E' finita.
Dopo la impietosa bocciatura di ieri l'esperienza di governo di Prodi è finita così come era finita nel 98.
La delusione, di chi come me, aveva creduto che questo governo potesse essere una vera alternativa agli sfraceli fatti da cinque anni di Berlusconi è stata delusa.
Il governo che aveva vinto per una manciata di voti alle elezioni del 2006 e che sembrava riuscire a tenere e superare tutte le prve è morto, schiacciato dalle troppe divisioni interne e dalle discussioni inutili di mestieranti della politica interessati solo al loro piccolo orticello e alle loro poltrone.
E' finita.
Non è finita per colpa di Mastella, anche se tutto parte da lui.
Basterebbe fare un piccolo calcolo matematico per capire che il voto dei senatori Udeur sarebbe stato lo stesso ininfluente per la sopravvivenza.
Contando che i tre senatori avessero votato per tenere in piedi il governo sarebbe lo stesso finita 157 a 158.
Perchè Dini, Turigliatto e Fisichella hanno votato per non continuare questa esperienza.
Da un lato sono deluso, amareggiato per aver visto le mie speranze, i miei sogni, ancora una volta sconfitti. Per non aver visto quella volontà di cambiare che sarebbe dovuta essere il motore dell'Italia. Per non aver visto politici in grado (meglio....senza voglia) di combattere per un ideale che non sia la poltrona e la difesa di un privilegio.
Quello che ne esce meglio forse è proprio lui, Romano Prodi. L'unico a difendere la sua posizione ad oltranza, il solo che ha creduto sino in fondo a quello che stava facendo.
Ma, attenzione: anche Prodi ne esce sconfitto e non solo perchè per la seconda volta è stato sfiduciato in Parlamento....ma perchè non è stato in grado di tenere unita una coalizione che di unito non aveva niente, perchè ha distrutto un progetto interessante come la "fabbrica del programma" e perchè non è riuscito a cambiare la mente di questa nazione.....
Eh....già....questa nazione.
Perchè potremmo avere anche miliardi di altri governi, ma fino a che non cambieremo la nostra mentalità di fregare il prossimo non andremo da nessuna parte. Fino a che non ci sarà un politico che lavora per il bene del Paese (e non per il proprio tornaconto personale) saremo sempre sconfitti, sempre delusi e sempre più infelici.
Amen
Non condivido nulla di ciò che dici ma sono disposto a morire per difendere il tuo diritto a dirlo. Voltaire
venerdì 25 gennaio 2008
giovedì 24 gennaio 2008
L'avvento della Terza Repubblica (forse..)
Tra poco meno di tre ore sapremo le sorti del Governo Prodi.
Se continuerà con una maggioranza che non esiste più (uno dei partiti che la componeva è uscito dalla coalizione) oppure se ci sarà una scelta ovvia come quella di dare le dimissioni.
Quella di Prodi non è pipù "questione di orgoglio", ma semplice egoismo di chi, visto che era stato sconfitto, deve dimostrare comunque di poter governare anche senza una maggioranza (e si potrebbe aggiungere anche senza che il Paese lo voglia!).
La scelta coerente sarebbe quella di dimettersi e rimettere ilmandato accettando una sconfitta onorevole invece che insistere su quello che ormai non è altro che il cadavere di un Governo.
Sarebbe accanimento terapeutico, e francamente in questo momento è l'ultima cosa che serve al paese.
Da questa nuova fase della Repubblica, però, deve nascere qualcosa di veramente nuovo, quella auspicata Terza Repubblica che ci potrebbe portare alla fine a diventare un Paese moderno e europeo.
Questa possibilità passa (o dovrebbe passare, meglio) da una revisione della Costituzione stessa, proprio nell'anno del suo sessantesimo compleanno.
Una revisione che deve partire dai primi ventuno articoli, quelli che costituiscono la tutela di quelli che sono i diritti naturali e inalienabili di ogni individuo.
Poi bisogna inventarsi un nuovo modo di fare la politica; il bipolarismo è fallito e con lui è fallita l'idea di un sistema di alternanza basato su due schieramenti e non su due partiti.
Un Governo che si regge sulle coalizioni di partiti che hanno poco o nulla in comune è destinato a fallire, qualunque sia la sua connotazione politica o il suo piano. Basta una defezione di uno solo di un partito che fa parte della coalizione e salta tutto.
Questo vuol dire creare instabilità e rendere il paese insicuro e incapace di modernizzarsi, sia culturalemente che moralmente.
