qualcuno che sia deciso ad investire in quelle che sono le reali risorse del Paese e non solo a parole.
Lo chiamano "welfare" il sistema di politica sociale che dovrebbe garantire, appunto, la sicurezza sociale, ma che non garantisce altro che le solite poltrone a qualche ministro.
Siamo un paese senza soldi e tra poco senza speranza, ma siamo ancora in tempo per cambiare, facciamolo prima che tutto passi e prima che diventi troppo tardi.

Ad personam...

Ieri e stato presentato alla Camera il cosidetto "Lodo Alfano" quella legge che tutti hanno contestato e che tutti al momento giusto (compreso il Presidente della Repubblica che pero non poteva piu opporsi) hanno deciso di approvare la legge. Ora, che una riforma della giustizia in Italia sia necessaria (e anche doverosa) mi sembra sia una cosa scontata: che i magistrati italiani siano "politicizzati" (e non parlo di "politicizzazione comunista" come dice qualcuno) e una cosa indubbia. Da Tangentopoli in poi, il fenomeno che ha spazzato gran parte della classe politica (e anche dei partiti italiani) del nostro Paese, la magistratura si e sempre piu messa nella condizione "politica" di poter interferire a suo piacimento nella vita politica del Paese. Magistrati che si sono sentiti in diritto di mettere in piazza le intercettazioni delle indagini (ed e inutile che Travaglio dica che e giusto che gli italiani sappiamo, gli italiani devono sapere quello che e giusto e non quello che in qualunque altro paese sarebbe gossip), cosi come si sentono in diritto di inquisire le mogli dei politici per colpire il politico (vedi Mastella). Ma...poiche nella nostra politica ci sono sempre dei ma, la legge diventa improvissamente inconstituzionale. Perche? Nel "Lodo Alfano" e previsto anche il fatto che non sono processabili (fino a scadenza di mandato, almeno) le cinque cariche piu alte dello Stato, vale a dire: Presidente del Consiglio, Presidente della Camera, Presidente del Senato e Presidente della Repubblica. Ora, che sia giusto (garantirebbe un minimo di governabilita al Paese il non poter processare il Presidente del Consiglio) ma il problema e chi e il Presidente del Consiglio. Berlusconi Silvio, un altro dei colpevoli fino a prova contraria, nel momento in cui passa il lodo Alfano era ancora sotto processo per il caso Mills. Il Pd ha scelto anche lui di non fare opposizione, ingoiandosi un altro boccone amaro per il bene del Paese. Ma, messaggio politico, il bene del Paese sta nel non far passare leggi incostituzionali (come ad esempio una finanziaria che taglia ulteriormente i fondi alla ricerca e alla sanita) e non nel far passare qualunque cosa per poi "raccogliere firme per contestare i provvedimenti". Il problema del Lodo Alfano non sta nel lodo in se (che condivido) ma nel chi quel lodo difende. Dire che Berlusconi e quantomeno sospetto e una cosa nota ormai da tanti anni, ma non possiamo non notare che il fenomeno Berlusconi sia un fenomeno tutto italiano. Il Presidente del Consiglio che e nello stesso tempo presidente di tre televisioni, una squadra di calcio, due testate di giornali e una casa editrice. L´anomalia non sta nel fatto (come sostiene Travaglio) che il Presidente sia colpevole e condannato (non ci sono prove e fino a questo momento e stato assolto da tutti i processi - compreso caduto in prescrizione e uno per cui si era autodepenalizzato il reato che quindi non poteva piu essere contestato - ) ma nel fatto che sia padrone di mezza Italia e che essendo Presidente del Consiglio si possa sentire anche presidente dell´altra mezza.
Questa e la sola anomalia degli ultimi quindici anni italiani. Niente contro Berlusconi, che non e meno peggio di tanti altri, ma semplicemente contro una tendenza italiana a contrastare tutto quello che possiamo classificare come liberale o liberalista. La separazione dei poteri (magistratura e politica), conflitti di interessi (quelli di Berlusconi ma anche quelli delle varie fondazioni a sinistra e le coop rosse) sono tutte anomalie di un Paese che non vuole crescere ed avanzare verso l´Europa o verso il nuovo, perche sta tanto bene con il suo vecchiume e con la gente che si lamenta perche il governo ruba...un tempo, quando le elezioni erano vinte dalla DC nessuno la votava, oggi nessuno vota Berlusconi...e domani, chi sara domani al potere senza essere stato votato?

martedì 15 luglio 2008

Colpevoli...fino a prova contraria

Dopo le discussioni sul controverso lodo Alfano, che hanno portato alla manifestazione di Piazza Navona di cui ho parlato la volta scorsa, ieri è stato arrestato per corruzione e tangenti Ottaviano del Turco, Presidente della Regione Abbruzzo del Partito Democratico. Nessun dirigente del PD ha avuto niente da dire, non perchè Del Turco sia colpevole, ma perchè sono in evidente imbarazzo nell'assumere una posizione che (purtroppo) darebbe ragione al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
La scritta che regna sovrana nei nostri tribunali "la legge è uguale per tutti" e che è stata anche uno dei leit motiv della manifestazione di Piazza Navona, sembra essere diventata un'arma nelle mani della magistratura e una forma di minaccia che dovrebbe giudicare tenendo lontani ideali politici, religiosi o altro dal proprio metro di giudizio.
Si parla ancora della manifestazione di Piazza Navona, a cui ha preso parte anche Antonio di Pietro, salito agli onori della cronaca per essere diventato l'eroe antiberlusconiano di una fetta di italiani che prima era rappresentata dalla sinistra radicale o dallo stesso Pd. Non voglio difendere Del Turco o qualunque altro politico per partito preso, ma voglio solo fare una considerazione: su Del Turco è stata aperta un'inchiesta ed è stato arrestato, ancora prima che ci fosse il processo e venisse provata la sua colpevolezza. L'anomalia a cui si riferisce Berlusconi, e che segna la magistratura da Tamngentopoli in poi (anno 1993) è proprio questa: la colpevolizzazione ancora prima del processo, o la condanna a priori. Mi rifaccio ad un brillante intervento di Marco Travaglio nel programma di Santoro Annozero, in cui il giornalista citava diversi casi di corruzione in paesi esteri che hanno portato alle dimissioni di ministri o addirittura di capi di Stato, ma a quell'intervento (che avrebbe dovuto farci vergognare di vivere in un paese di impuniti!) bisogna fare una piccola aggiunta che Travaglio ha omesso: nei Paesi stranieri, compresi quelli da lui citati, un individuo (inteso nel senso legale del termine) è "innocente fino a prova contraria"; in Italia dal 1993 in poi la nostra magistratura ha sviluppato la tendenza opposta, soprattutto quando si parla di classe politica: gli imputati sono "colpevoli fino a prova contraria". Cosa accade quando un processo inizia già con l'idea che chi viene processato è colpevole? Accade che il giudizio è viziato da quella consapevolezza che la classe politica debba essere colpevole a priori, che ogni politico è corrotto e colpevole nel momento stesso in cui mette piede in Parlamento. La colpa sta nella non fiducia che la gente nutre nei confronti della politica italiana. Sta nel fatto che i comizi "vaffanculeschi" di Grillo allontanano la gente dalle istituzioni e ci fa pensare che tutto quello che ci circonda è marcio e corrotto.
La situazione appare molto, troppo simile a quella che negli Anni Venti del XX secolo, condusse al fascismo e al nazismo. I processi e le condanne a Berlusconi assomigliano forse troppo a quelle che la gente in quegli anni muoveva a Giolitti e a tutti i politicanti di mestiere...in Italia si sta sempre più sviluppando, per paradosso in due partiti diversi, una tendenza fascistoide che non fa per niente bene al Paese: Berlusconi ha preso tutto il lato populista di Mussolini, mentre di Pietro (insieme con Grillo, Travaglio e il popolo dei vaffanculo) ha preso quella "giustizialista", quella che giudica colpevoli fino a prova contraria, quella che uccide la politica e manda al potere un solo partito, non corrotto, puro di ideale e che garantisce giustizia e confino per tutti quelli che sgarrano.
Sono frasi pericolose, che fanno male alla democrazia, facciamo attenzione nel dirle e nel fare considerazioni che ci possono portare indietro negli anni, negli anni peggiori del nostro Paese, negli anni di una dittatura che tutti vorrebbero dimenticare ma che nessuno riesce ad estirpare dalla nostra storia.

