lunedì 21 aprile 2008

Elezioni....The day after...

Ho deciso di scrivere solo oggi di quello che è successo alle elezioni del 13 e 14 aprile.
La decisione di prendere una settimana di pausa (e di scrivere a cavallo dei ballottaggi per le elezioni provinciali e quelle a sindaco di Roma) mi hanno dato la possibilità di analizzare meglio quello che è successo e soprattutto poterlo fare a mente fredda.
Queste elezioni hanno portato delle buone e delle pessime notizie, e un paio di eventi di portata storica per il Paese....
La prima notizia (pessima a dire il vero e per diversi motivi) è la scomparsa dei comunisti dal Parlamento, per la prima volta nella storia repubblicana.
Le cause della sconfitta pesante della Sinistra Arcobaleno (questo il nome della coalizione che doveva unire Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Verdi) sono tante e quasi tutte socio politiche.
Partiamo dalla considerazione che al nord i voti che un tempo andavano alla sinistra radicale (questa è la definizione dei tre partiti dopo la scissione della Bolognina che nel 1991 sancì la nascita del PDS) sono andati per la maggior parte alla Lega Lombarda, che ha raggiunto anche Reggio Emilia per la prima volta nella sua storia credo.
Non solo...la Sinistra Arcobaleno, che si era presentata come grande coalizione post-comunista, non è stata in grado (a partire dal 2000 in poi) a comprendere che il mondo era cambiato e che determinate realtà non solo non esistono più, ma sono anche considerate come inattuali e antistoriche.
L'idea di Rifondazione Comunista di parlare ancora di "conflitto di classe" è stato, credo, un suicidio politico. La "lotta di classe" non esiste più da quando ne parlava Marx...la sola idea che oggi si possa parlare di conflitto di classe fa sembrare il partito ancorato ad un linguaggio antico che comprendono solo pochi eletti e che non sono gli operai (altro termine che si potrebbe considerare superato). Inoltre, il bacino elettorale di Rifondazione veniva per la maggior parte dal movimento contro la globalizzazione (questa tendenza si è acutizzata da Genova in poi) e per molti il fatto che Rifondazione sedesse in Parlamento e facesse delle scelte che nulla avevano a che fare con quanto aveva fatto prima ha fatto perdere fiducia negli elettori. Non solo...la malsana idea di tenere "un piede in due staffe", cioè votare una legge per poi scendere a contestarla non ha dato al Paese un'idea di stabilità che veniva chiesta al governo di centro-sinistra. Il fatto che la sinistra radicale, adesso, imputi la colpa del loro fallimento solo ed esclusivamente alla scelta del PD e di Veltroni di correre da solo, dimostra che è completamente mancata una capacità di analisi critica di quella che è la reale situazione non solo del Paese ma del mondo.
Il fatto è che in Italia gli elettori non sono scemi (come molti possono pensare) ma quando si trovano alle urne ragionano e prendono le proprie scelte proprio in base a quella ragione che a noi sembra essere oscura e perversa.
Berlusconi ha vinto perchè il suo governo è durato cinque anni, e questo alla gente piace...Un governo per reggere deve essere compatto e quello Prodi non lo è stato (anche se le colpe oggettive non possono essere imputate solo al premier). Adesso vedremo quello che succederà...adesso che in Parlamento ci sono solo due partiti (anche se il Pdl è ancora una coalizione e non un partito), la scommessa è quella di rendere il Paese europeo e più vicino a quelle che sono le grandi democrazie europee...Un parlamento in cui ci sono due, massimo tre realtà e non più di cento come era stato negli anni a partire dal 91 in poi...Auguro a tutti i compagni di Rifondazione di non sparire, perchè nonostante non condivida le loro scelte sono fermamente convinto che la loro scomparsa sarebbe un grave effetto per la repubblica in Italia....

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