Dico tutto questo (e credo di dirlo pressapoco da quando esiste questo blog) perchè, nonostante tutto, credo ancora nel mio paese e nella possibilità di poterlo far tornare agli "antichi fasti".
Se continuerà con una maggioranza che non esiste più (uno dei partiti che la componeva è uscito dalla coalizione) oppure se ci sarà una scelta ovvia come quella di dare le dimissioni.
Quella di Prodi non è pipù "questione di orgoglio", ma semplice egoismo di chi, visto che era stato sconfitto, deve dimostrare comunque di poter governare anche senza una maggioranza (e si potrebbe aggiungere anche senza che il Paese lo voglia!).
La scelta coerente sarebbe quella di dimettersi e rimettere ilmandato accettando una sconfitta onorevole invece che insistere su quello che ormai non è altro che il cadavere di un Governo.
Sarebbe accanimento terapeutico, e francamente in questo momento è l'ultima cosa che serve al paese.
Da questa nuova fase della Repubblica, però, deve nascere qualcosa di veramente nuovo, quella auspicata Terza Repubblica che ci potrebbe portare alla fine a diventare un Paese moderno e europeo.
Questa possibilità passa (o dovrebbe passare, meglio) da una revisione della Costituzione stessa, proprio nell'anno del suo sessantesimo compleanno.
Una revisione che deve partire dai primi ventuno articoli, quelli che costituiscono la tutela di quelli che sono i diritti naturali e inalienabili di ogni individuo.
Poi bisogna inventarsi un nuovo modo di fare la politica; il bipolarismo è fallito e con lui è fallita l'idea di un sistema di alternanza basato su due schieramenti e non su due partiti.
Un Governo che si regge sulle coalizioni di partiti che hanno poco o nulla in comune è destinato a fallire, qualunque sia la sua connotazione politica o il suo piano. Basta una defezione di uno solo di un partito che fa parte della coalizione e salta tutto.
Questo vuol dire creare instabilità e rendere il paese insicuro e incapace di modernizzarsi, sia culturalemente che moralmente.
Dico tutto questo (e credo di dirlo pressapoco da quando esiste questo blog) perchè, nonostante tutto, credo ancora nel mio paese e nella possibilità di poterlo far tornare agli "antichi fasti".
mercoledì 23 gennaio 2008
la Terza Repubblica.....forse
Mentre sono qui a scrivere probabilmente il governo è caduto o sta per cadere. La speranza (sebbene sia uno di quelli che lo hanno votato) è che questa lenta agonia finisca il prima possibile, per non peggiorare ancora di più la farsa che sta vivendo l'Italia...
Questo governo era, probabilmente, destinato a morire alla nascita, non perchè avesse una maggioranza esigua, ma per le troppe contraddizioni interne che lo hanno segnato dalla nascita e che lo hanno accompagnato in tutta la sua travagliata esistenza.
Come si potesse sperare di conciliare il "comunusmo incazzato" di rifondazione con i mastelliani ultra cattolici e i teodem resterà un mistero credo nei secoli a venire.
La conclusione è stata deleteria per il paese: un litigio per ogni parola pronunciata, ogni legge discussa, ogni tentativo di innovazione. Non è possibile andare avanti in questo modo.
Serve rimettersi davanti ad un tavolo, discutere una legge elettorale e andare di nuovo a votare, il prima possibile.
Perchè un governo non può andare avanti a colpi di fiducie in parlamento e non può bloccare quello che deve essere il normale progresso civile di una società...
Serve ridisegnare la politica italiana, con nuove idee, nuovi volti e nuovi contenuti. Fino a che questo non avviene resteremo la solita pessima italietta che tanto odiamo e che tanto ci rende ridicoli al mondo.
Spero di poter scrivere un giorno "mi sento fiero di essere italiano", finora, nei miei quasi trenta anni di vita non ci sono ancora riuscito nemmeno una volta. Voglio potermi svegliare e credere in una Italia nuova, moderna e aperta.
Saranno solo speranze, ma ci credo, sono utopista e tale voglio restare, perchè questo è il luogo in cui sono nato e perchè questo è il mio paese, nel bene e nel male.
Questo governo era, probabilmente, destinato a morire alla nascita, non perchè avesse una maggioranza esigua, ma per le troppe contraddizioni interne che lo hanno segnato dalla nascita e che lo hanno accompagnato in tutta la sua travagliata esistenza.
Come si potesse sperare di conciliare il "comunusmo incazzato" di rifondazione con i mastelliani ultra cattolici e i teodem resterà un mistero credo nei secoli a venire.
La conclusione è stata deleteria per il paese: un litigio per ogni parola pronunciata, ogni legge discussa, ogni tentativo di innovazione. Non è possibile andare avanti in questo modo.