giovedì 10 luglio 2008

I girotondi e l'opposizione "ad personam"

Ogni volta che sale al potere Berlusconi si parla sempre di legge "ad personam" e provvedimenti vari che il premier prende a suo favore e quello dei suoi amici ed ogni volta ci si indigna dandogli del fascista, del dittatore oppure del piduista mafioso.
Questo fenomeno, tipicamente italiano, ha dato vita ad un'opposizione trasversale, che non è quella di governo idealizzata ed ideologica ma un opposizione "ad personam". Cioè, mi oppongo a Berlusconi in quanto tale, non in quanto leader di uno schieramento che la pensa diversamente da me. Anche perchè nella conformazione del nuovo governo è difficile identificare quali sono le componenti e le ideologie dei due partiti di maggioranza (se ci fosse un pò più di consapevolezza scopriremmo che il centro destra è "corporativista" e il centro sinistra "liberista" ma non siamo in grado di fare queste distinzioni politiche, almeno non ancora) quindi quello che succede è che non ci si oppone alle proposte di legge del governo, ma ci si oppone a chi le propone.
La manifestazione dei girotondi a Piazza Navona a Roma l'altro ieri, ne è stata la triste conferma: con tutti i problemi e le necessità del Paese noi ci stavamo preoccupando di quante veline ha raccomandato o scopato il premier...Verrebbe da dire chi se ne frega, la sua vita privata sono affari suoi, ma il Italia non è così; siamo un paese da gossip, che deve sapere tutto sui "potenti" e sulla "casta" per poi poterla sputtanare in inutili ed ipotetici discorsi da bar. L'antipolitica trionfa perchè non esiste la politica e Grillo, Travaglio, la Guzzanti (che continuo a ritenere uno dei migliori comici in Italia) trova spazio per portare avanti una politica di offese, qualunquismo e iposcrisie, in cui vengono messi sullo stesso piano il papa, Berlusconi, il Presidente della Repubblica e le donne del governo (siano esse di destra o di sinistra). La risposta sono le querele delle donne (la Carfagna, Ministro delle Pari Opportunità che si allarga non querelando solo la Guzzanti ma a che tutti i telegiornali che fanno sentire le parole contestate)...si arriva quindi al blocco della discussione politica: si parla del premier, si contestano i suoi ministri, ci si chiede come e quando ha trombato e con chi. Sono questioni che fanno telenovelas, l'immenso reality della nostra politica che diventa antipolitica quando Grillo dice "vaffanculo" a tutti senza motivo, perchè rappresentano una casta e sono la rovina del Paese.
I "vaffanculo" di chi si indigna hanno senso, ma hanno senso solo se esiste qualche proposta per cambiare le cose. La politica del "tanto sono tutti uguali" e della pulizia della classe politica corrotta era la stessa che negli anni Venti mandò al potere Mussolini, era quella dei futuristi. La dittatatura in Italia è possibile...ma noi guardiamo dalla parte sbagliata.

sabato 5 luglio 2008

Il paese del gambero...

In questi giorni quello che tiene banco in Italia sono le discussioni sui processi al premier. Governo e opposizione che parlano (al solito) a colpi di offese e parolacce su chi sia fascista o chi sia comunista. Berlusconi sostiene che ci sia una "alleanza tra riformisti e giustizialisti" mentre Veltroni dice che "Berlusconi come al solito pensa ai suoi processi invece che ai mali del Paese".
Leggendo ieri Repubblica il ministro della Giustizia Alfano sosteneva che nella prima stesura della Costituzione c'era un articolo che impediva il processo alle più alte cariche dello Stato (Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, Presidenti di Camera e Senato); è vero. Ma è anche vero che quella norma venne tolta nel 1993, durante i processi di Tangentopoli che servirono a fare un bel pò di pulizia nella politica italiana. Questo da un punto di vista politico. Da un punto di vista "storico costituzionale" quella norma venne introdotta non tanto perchè così i politici potessero fare impunemente quello che ritenevano loro più utile per accumulare potere, ma per una motivazione molto più pratica e se si vuole logica: i nostri padri costituenti venivano tutti dalla guerra di Liberazione contro il fascismo e tutti (più o meno) si erano macchiati di qualche crimine e quindi sarebbe stato facile spararsi accuse uno contro l'altro e arrestarsi a vicenda arenando il processo democratico che doveva affrontare l'Italia. Quando quella norma divenne "antistorica", nel 1993, venne tolta. Ora qualcuno la vuole reintrodurre.
Altra questione pare essere quella delle intercettazioni Rai; Berlusconi che come un "magnaccia" qualunque (parole di Di Pietro) raccomanda veline e soubrette alla Rai per farle lavorare. Mi sembra una polemica molto ipocrita e per alimentare il "gossip" estivo che langue in questi ultimi tempi.
Ora, che alla Rai ci fossero raccomandazioni non è una cosa nuova, basta vedere la vecchia Rai quando i nomi che circolavano erano sempre gli stessi. E basta vedere adesso, in cui politici sistemano i loro amici in un "posto sicuro". Lo scandalo non sta nelle raccomandazioni, ma nel fatto che in questo momento ci troviamo con un governo e un'opposizione incapace di capire quali sono i bisogni del Paese. Agli italiani che non arrivano a fine mese non interessano i processi del premier, come non interessa quante e quali veline sono state raccomandate in Rai. Le urgenze sono altre e sono più gravi: sono il fatto che sempre più italiani vivono sulla soglia della poverta, sono il fatto che i soldi mancano e che il petrolio continua a salire, sono il fatto che la gente è sommersa da immondizia e ha bisogno di sicurezza. Il discorso non è "personale" è "politico" fino a che esisterà una classe politica che pensa alle proprie poltrone invece che al Paese, non andremo da nessuna parte, saremo destinati a restare la piccola Italia di spaghetti e mandolino che tanto ci fa incazzare quando siamo all'estero.
Saremo sempre il Paese in cui la gente non arriva a fine e mese e legge sui giornali che il premier raccomanda questa o quella soubrette, saremo il Paese in cui nessun politico sa come vive il Paese.
La nostra classe politica ricorda tanto la regina di Francia prima della Rivoluzione Francese, quando gli venne detto "Maestà, il popolo non ha pane da mangiare" la regina rispose "e allora? che mangino le brioches"!

