giovedì 21 febbraio 2008

Yes, we can

Inizia in Italia una nuova campagna elettorale, ma il clima e l'aria stavolta mi sembra essere diversa.
E' notizia di oggi che Veltroni ha negato la candidatura a Ciriaco de Mita non perchè abbia ottant'anni, ma perchè ha già fatto undici legislature.
Sono stato nei confronti del Partito Democratico spesso critico (nonostante continui ad essere fiero della mia scelta di esserne stato uno dei promotori).
Ne sono stato critico perchè rimaneva in una logica troppo "italiana", tutta di critica, di discussioni e di poche proposte.
Poi il vento pare essere cambiato. Forse la scossa della caduta di Prodi o il fatto che Veltroni sia il sognatore che tutti hanno imparato a conoscere. Prima la scelta di andare da soli o con chi condivide il programma senza se e senza ma...poi la scelta di una campagna elettorale nuova, con quel "si può fare" che porta anche in Italia il "yes we can" di Barak Obama.
Anche se la traduzione (più o meno letterale) sta a significare quello che io volevo sentirmi dire.
Basta con le campagne elettorali fatte solo di attacchi, dibattiti fastidiosi e offese all'avversario. Parliamo del Paese, di cosa serve all'Italia per risalire la (difficile) china. Basta coalizione senza senso che si tengono in piedi solo in nome del contro qualcuno, basta con alleanze che non riescono ad avere un programma unito, basta veleni, basta slogan urlati e basta "soliti noti" sulle poltrone.
So che chi legge il mio blog (soprattutto quelli che non approvano la mia scelta di adesione al Pd visto il mio passato) non accetterà queste parole, almeno non credo.
Però continuo a dire che il Pd per me resta l'evoluzione del mio pensiero, il superamento di una politica basata non sulle persone ma sulla dogmatica, non sul fare ma sul contestare.
La politica non si fa contestando senza proporre. Si fa proponendo, lavorando sbagliando.
Nel corso di questi mesi spero di poter ancora scrivere (tempus fugit....) ma per ora vi lascio con un augurio....
Che ognuno di voi, lettori e passanti di questo blog possa avere ancora uno dei suoi diritti inalienabili.
Quello di essere felice.