Serve rimettersi davanti ad un tavolo, discutere una legge elettorale e andare di nuovo a votare, il prima possibile.
Perchè un governo non può andare avanti a colpi di fiducie in parlamento e non può bloccare quello che deve essere il normale progresso civile di una società...
Serve ridisegnare la politica italiana, con nuove idee, nuovi volti e nuovi contenuti. Fino a che questo non avviene resteremo la solita pessima italietta che tanto odiamo e che tanto ci rende ridicoli al mondo.
Spero di poter scrivere un giorno "mi sento fiero di essere italiano", finora, nei miei quasi trenta anni di vita non ci sono ancora riuscito nemmeno una volta. Voglio potermi svegliare e credere in una Italia nuova, moderna e aperta.
Saranno solo speranze, ma ci credo, sono utopista e tale voglio restare, perchè questo è il luogo in cui sono nato e perchè questo è il mio paese, nel bene e nel male.
sabato 12 gennaio 2008
Napoli....ancora (chi ha paura der monnezza?)
La questione dei rifiuti di Napoli continua ad assumere aspetti grotteschi, quasi da commedia dell'arte se non fosse una cosa tragica e distruttiva per l'immagine del paese.
Le soluzioni proposte dal governo sono sempre più frutto di incapacità dio gestire le situazioni di crisi hanno raggiunto il culmine del delirio promuovendo "lo smistamento dei rifiuti in altre città d'Italia".
Questa è stata la geniale proposta....Dato che i cittadini non hanno capito la genialità dell'aprire una discarica a cielo aperto a Pianura (solo perchè aumenterebbe il rischio di malattie dovute alle tossine!!!) allora hanno ben pensato di smistare i rifiuti di Napoli in giro per l'Italia in nome di una non meglio precisata "solidarietà nazionale".
Si sono arrabbiati molto quando alcune regioni, come ad esempio la Lombardia (così come anche la Sardegna) si è opposta a questa soluzione che sfiora il delirio....Hanno detto "non possiamo abbandonare Napoli a sè stessa", quindi tutta Italia si deve prendere un pò di immondizia visto che la situazione è sempre più grave.
E mentre Amato (Ministro degli Interni) fa conferenze stampa dicendo "nessuna pietà con i facinorosi" io mi chiedo, nel mio piccolo quotidiano, se sia da facinorsi non volere che la mia città sia una discarica solo perchè per anni è stata amministrata da un incompetente, che non si vuole dimettere (senza fare nomi, ma chi ha seguito la questione sa benissimo che si parla di Bassolino).
Sono stati stanziati sette milioni di euro l'anno per cinque anni di fila per risolvere la questione dei rifiuti. Quei soldi sarebbero dovuti servire per costruire i famosi e tecnologici <>, sapete, quella cosa che serve per bruciare i rifiuti.....
Eppure quei soldi sono spariti, non so per quale misteriosa spesa o per quale arcano motivo, ma i soldi non ci sono più e gli inceneritori nemmeno.
Quindi, riassumendo:
1) a Napoli sono stati mangiati 30 milioni di euro in cinque anni
2) non ci sono gli inceneritori e quindi i rifiuti sono delle montagne immense che non si sa come smaltire
3) il governo propone come soluzione quella di smistare i rifiuti in giro per l'Italia e si stupisce quando le altre regioni rifiutano questa geniale proposta
4) Bassolino dice di aver sbagliato ma di non avere nessuna intenzione di dimettersi dalla sua carica
5) i napoletani sono giudicati dei facinorosi perchè si oppongono alla costruzione di una dicarica a cielo aperto a Pianura.
Si potrebbe andare avanti per ore, sarebbero almeno altri cento o duecento i punti da sottolineare, ma mi fermo qui.
Io non sono un amministratore della regione o un politico, ma nel mio piccolo mi sono posto una domanda:
era così difficile costruire tre o quattro inceneritori per smaltire i rifiuti?
Le soluzioni proposte dal governo sono sempre più frutto di incapacità dio gestire le situazioni di crisi hanno raggiunto il culmine del delirio promuovendo "lo smistamento dei rifiuti in altre città d'Italia".
Questa è stata la geniale proposta....Dato che i cittadini non hanno capito la genialità dell'aprire una discarica a cielo aperto a Pianura (solo perchè aumenterebbe il rischio di malattie dovute alle tossine!!!) allora hanno ben pensato di smistare i rifiuti di Napoli in giro per l'Italia in nome di una non meglio precisata "solidarietà nazionale".