giovedì 19 giugno 2008

La fine del dialogo...ovvero il dialogo si è fermato ad Arcore

Non nascondo che ci avevo sperato. Avevo sperato che il clima politico italiano fosse veramente cambiato e che per la prima volta si potesse fare delle scelte politiche al di fuori della logica degli schemi di partito e al di fuori di qualunque ideologia.
Ma non è stato possibile. Non è stato possibile perchè il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha avuto la bella pensata di far passare una legge suicida non solo per impedire le intercettazioni (e non si tratta di legge bavaglio sulla stampa, ma stiamo parlando di livello giuridico) se non per i reati di terrorismo, depennando quindi cose belle (e lecite a quanto pare) come il falso in bilancio, la corruzione, stupro, violenze varie e tante altre cose.
Non solo la sua decisione di bloccare i processi con validità superiori ad un anno, bloccano tanti bei processi che dovrebbero andare avanti solo perchè sono reati: stupri, violenze sessuali di vario genere, rapine, furti, falsi in bilancio, e anche qualche omicidio, che non manca mai nella nostra cronaca.
Il tutto per quale motivo? Perchè un giudice "comunista" ha osato processare Sua Presidenza per corruzione di un giudice attraverso un avvocato inglese di nome Mill...quindi per bloccare un processo a suo carico (dato che ha cambiato il clima politico e quindi non fa leggi ad personam) verranno rimessi in libertà tanti criminali per permettere a Berlusconi di non essere processato. Non basta: il decreto che vuole impedire il processo alle cariche più alte dello Stato sarebbe un provvedimento giusto, se le più alte cariche dello Stato arrivassero in Parlamento incensurate. E vero: in Francia non può essere processato il Presidente della REpubblica, ma non può nemmeno presentarsi alle elezioni se ha avuto precedenti penali e quindi è passato sotto il giogo delle "toghe rosse".
Avevamo sperato che l'Italia uscisse dalla sua becera logica di "io governo e penso agli affari miei!, ma non è stato possibile. Una semplice introduzione in un decreto legge (già di per sè aberrante) ci riporta indietro a cinque anni fa...Anzi, con una lettera che "rivendica il valore politico della scelta fatta" ritorniamo indietro al 1924, quando "qualcuno" rivendicò l'omicidio assumendosene la "responsabilità politica per il bene del Paese"...ecco, a me è quel per il bene del Paese che mi preoccupa...

sabato 7 giugno 2008

Pacs, Dico, Paco e Gay Pride

Oggi si terrà a Roma ma manifestazione annuale del Gay Pride, la giornata dell'orgoglio omosessuale e lesbico. Come ogni anno la manifestazione sarà particolarmente colorata e come ogni anno susciterà dibattiti di ogni genere se sia giusto o meno. Quest'anno però il clima sarà ancora più particolare per diversi motivi: il primo, che non deve essere sottovalutato è che una settimana prima della manifestazione il ministro Mara Carfagna ha detto di non voler riconoscere la piattaforma della manifestazione, non solo ha anche detto che non vuole riconoscere la manifestazione che si dovrebbe chiudere a San Giovanni.
Il dibattito di ieri sera a Otto e Mezzo (trasmissione di approfondimento politico sul La7) ne parlava con Carlo Giovanardi (sottosegretario al Governo per la Famiglia e la Droga) e con un esponente del Movimento Gay e Lesbiche (di cui in questo momento mi sento particolarmente colpevole di non riuscire a ricordare il nome).
L'argomento di discussione riguardava, ovviamente i diritti degli omosessuali nella discussione del riconoscimento degli omosessuali come "famiglia" arrivando anche a discutere se possa essere "moralmente leggittima" l'adozione di bambini da parte di una coppia di omosessuali. Dunque, facendo un rapido giro nei paesi in cui gli omosessuali hanno "pari diritti" alle famiglie etero possiamo vedere molte cose interessanti: partiamo dal Paese per eccellenza più libero in materia: gli Stati Uniti; qui è legale l'adozione di bambini oppure, come ha fatto la nota attrice Jodie Foster, la fecondazione di un singolo ovulo per rimanere incinta, ma è categorigamente vietato il matrimonio. Stessa situazione nella Gran Bretagna, in cui esiste un vero e proprio "smercio" di cellule e bambini (ma è vietato anche qui il matrimonio religioso). In Spagna è permesso solo il matrimonio ma non l'adozione.
In Italia esistono secondo i dati centomila famiglie omosessuali (con genitori gay o lesbiche). Questi dati (va fatto notare ad onore di cronaca) contano tutte le famiglie composte da omosessuali, comprese quelle che hanno avuto figli da una precedente relazione etero. Ora, la posizione che veniva difesa da Giovanardi era basata su un assunto della nostra Costituzione (che ogni tanto torna sempre comodo citare): che fonda l'Italia sulla famiglia, specificando che si tratta di uomo e donna che fanno da padre e madre.
Il discorso che si dovrebbe affrontare per l'adozione da parte di omosessuali (o comunque la possibilità di avere figli) è particolarmente difficile e complicata, non solo da un punto di vista morale ma anche e soprattutto etico.
Non sono in grado di affrontare l'argomento, mi chiedo solo come possa crescere un bambino con due padri o due madri (fermo restando che due genitori omosessuali possano essere meglio di tanti genitori etero che possiamo a ben ragione paragonare a delle bestie).
Il primo passo deve essere (ancora prima di parlare di adozioni e bambini), quello di riconoscere agli omosessuali i propri diritti ad avere una famiglia e che venga riconosciuta come tale. Poi, una volta che sia fatto questo passo (fondamentale per poi poter parlare di famiglia sul serio).
Tornando al discorso del Gay Pride: la chiusura della manifestazione è stata spostata a Piazza Navona per un motivo: in contemporanea alla manifestazione si tiene alla Pontificia Università Lateranense un convegno dal titoto"Allargare gli orizzonti della razionalità", organizzato dalla Pontificia Università Lateranense. Nell'ambito del quale stasera alle 20.30 si terrà, appunto nella basilica, un concerto del Coro Interuniversitario di Roma "Traditio et confessio".
Solo per questo. Nessuno scandalo, nessuna censura, solo semplice "buon senso".
Come diceva John Locke "la nostra libertà finisce dove inizia quella degli altri". Affrontando le cose in questo modo sarà possibile arrivare ad avere un dialogo civile, anche nel riconoscimento dei diritti degli omosessuali, senza che ci siano inutili "barriere ideologiche", siano esse di destra oppure di sinistra.

mercoledì 4 giugno 2008

Il valore simbolico del 2 giugno

Ieri sera erano ospiti a Ballarò, programma su Raitre, il ministro Maroni e il Presidente D'Alema. La discussione, come era del resto abbastanza ovvio, è finita sulla "non-presenza" di esponenti della Lega Lombarda alla festa del 2 giugno, meglio nota come la Festa della Repubblica. Ovvero: il 2 giugno 1946 gli italiani scegliavano con un referendum di abbandonare la monarchia per scegliere la Repubblica (tra le altre cose quello fu il primo referendum a suffraggio universale sia maschile che femminile). Da quel momento la vita politica e sociale del nostro Paese era cambiata: si rinunciava ad un potere come quello reale e i cittadini avrebbero avuto la possibilità di eleggere in Parlamento i propri rappresentanti. Quest'anno inoltre la festa coincideva anche con il sessantessimo anniversario della nostra Costituzione.
Il fatto che la Lega Lombarda (da quindici anni a questa parte) si rifiuti di prendere parte alle celebrazioni del 2 giugno ha diversi significati; ma quello forse più esplicito (e grave, tenendo conto che parliamo di un partito che alle ultime elezioni ha preso l'8% delle preferenze degli elettori) non riconosce lo Stato Italia e le sue istituzioni.
La risposta di Maroni è stata che vista la grave situazione nel Paese non è il caso di discutere di una "semplice questione simbolica".
Ma quello che io mi chiedo è: l'unità nazionale,la solidarietà e i valori che ogni cittadino italiano deve avere non passano anche e soprattutto attraverso i simboli? Perchè dobbiamo essere la sola nazione a contestare (seppur per motivi diversi) la festa nazionale che ha segnato la nascita della nostra Repubblica?

venerdì 30 maggio 2008

Integrazione razziale e cultura

Sul Corriere della Sera di ieri è uscito un bel articolo di Gian Antonio Stella. Parlava di un periodo particolare della storia italiana e di un episodio singolare: quando gli italiani emigravano in Svizzera, si parla degli anni Cinquanta e del periodo subito dopo la fine della II Guerra Mondiale, i genitori mandavano i propri figli a lavorare invece che a scuola (anche perchè spesso erano gli stessi padri a non essere particolarmente istruiti), e il governo svizzero decise di imporsi e mandare a forza i figli dei nostri immigrati a scuola. Fu una battaglia difficile che però diede i suoi frutti: i figli degli immigrati che erano entrati come "ospiti" divennero "cittadini", imparando a conoscere il Paese dove vivevano, scoprendo che quel Paese aveva anche delle leggi che andavano rispettate pena quella di finire in carcere oppure di essere rimpatriati. La condizione italiana di oggi non è molto dissimile da quella svizzera di anni fa (come non è molto dissimile da quella di molti altri paesi europei), ma con una sostanziale differenza: da parte nostra (sia del governo che della semplice popolazione) non c'è il minimo interesse ad integrare l'immigrato che viene, anzi, solamente visto come "forza lavoro" o come "delinquente". La conseguenza non è complicata da capire: i crimini commessi dagli immigrati sono di gran lunga superiori a quelli degli italiani e spesso sono dettati più dalla fama che dalla volontà di delinquere (tranne qualche caso sporadico, ma in quel caso parliamo di livelli talmente alti che non vale nemmeno la pena soffermarsi). Forse, visto il flusso continuo di immigrati clandestini che arriva nel nostro Paese sarebbe il caso di rivedere le nostre "politiche di accoglienza" che passa dai CPT (Centri di Permanenza Temporanea) che sono più che dei centri dei veri e propri ghetti dove gli immigrati vengono rinchiusi e trattati in modo orribile. Sono necessarie delle misure che non sono europee, ma sono umane, il che è molto diverso. La prima cosa da fare è regolare il flusso in maniera seria, non espellendo tutti gli immigrati che entrano nel nostro Paese, ma solo quelli (magari) che vengono senza documenti e che non hanno un'identità precisa. Non è semplice, perchè spesso sono poveri disgraziati che sbarcano sulle nostre coste del Sud dove non esistono controlli e non esiste nessun tipo di controllo. La soluzione potrebbe essere quella di scortare le singole navi al porto (o comunque in un posto in cui possano attraccare) per poi cercare di capire chi ha documenti e chi no. Quelli che non li hanno devono essere rimpatriati nel minor tempo possibile, mentre chi lo ha (ed è seriamente intenzionato ad integrarsi in Italia) deve essere messo nelle condizioni di poterlo fare, conoscendo le cose minime di un Paese: la lingua, un posto dove cercare lavoro e (almeno all'inizio) un posto sicuro dove dormire.
Sono convinto che non sia la teoria lombrosiana, che per parafrasi, sostiene che tutti gli immigrato sono delinquenti (perchè nascono tali) ma ci sono portati spesso dalle condizioni dalla fame e dalla disperazione per non avere un minimo di accoglienza e integrazione in Italia. L'immigrazione non è un "pericoloso demone" che deve essere eliminato, ma può essere una preziosa risorsa per il Paese, perchè spesso sono ben disposti al lavoro se pagato decentemente e se trattati non come bestie inferiori ma come esseri umani.
Il secondo passaggio dell'integrazione (se veramente si vuole integrare queste persone) deve essere quello di metterlo nelle condizioni di conoscere le leggi, la storia e la cultura del Paese, in modo che possano sentirsi cittadini e non semplici ospiti dell'Italia. L'integrazione passa dalla cultura. Perchè senza cultura non si formano i cittadini, siano essi italiani ed immigrati. Ripartiamo con le nostre radici democratiche e liberali invece che con le "pulizie etniche" e le rappressaglie. Cerchiamo di integrare chi vuole essere integrato e diventare italiano invece che demonizzarlo e considerarlo solo un ospite senza nessun diritto e senza doveri. Sono convinto di una cosa: se un immigrato viene in Italia non viene con la precisa volontà di delinquere, ma di integrarsi nella vita del Paese, facciamo in modo che sia possibile, vivremo meglio noi (senza rappresaglie) e vivranno meglio loro (nella loro nuova condizione di cittadino). Poi, con il tempo quando avranno una "coscienza civile" potranno (e dovranno) avere anche il diritto di voto, ma adesso sto correndo troppo.

sabato 24 maggio 2008

Immigrazione e "pulizia razziale"

Sono tutte notizie di questi giorni: immigrati che vengono picchiati, rom che vengono trattati come "diversi" ed espulsi (se non rinchiusi in dei centri che assomigliano molto ai lager) oppure vengono bruciati nei loro campi e si salvano solo perchè qualcuno è così clemente da andare a salvarli.
Il decreto di immigrazione clandestina, tanto voluto da Maroni potrebbe essere una cosa intelligente, se non diventa razzista. Per far diventare un decreto simile razzista basterebbe poco: basta che si renda retroattivo in modo che vengano colpiti non solo gli immigrati che sono in questo paese con un lavoro in nero e senza permesso di soggiorno (che vorrebbero tanto essere regolarizzati ma che vengono solo schiavizzati) e cacciarli, senza nemmeno sapere dove mandarli. Incarcerarli in Italia mi sembra una cosa troppo complicata: le nostre carceri non sono famose per la loro accoglienza e non sono in grado di sostenere più di un tot di persone (non so esattamente quante).
Il passo più logico per integrare gli immigrati dovrebbe essere quello di non farli essere "ospiti" del Paese, ma integrarli come "cittadini", qualunque cosa questo voglia dire oggi. La globalizzazione ha fatto in modo (oltre che creare un circuito economico che potrebbe essere contestabilissimo) di abbattere le frontiere e permettere a tutti di avere libero accesso a determinati paesi. Mi spiego: se nel mio paese non ho lavoro è giusto che lo vada a cercare da qualche altra parte, ma dove è possibile. La situazione italiana non è una cosa nuova; il problema dell'immigrazione è esploso e adesso siamo arrivati al culmine: delinquenza, mancanza di posti di lavoro, pulizie etniche. Tutte cose che in un Paese che ha rinnegato (almeno ipoteticamente pare) le leggi razziali del fascismo non dovrebbero accadere. La soluzione non è l'epurazione ma l'integrazione, far entrare gli immigrati quando possiamo permetterci la loro integrazione e possibilità di lavorare. Bisogna evitare che la gente venga qui e diventi "carne da macello" per il nostro provinciale "capitalismo selvaggio", bisogna fare in modo che tutti possano avere le stesse possibilità, indipendentemente dalla razza, la religione o il sesso. Quando arriveremo a questo avremo superato il nostro passato razzista e xenofobo, quando arriveremo a questo saremo allora pronti per stare in Europa e guardare in faccia gli altri Paesi, senza vergognarci di essere i soliti italiani xenofobi, provinciali e razzisti con tutti, spesso anche tra di noi.