Si sono arrabbiati molto quando alcune regioni, come ad esempio la Lombardia (così come anche la Sardegna) si è opposta a questa soluzione che sfiora il delirio....Hanno detto "non possiamo abbandonare Napoli a sè stessa", quindi tutta Italia si deve prendere un pò di immondizia visto che la situazione è sempre più grave.
E mentre Amato (Ministro degli Interni) fa conferenze stampa dicendo "nessuna pietà con i facinorosi" io mi chiedo, nel mio piccolo quotidiano, se sia da facinorsi non volere che la mia città sia una discarica solo perchè per anni è stata amministrata da un incompetente, che non si vuole dimettere (senza fare nomi, ma chi ha seguito la questione sa benissimo che si parla di Bassolino).
Sono stati stanziati sette milioni di euro l'anno per cinque anni di fila per risolvere la questione dei rifiuti. Quei soldi sarebbero dovuti servire per costruire i famosi e tecnologici <
Eppure quei soldi sono spariti, non so per quale misteriosa spesa o per quale arcano motivo, ma i soldi non ci sono più e gli inceneritori nemmeno.
Quindi, riassumendo:
1) a Napoli sono stati mangiati 30 milioni di euro in cinque anni
2) non ci sono gli inceneritori e quindi i rifiuti sono delle montagne immense che non si sa come smaltire
3) il governo propone come soluzione quella di smistare i rifiuti in giro per l'Italia e si stupisce quando le altre regioni rifiutano questa geniale proposta
4) Bassolino dice di aver sbagliato ma di non avere nessuna intenzione di dimettersi dalla sua carica
5) i napoletani sono giudicati dei facinorosi perchè si oppongono alla costruzione di una dicarica a cielo aperto a Pianura.
Si potrebbe andare avanti per ore, sarebbero almeno altri cento o duecento i punti da sottolineare, ma mi fermo qui.
Io non sono un amministratore della regione o un politico, ma nel mio piccolo mi sono posto una domanda:
era così difficile costruire tre o quattro inceneritori per smaltire i rifiuti?
lunedì 7 gennaio 2008
Napoli...una questione da risolvere subito!
Il nuovo anno si è decisamente aperto nel peggiore dei modi.
La questione dei rifiuti a Napoli, che assume sempre aspetti più drammatici e grotteschi, ci rende ridicoli agli occhi dell'Europa e del mondo.
In un paese civile un amministratore che fallisce si deve dimettere, invece quello di Napoli, Antonio Bassolino, sta ancora lì a dire che non è colpa sua...Peccato che la questione rifiuti a Napoli duri da quindici anni e da altrettanti anni dura il dibattito su come debba essere risolta...Sembra che la scelta sia caduta sulla vendita di appalti per inceneritori a destra e a manca senza che ne venisse costruito uno, intanto l'immondizia cresce.
Ci vantiamo tanto di essere in Europa...eppure siamo incapaci di tutelare le nostre città come si deve....
Come è possibile che in paese che si considera civile si corra il rischio di morire di colera?
Come è possibile che ci sia immondizia da arrivare fino al secondo piano delle abitazioni?
Come è possibile che ci siano degli incompetenti che vengono messi alla gestione di un paese?
Come è possibile che si possa abbandonare così a sè stessa una città da lasciarla marcire?
Se siamo un paese civile dobbiamo intervenire e subito...altrimenti continueremo ad essere una repubblica delle banane....come prima e più di prima...
La questione dei rifiuti a Napoli, che assume sempre aspetti più drammatici e grotteschi, ci rende ridicoli agli occhi dell'Europa e del mondo.
In un paese civile un amministratore che fallisce si deve dimettere, invece quello di Napoli, Antonio Bassolino, sta ancora lì a dire che non è colpa sua...Peccato che la questione rifiuti a Napoli duri da quindici anni e da altrettanti anni dura il dibattito su come debba essere risolta...Sembra che la scelta sia caduta sulla vendita di appalti per inceneritori a destra e a manca senza che ne venisse costruito uno, intanto l'immondizia cresce.
Ci vantiamo tanto di essere in Europa...eppure siamo incapaci di tutelare le nostre città come si deve....
Come è possibile che in paese che si considera civile si corra il rischio di morire di colera?
Come è possibile che ci sia immondizia da arrivare fino al secondo piano delle abitazioni?
Come è possibile che ci siano degli incompetenti che vengono messi alla gestione di un paese?
Come è possibile che si possa abbandonare così a sè stessa una città da lasciarla marcire?
Se siamo un paese civile dobbiamo intervenire e subito...altrimenti continueremo ad essere una repubblica delle banane....come prima e più di prima...
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