giovedì 22 maggio 2008

L'opposizione credibile

Una vecchio album dei 99 posse si chiamava "incredibile opposizione" e si chiedeva, all'inizio dell'album se fosse meglio un'opposizione credibile oppure un'incredibile opposizione.
Uso il titolo di un album, non solo per rendere omaggio a uno di quei gruppi con cui sono cresciuto, ma anche perchè il termine opposizione credibile mi è sempre piaciuto e adesso mi sembra che sia, ancora più di prima una necessità.
Il PD è il solo partito all'opposizione (insieme a Di Pietro che però non mi pare capace di fare qualcosa di costruttivo, ma orientarsi verso quella politica del NO a priori che blocca lo sviluppo di un Paese.
Cosa vuol dire, oggi, stare all'opposizione? E farlo in maniera credibile? Non credo sia una cosa semplice da spiegare, ma è necessario, per tutto il Paese, cercare di spiegarlo e di capirlo. La scelta di "dialogo" con Berlusconi (vincitore delle elezioni) ha fatto subito pensare che ci fosse una sorta di "inciucio" tra Veltroni e Berlusconi, senza rendersi conto di essere non solo ridicoli ma anche dannosi per l'Italia e per l'immagine che la nostra opposizione sembra dare al mondo.
Mi spiego meglio: negli ultimi quindici anni la campagna elettorale del centro sinistra è stata fatta "contro" Berlusconi, senza essere stati capaci di fare non dico una proposta alternativa, ma addirittura di fare una proposta. L'opposizione ad un governo non si fa (o almeno non si fa solo) nelle piazze, ma anche nei luoghi del potere, facendo opposizione in Parlamento, discutendo con chi governa, le misure che vengono prese e i provvedimenti che vengono discussi. L'opposizione deve essere qualcosa di costruttivo, non distruttivo come pensano molti nella nostra sinistra. Dico NO a tante cose, senza proporre nessuna situazione alternativa e senza dire sarebbe meglio se invece...no, in Italia io dico no perchè lo ha proposto qualcuno che non era del mio partito.
Forse è giunta l'ora di cambiare tutto questo, di sbloccare e modernizzare il Paese in modo che possa dire di essere una democrazia compiuta e non un semplice "crogiuolo di partiti senza senso".
Amen.

venerdì 2 maggio 2008

the day after 3 (Rutelli e il crollo di Roma)

Sembra essere il seguito di un film, ma è solo una nuova pagina del crollo del centro sinistra e della sinitra in Italia e a Roma.
Non sono serviti gli appelli fatti il 25 aprile e non sono serviti i moniti della consegna di Roma ai fascisti, come recitavano i manifesti della sinistra che dominavano Roma prima delle elezioni.
Parto dalla considerazione (che sembra banale ma non lo è poi tanto) che gli allarmismi fanno male alla sinistra, tutta la sinistra. I manifesti che "imploravano" gli elettori di non consegnare Roma alla Lega e ai fascisti, in nome di un valore non sono serviti per un motivo piuttosto semplice: era esattamente quello che gli elettori avevano fatto una settimana prima, la consegna del Paese alla Lega.
Roma è sempre stata una città di sinistra, ricordo sindaci come Petroselli, Argan e lo stesso Ernesto Nathan (citati da Rutelli in campagna elettorale come sindaci da prendere a modello), e il PD, ma soprattutto Veltroni, sono riusciti a consegnarlo ad Alemanno, uno che fino a due giorni fa era fascista dichiarato (e che nel DNA continua ad esserlo). La gente, gli stessi elettori di sinistra non hanno votato per Rutelli, perchè era un sindaco poco amato (inutile dire che era un bravo amministratore...la gente vota le facce non le amministrazioni...) e perchè era lo stesso candodato sindaco di quindici anni fa.
Ma come? Il Pd ha fatto un'intera campagna elettorale dicendo che era necessario svecchiare la classe politica, che servivano più giovani e che era necessario cambiare perchè "in nessun paese democratico si presenta lo stesso candidato per quindici anni di fila" (si parlava di Berlusconi ovviamente) e poi si presenta, come nuovo lo stesso candidato sindaco di quindici anni prima, il vecchio-nuovo Rutelli. Gli elettori hanno deciso di dare un taglio al passato, per tanti motivi, che vanno tutti analizzati e capiti.
Il primo è che nell'immaginario collettivo Rutelli è il sindaco dei parcheggi blu dietro il Colosseo, il sindaco degli appalti alla moglie e il sindaco amico di Caltagirone per gli appalti alle costruzioni. Vero o no che sia non si può non tenere conto delle voci del popolo nelle elezioni di un sindaco, soprattutto quando si tratta di una città come Roma, punto strategico per le scelte politiche del Paese.
Rutelli è anche il politico che prima era nei radicali, poi è entrato nei verdi per chiudere la sua politica nella Margherita, con una gfolgorazione sulla via di Damasco.
Tutto questo (e molto altro) la gente non lo dimentica, perchè gli elettori non sono idioti, come credono i nostri politici, ma pensano e hanno memoria lunga. Si dice che la destra ha vinto con l'alarme sulla sicurezza, sugli immigrati e sulla delinquenza. è vero fino ad un ceryto punto: la destra ha vinto (a Roma come in tutto il Paese) perchè è stata presente nelle strade, perchè ha cavalcato il malcontento popolare e la delusione dei cittadini e delle cittadine del Paese. Ha vinto perchè la gente era stanca di non arrivare a fine mese (qui si potrebbe aprire un capitolo sul motivo per cui la gente da quando ha vinto il PDL non ha più problemi economici), ha vinto perchè il PD ha fatto una bella campagna elettorale sugli ideali e non sui bisogni.
Inoltre la candidatura di Rutelli è stata scelta dall'alto, dai vertici del partito, cosa che è l'esatto opposto di quello che aveva spinto la gente a credere nel progetto del PD. Adesso serve fare una discussione su quello che sarà il futuro del partito, senza allarmismi, senza correnti suicide e senza faide interne.
Se qualcosa non è andato va cambiato il sistema di logica di partito, vanno modificate alcune strategie, per diventare quel partito moderno che avevamo tutti in mente e che deve essere un bene per il Paese e per l'Europa.
Ripartire dalla nostra identità, di sinistra, laica e democratica, ripartire dal basso, dalle sezioni che devono essere un punto di incontro e dibattito aperto.
Ripartire dal passato per costruire il futuro...

venerdì 25 aprile 2008

Buon 25 aprile

63esimo anniversario della Liberazione. La festa che dovrebbe essere di tutti gli italiani e che per qualcuno è solo la "festa della sinistra e dei comunisti". Ci sono delle celebrazioni che vengono fatte; dal saluto al milite ignoto al corteo dei partigiani (che anche se non erano comunisti sono morti perchè quel qualcuno possa essere eletto e sputare così sulla storia del paese).
Qualcuno che si presenta come "liberale" e ha nelle sue liste persone che sostengono che il fascismo è stata una buona cosa (era pur sempre una dittatura, e come credo si sia capito io sono contrario per principio di qualunque colore essa sia)...
Qualcuno che negli anni Settanta picchiava le gente e salutava al grido di "Duce! Duce!" - quel qualcuno tra le altre cose è lo stesso che porta una croce celtica al collo giustificandosi dicendo che è un ricordo -.
Ma ci sono anche tante altre persone, che credono che il 25 aprile sia come il giorno del Ringraziamento negli USA oppure come il 14 luglio in Francia.
Una festa, non dei comunisti, ma un ricordo della fine di una pagina nera della nostra storia. Un ricordo di tutti quelli che sono morti per poterci dare il diritto a votare, pensare, sperare e credere nelle nostre idee senza rischiare il confino o la morte.
La festa di tutti quelli che difendono il tricolore, la nostra bandiera.
La festa di tutti quelli che dicono di essere fieri della Costituzione, della Repubblica e di essere italiani.
La festa di tutti quelli che ricordano quei ragazzi che sono morti per un mondo migliore, perchè l'Italia non fosse una dittatura e perchè non accettavano che il mondo fosse dominato da chi parla di razze inferiori.
Per tutte queste persone,

Buon 25 aprile

giovedì 24 aprile 2008

Elezioni....the day after 2

Dopo aver cercato di fare un analisi (anche abbastanza parziale e sommaria, lo devo riconoscere) di quelle che sono state le cause del crollo della Sinitra Arcobaleno, è il momento di analizzare anche gli errori del Partito Democratico, che ha preso parte alla disfatta elettorale del centro sinistra.
Gli errori, probabilmente meno gravi e con maggiori attenuanti della sinistra radicale, non sono da sottovalutare, perchè possono essere una buona lezione per il futuro della nostra democrazia.
La nascita del PD è stata salutata come una forza intenzionata a fare una nuova politica, con nuove forme di aggregazione e di "democrazia partecipativa" dei militanti. Le primarie per l'elezione del premier sono state un evento unico nella Repubblica italiana, e hanno convinto molte persone dell'unicità del nascente partito riformista della sinistra.
Nonostante questo, però, la rimonta che avrebbe dovuto portare il partito alla vittoria non c'è stata...per quale motivo?
Primo perchè si sono date troppe cose per scontate: il PD, nonostante abbia quattro mesi di vita come partito, nasce dalla fusione di due realtà che sono state parte attiva del governo Prodi e gli elettori hanno visto questo e non la novità del PD....non solo, la direzione del Partito Democratico, che ha deciso di correre da sola ha (a mio parere) affrettato i tempi (anche se la scelta era obbligata) e non è riuscita a convincere i suoi stessi elettori della novità che portava. E qui arriviamo al secondo grave errore: il dare per scontato che gli elettori della ex-Margherita e degli ex-Ds si sarebbero buttati in massa a votare Pd, non è stato così. Non è stato così per diversi motivi: primo perchè il Partito Democratico non è solo la fusione di due partiti (come molti possono credere) ma è una realtà nuova che cerca di fare politica in modo diverso (più americano direbbe qualcuno). L'italiano medio ancora non si sente rappresentato da un sistema bipolare, come quello delle democrazie europee e pretendere di "costringerlo" a scegliere tra due partiti, piuttosto che quei quattro o cinque che esistevano fino all'11 aprile è stato non solo un "suicidio politico" ma è stato anche un tentativo di "omicidio politico" nei confronti della sinistra radicale. Il "voto utile" è stato percepito nel peggiore dei modi, demolendo quella che era il nostro scenario politico sin dalla sua nascita.
L'idea di Veltroni di correre da solo con il suo partito (apparentandosi solo con chi condivideva il programma e lo statuto del Pd) è stata un'idea non capita...lo sfondamento al centro, sognato da Partito non c'è stato, perchè chi voleva votare centro comunque votava o Pdl (che ha avuto, tra l'altro uno spostamento a destra con l'abbandono dell'Udc di Casini) oppure votava per la Rosa Bianca, che si poneva come vera e unica alternativa di centro.
Il fatto è che molti militanti della sinistra radicale (proprio in virtù di quel voto utile che non voleva riconsegnare l'Italia a Berlusconi) ha scelto di votare per il Partito Democratico (dando spesso anche voto disgiunto, cioè Sinistra Arcobaleno alla Camera e Pd al Senato,o viceversa) ha di fatto scatenato il crollo (e la successiva scomparsa) della sinistra radicale al Senato e alla Camera.
Ma cosa non ha veramente funzionato?
Oltre alle cause sopra menzionate ne possiamo elencare altre, tutte di carattere strategico. Mettendo a confronto le campagne elettorali di Berlusconi e Veltroni possiamo trovare delle differenze comunicative che in futuro non dovrebbero essere sottovalutate: Berlusconi parlava di pensioni, mentre Veltroni teneva discorsi sull'amoralità del precariato...Berlusconi parlava di nuovi posti di lavoro e Veltroni diceva che il Partito Democratico era costituzionale e rispettava la nostra Costituzione. Potremmo andare avanti per ore, ma la conclusione resta la stessa: Berlusconi ha parlato alla pancia delle persone e Veltroni alla testa, giusto, ma che non poteva pagare in questo preciso momento della nostra Repubblica.
Ultima considerazione (che sarebbe dovuta però essere la prima necessariamente) il Pd non si è voluto distaccare dall'operato del governo Prodi, il cui bilancio degli ultimi due anni è stato pesantemente negativo. La continuità con il governo Prodi (anche se non esplicitamente menzionata) è stata percepita dagli elettori, che, stanchi di dover vedere un governo cambiare ogni due anni hanno scelto di votare per il solo che ha dato un minimo di stabilità al Paese (almeno da un punto di vista elettorale, almeno): Silvio Berlusconi.
A presto a tutti amici, compagni e fratelli...

lunedì 21 aprile 2008

Elezioni....The day after...

Ho deciso di scrivere solo oggi di quello che è successo alle elezioni del 13 e 14 aprile.
La decisione di prendere una settimana di pausa (e di scrivere a cavallo dei ballottaggi per le elezioni provinciali e quelle a sindaco di Roma) mi hanno dato la possibilità di analizzare meglio quello che è successo e soprattutto poterlo fare a mente fredda.
Queste elezioni hanno portato delle buone e delle pessime notizie, e un paio di eventi di portata storica per il Paese....
La prima notizia (pessima a dire il vero e per diversi motivi) è la scomparsa dei comunisti dal Parlamento, per la prima volta nella storia repubblicana.
Le cause della sconfitta pesante della Sinistra Arcobaleno (questo il nome della coalizione che doveva unire Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Verdi) sono tante e quasi tutte socio politiche.
Partiamo dalla considerazione che al nord i voti che un tempo andavano alla sinistra radicale (questa è la definizione dei tre partiti dopo la scissione della Bolognina che nel 1991 sancì la nascita del PDS) sono andati per la maggior parte alla Lega Lombarda, che ha raggiunto anche Reggio Emilia per la prima volta nella sua storia credo.
Non solo...la Sinistra Arcobaleno, che si era presentata come grande coalizione post-comunista, non è stata in grado (a partire dal 2000 in poi) a comprendere che il mondo era cambiato e che determinate realtà non solo non esistono più, ma sono anche considerate come inattuali e antistoriche.
L'idea di Rifondazione Comunista di parlare ancora di "conflitto di classe" è stato, credo, un suicidio politico. La "lotta di classe" non esiste più da quando ne parlava Marx...la sola idea che oggi si possa parlare di conflitto di classe fa sembrare il partito ancorato ad un linguaggio antico che comprendono solo pochi eletti e che non sono gli operai (altro termine che si potrebbe considerare superato). Inoltre, il bacino elettorale di Rifondazione veniva per la maggior parte dal movimento contro la globalizzazione (questa tendenza si è acutizzata da Genova in poi) e per molti il fatto che Rifondazione sedesse in Parlamento e facesse delle scelte che nulla avevano a che fare con quanto aveva fatto prima ha fatto perdere fiducia negli elettori. Non solo...la malsana idea di tenere "un piede in due staffe", cioè votare una legge per poi scendere a contestarla non ha dato al Paese un'idea di stabilità che veniva chiesta al governo di centro-sinistra. Il fatto che la sinistra radicale, adesso, imputi la colpa del loro fallimento solo ed esclusivamente alla scelta del PD e di Veltroni di correre da solo, dimostra che è completamente mancata una capacità di analisi critica di quella che è la reale situazione non solo del Paese ma del mondo.
Il fatto è che in Italia gli elettori non sono scemi (come molti possono pensare) ma quando si trovano alle urne ragionano e prendono le proprie scelte proprio in base a quella ragione che a noi sembra essere oscura e perversa.
Berlusconi ha vinto perchè il suo governo è durato cinque anni, e questo alla gente piace...Un governo per reggere deve essere compatto e quello Prodi non lo è stato (anche se le colpe oggettive non possono essere imputate solo al premier). Adesso vedremo quello che succederà...adesso che in Parlamento ci sono solo due partiti (anche se il Pdl è ancora una coalizione e non un partito), la scommessa è quella di rendere il Paese europeo e più vicino a quelle che sono le grandi democrazie europee...Un parlamento in cui ci sono due, massimo tre realtà e non più di cento come era stato negli anni a partire dal 91 in poi...Auguro a tutti i compagni di Rifondazione di non sparire, perchè nonostante non condivida le loro scelte sono fermamente convinto che la loro scomparsa sarebbe un grave effetto per la repubblica in Italia....

sabato 12 aprile 2008

Quel giorno di primavera....

Un semplice messaggio a tutti quelli che tra oggi e domani leggeranno questo piccolo spazio di pensieri personali.
Vi intrattengo solo qualche minuto....non vi ruberò tanto.
Domani si deve votare. Si deve votare per dare una scossa ad un paese fermo da troppo tempo e si deve votare per costruire una nuova Italia, migliore, moderna e europea.
Siamo stati troppo tempo ancorati sulle nostre piccole questioni di piccolo paese provinciale...siamo stati troppo tempo con chi sparge odio e veleni sui propri avversari o su chi scatta sull'attenti quando parla un potente o un padrone.
Siamo stati troppo tempo a guardare i precari umiliarsi per avere un posto di lavoro migliore o con una maggiore garanzia di futuro....
Siamo stati troppo tempo chiusi nelle nostre sezioni, a discutere di cosa inutili mentre ilk mondo fuori si evolveva e cambiava...
Non vi darò nessuna indicazione di voto, perchè non vi posso costringere, proprio in base a quel principio di libertà di parola che ha dato origine a questo blog.
Non vi chiedo altro che fermarvi a pensare a che Italia volete lasciare ai vostri figli, fratelli, o semplici amici.
Se volete il Paese in cui si continuano a fare campagne contro gli avversari, l'Italia in cui si stracciano i programmi degli avversari, l'Italia in cui un politico sostiene che un tizio condannato a cinque ergastoli per reati di mafia è un eroe...
Oppure un Paese che cerca di costruire qualcosa di nuovo. Un paese con un Partito forte al governo, che deve rendere conto solo alla propria coscienza...Un Paese di cui andare fieri, oppure un paese di cui ci si deve vergognare ogni volta che andiamo in qualche paese estero.
Abbiamo la possibilità di combattere per costruire qualcosa di nuovo...una rivoluzione senza armi, come diceva Guccini.
Riprendiamoci i nostri sogni.
Riprendiamoci il nostro diritto alla felicità.
Si può fare.
Si deve fare.

giovedì 21 febbraio 2008

Yes, we can

Inizia in Italia una nuova campagna elettorale, ma il clima e l'aria stavolta mi sembra essere diversa.
E' notizia di oggi che Veltroni ha negato la candidatura a Ciriaco de Mita non perchè abbia ottant'anni, ma perchè ha già fatto undici legislature.
Sono stato nei confronti del Partito Democratico spesso critico (nonostante continui ad essere fiero della mia scelta di esserne stato uno dei promotori).
Ne sono stato critico perchè rimaneva in una logica troppo "italiana", tutta di critica, di discussioni e di poche proposte.
Poi il vento pare essere cambiato. Forse la scossa della caduta di Prodi o il fatto che Veltroni sia il sognatore che tutti hanno imparato a conoscere. Prima la scelta di andare da soli o con chi condivide il programma senza se e senza ma...poi la scelta di una campagna elettorale nuova, con quel "si può fare" che porta anche in Italia il "yes we can" di Barak Obama.
Anche se la traduzione (più o meno letterale) sta a significare quello che io volevo sentirmi dire.
Basta con le campagne elettorali fatte solo di attacchi, dibattiti fastidiosi e offese all'avversario. Parliamo del Paese, di cosa serve all'Italia per risalire la (difficile) china. Basta coalizione senza senso che si tengono in piedi solo in nome del contro qualcuno, basta con alleanze che non riescono ad avere un programma unito, basta veleni, basta slogan urlati e basta "soliti noti" sulle poltrone.
So che chi legge il mio blog (soprattutto quelli che non approvano la mia scelta di adesione al Pd visto il mio passato) non accetterà queste parole, almeno non credo.
Però continuo a dire che il Pd per me resta l'evoluzione del mio pensiero, il superamento di una politica basata non sulle persone ma sulla dogmatica, non sul fare ma sul contestare.
La politica non si fa contestando senza proporre. Si fa proponendo, lavorando sbagliando.
Nel corso di questi mesi spero di poter ancora scrivere (tempus fugit....) ma per ora vi lascio con un augurio....
Che ognuno di voi, lettori e passanti di questo blog possa avere ancora uno dei suoi diritti inalienabili.
Quello di essere felice.

venerdì 25 gennaio 2008

E' finita.

E' finita.
Dopo la impietosa bocciatura di ieri l'esperienza di governo di Prodi è finita così come era finita nel 98.
La delusione, di chi come me, aveva creduto che questo governo potesse essere una vera alternativa agli sfraceli fatti da cinque anni di Berlusconi è stata delusa.
Il governo che aveva vinto per una manciata di voti alle elezioni del 2006 e che sembrava riuscire a tenere e superare tutte le prve è morto, schiacciato dalle troppe divisioni interne e dalle discussioni inutili di mestieranti della politica interessati solo al loro piccolo orticello e alle loro poltrone.
E' finita.
Non è finita per colpa di Mastella, anche se tutto parte da lui.
Basterebbe fare un piccolo calcolo matematico per capire che il voto dei senatori Udeur sarebbe stato lo stesso ininfluente per la sopravvivenza.
Contando che i tre senatori avessero votato per tenere in piedi il governo sarebbe lo stesso finita 157 a 158.
Perchè Dini, Turigliatto e Fisichella hanno votato per non continuare questa esperienza.
Da un lato sono deluso, amareggiato per aver visto le mie speranze, i miei sogni, ancora una volta sconfitti. Per non aver visto quella volontà di cambiare che sarebbe dovuta essere il motore dell'Italia. Per non aver visto politici in grado (meglio....senza voglia) di combattere per un ideale che non sia la poltrona e la difesa di un privilegio.
Quello che ne esce meglio forse è proprio lui, Romano Prodi. L'unico a difendere la sua posizione ad oltranza, il solo che ha creduto sino in fondo a quello che stava facendo.
Ma, attenzione: anche Prodi ne esce sconfitto e non solo perchè per la seconda volta è stato sfiduciato in Parlamento....ma perchè non è stato in grado di tenere unita una coalizione che di unito non aveva niente, perchè ha distrutto un progetto interessante come la "fabbrica del programma" e perchè non è riuscito a cambiare la mente di questa nazione.....
Eh....già....questa nazione.
Perchè potremmo avere anche miliardi di altri governi, ma fino a che non cambieremo la nostra mentalità di fregare il prossimo non andremo da nessuna parte. Fino a che non ci sarà un politico che lavora per il bene del Paese (e non per il proprio tornaconto personale) saremo sempre sconfitti, sempre delusi e sempre più infelici.
Amen

giovedì 24 gennaio 2008

L'avvento della Terza Repubblica (forse..)

Tra poco meno di tre ore sapremo le sorti del Governo Prodi.
Se continuerà con una maggioranza che non esiste più (uno dei partiti che la componeva è uscito dalla coalizione) oppure se ci sarà una scelta ovvia come quella di dare le dimissioni.
Quella di Prodi non è pipù "questione di orgoglio", ma semplice egoismo di chi, visto che era stato sconfitto, deve dimostrare comunque di poter governare anche senza una maggioranza (e si potrebbe aggiungere anche senza che il Paese lo voglia!).
La scelta coerente sarebbe quella di dimettersi e rimettere ilmandato accettando una sconfitta onorevole invece che insistere su quello che ormai non è altro che il cadavere di un Governo.
Sarebbe accanimento terapeutico, e francamente in questo momento è l'ultima cosa che serve al paese.
Da questa nuova fase della Repubblica, però, deve nascere qualcosa di veramente nuovo, quella auspicata Terza Repubblica che ci potrebbe portare alla fine a diventare un Paese moderno e europeo.
Questa possibilità passa (o dovrebbe passare, meglio) da una revisione della Costituzione stessa, proprio nell'anno del suo sessantesimo compleanno.
Una revisione che deve partire dai primi ventuno articoli, quelli che costituiscono la tutela di quelli che sono i diritti naturali e inalienabili di ogni individuo.
Poi bisogna inventarsi un nuovo modo di fare la politica; il bipolarismo è fallito e con lui è fallita l'idea di un sistema di alternanza basato su due schieramenti e non su due partiti.
Un Governo che si regge sulle coalizioni di partiti che hanno poco o nulla in comune è destinato a fallire, qualunque sia la sua connotazione politica o il suo piano. Basta una defezione di uno solo di un partito che fa parte della coalizione e salta tutto.
Questo vuol dire creare instabilità e rendere il paese insicuro e incapace di modernizzarsi, sia culturalemente che moralmente.
Dico tutto questo (e credo di dirlo pressapoco da quando esiste questo blog) perchè, nonostante tutto, credo ancora nel mio paese e nella possibilità di poterlo far tornare agli "antichi fasti".

mercoledì 23 gennaio 2008

la Terza Repubblica.....forse

Mentre sono qui a scrivere probabilmente il governo è caduto o sta per cadere. La speranza (sebbene sia uno di quelli che lo hanno votato) è che questa lenta agonia finisca il prima possibile, per non peggiorare ancora di più la farsa che sta vivendo l'Italia...
Questo governo era, probabilmente, destinato a morire alla nascita, non perchè avesse una maggioranza esigua, ma per le troppe contraddizioni interne che lo hanno segnato dalla nascita e che lo hanno accompagnato in tutta la sua travagliata esistenza.
Come si potesse sperare di conciliare il "comunusmo incazzato" di rifondazione con i mastelliani ultra cattolici e i teodem resterà un mistero credo nei secoli a venire.
La conclusione è stata deleteria per il paese: un litigio per ogni parola pronunciata, ogni legge discussa, ogni tentativo di innovazione. Non è possibile andare avanti in questo modo.
Serve rimettersi davanti ad un tavolo, discutere una legge elettorale e andare di nuovo a votare, il prima possibile.
Perchè un governo non può andare avanti a colpi di fiducie in parlamento e non può bloccare quello che deve essere il normale progresso civile di una società...
Serve ridisegnare la politica italiana, con nuove idee, nuovi volti e nuovi contenuti. Fino a che questo non avviene resteremo la solita pessima italietta che tanto odiamo e che tanto ci rende ridicoli al mondo.
Spero di poter scrivere un giorno "mi sento fiero di essere italiano", finora, nei miei quasi trenta anni di vita non ci sono ancora riuscito nemmeno una volta. Voglio potermi svegliare e credere in una Italia nuova, moderna e aperta.
Saranno solo speranze, ma ci credo, sono utopista e tale voglio restare, perchè questo è il luogo in cui sono nato e perchè questo è il mio paese, nel bene e nel male.

sabato 12 gennaio 2008

Napoli....ancora (chi ha paura der monnezza?)

La questione dei rifiuti di Napoli continua ad assumere aspetti grotteschi, quasi da commedia dell'arte se non fosse una cosa tragica e distruttiva per l'immagine del paese.
Le soluzioni proposte dal governo sono sempre più frutto di incapacità dio gestire le situazioni di crisi hanno raggiunto il culmine del delirio promuovendo "lo smistamento dei rifiuti in altre città d'Italia".
Questa è stata la geniale proposta....Dato che i cittadini non hanno capito la genialità dell'aprire una discarica a cielo aperto a Pianura (solo perchè aumenterebbe il rischio di malattie dovute alle tossine!!!) allora hanno ben pensato di smistare i rifiuti di Napoli in giro per l'Italia in nome di una non meglio precisata "solidarietà nazionale".
Si sono arrabbiati molto quando alcune regioni, come ad esempio la Lombardia (così come anche la Sardegna) si è opposta a questa soluzione che sfiora il delirio....Hanno detto "non possiamo abbandonare Napoli a sè stessa", quindi tutta Italia si deve prendere un pò di immondizia visto che la situazione è sempre più grave.
E mentre Amato (Ministro degli Interni) fa conferenze stampa dicendo "nessuna pietà con i facinorosi" io mi chiedo, nel mio piccolo quotidiano, se sia da facinorsi non volere che la mia città sia una discarica solo perchè per anni è stata amministrata da un incompetente, che non si vuole dimettere (senza fare nomi, ma chi ha seguito la questione sa benissimo che si parla di Bassolino).
Sono stati stanziati sette milioni di euro l'anno per cinque anni di fila per risolvere la questione dei rifiuti. Quei soldi sarebbero dovuti servire per costruire i famosi e tecnologici <>, sapete, quella cosa che serve per bruciare i rifiuti.....
Eppure quei soldi sono spariti, non so per quale misteriosa spesa o per quale arcano motivo, ma i soldi non ci sono più e gli inceneritori nemmeno.
Quindi, riassumendo:
1) a Napoli sono stati mangiati 30 milioni di euro in cinque anni
2) non ci sono gli inceneritori e quindi i rifiuti sono delle montagne immense che non si sa come smaltire
3) il governo propone come soluzione quella di smistare i rifiuti in giro per l'Italia e si stupisce quando le altre regioni rifiutano questa geniale proposta
4) Bassolino dice di aver sbagliato ma di non avere nessuna intenzione di dimettersi dalla sua carica
5) i napoletani sono giudicati dei facinorosi perchè si oppongono alla costruzione di una dicarica a cielo aperto a Pianura.

Si potrebbe andare avanti per ore, sarebbero almeno altri cento o duecento i punti da sottolineare, ma mi fermo qui.
Io non sono un amministratore della regione o un politico, ma nel mio piccolo mi sono posto una domanda:
era così difficile costruire tre o quattro inceneritori per smaltire i rifiuti?

lunedì 7 gennaio 2008

Napoli...una questione da risolvere subito!

Il nuovo anno si è decisamente aperto nel peggiore dei modi.
La questione dei rifiuti a Napoli, che assume sempre aspetti più drammatici e grotteschi, ci rende ridicoli agli occhi dell'Europa e del mondo.
In un paese civile un amministratore che fallisce si deve dimettere, invece quello di Napoli, Antonio Bassolino, sta ancora lì a dire che non è colpa sua...Peccato che la questione rifiuti a Napoli duri da quindici anni e da altrettanti anni dura il dibattito su come debba essere risolta...Sembra che la scelta sia caduta sulla vendita di appalti per inceneritori a destra e a manca senza che ne venisse costruito uno, intanto l'immondizia cresce.
Ci vantiamo tanto di essere in Europa...eppure siamo incapaci di tutelare le nostre città come si deve....
Come è possibile che in paese che si considera civile si corra il rischio di morire di colera?
Come è possibile che ci sia immondizia da arrivare fino al secondo piano delle abitazioni?
Come è possibile che ci siano degli incompetenti che vengono messi alla gestione di un paese?
Come è possibile che si possa abbandonare così a sè stessa una città da lasciarla marcire?
Se siamo un paese civile dobbiamo intervenire e subito...altrimenti continueremo ad essere una repubblica delle banane....come prima e più di prima...