Ieri il Congresso di Rifondazione Comunista ha sancito la vittoria di Paolo Ferrero - ex ministro del Walfare nel fu governo Prodi.
La sua vittoria e la scelta isolazionista del maggior partito della sinistra antagonista italiana ha chiuso definitivamente il processo di crisi a sinistra che si era avviato con la nascita del Partito Democratico e la vittoria alle elezioni di Berlusconi e il suo Popolo delle Liberta.
La scelta isolazionista di Rifondazione blocca quel processo di apertura che avrebbe dovuto portare la sinistra italiana a diventare definitivamente socialdemocratica e staccarsi dalla sua radice comunista.
Il processo, che aveva cercato di avviare Occhetto con la svolta della Bolognina nel 1992, si e arenato ancora prima di nascere, creando una serie di abberrazioni a sinistra che stiamo ancora pagando.
Quando nacque il PDS (Partito Democratico Socialista) Rifondazione scelse di staccarsi perche non condivideva la svolta del vecchio PCI verso il socialismo liberale, mentre gran parte del vecchio PCI rimase nel PDS. Poi ci fu la seconda svolta, quella che avrebbe dovuto compiere ulteriormente il processo, il passaggio da PDS a DS (Democratici di Sinistra) e anche quella fu una "svolta incompleta" perche i Ds non si staccarono dalla tradizione comunista del tutto ma rimasero ancora legati alla vecchia nomenklatura comunista e alle vecchie parole d´ordine.
Infine, all´ultimo congresso abbiamo assistito alla nascita del PD (Partito Democratico) che non e diventato socialdemocratico, ma ha imitato il Partito Democratico americano, prendendo sia le parole d´ordine (il Yes we can di Obama) sia le modalita di campagna elettorale, perdendo su tutta la linea il confronto con il PDL.
A sentir parlare alla sinistra del PD (e anche molti esponenti del PD) per trasformare il vecchio PCI in socialdemocrazia (e permettere cosi di essere un partito di governo di sinistra) mancano le strutture e la cultura politica e quindi si preferisce restare al vecchio sistema invece che avanzare, isolando cosi il paese dal resto dell´Europa e del mondo.
Il fatto che in Italia si tenti dal 1998 (anno della Bicamerale di D´Alema) di costruire in Italia un bipartitismo di modello europeo spiega bene, anche troppo come e perche il nostro processo di evoluzione politica si sia arenato e non sembri intenzionato ad andare avanti: il fatto e che ai nostri politici (a sinistra come a destra) sembra non voler entrare in testa che "bipartitismo" e diverso da "bipolarismo" (eppure basterebbe leggere un qualunque saggio di Hans Kelsen sulla democrazia per capirlo).
Ancora una volta influisce pero il "fattore eta" e il "fattore cultura".
Se dobbiamo modernizzare il Paese (cosa urgente per non farlo affossare del tutto) dobbiamo compiere quel processo politico e identitario che fino a questo momento non e stato compiuto, un po per paura un po per incapacita delle nostre classi dirigenti. Il nostro sistema bipolare deve essere tramutato in bipartitico in modo da poter garantire l´alternanza e la stabilita invece che i "governi precari" che negli ultimi tempi hanno segnato l´Italia.
Il PD non e un vero e proprio partito, ma una prosecuzione sotto altro nome dell´Ulivo e quindi del vecchio sistema bipolare italiano.
Se a febbraio del prossimo anno ci sara il primo congresso del PDL ho paura che a sinistra saremo battuti ancora una volta: Forza Italia e Alleanza Nazionale (purtroppo) hanno di fatto compiuto quella svolta che noi siamo ancora lontani dal saper compiere e rischiamo di arrivare ancora una volta prima di noi.
Berlusconi sara anche una specie di dittarore, ma ha piu capacita comunicativa della sinistra e nessuno sa togliermi dalla testa una cosa: domani, quando non ci sara piu sara ancora il PDL a vincere le elezioni perche, per incapacita manifesta dall´altra parte, sara il solo partito della politica italiana!
Non condivido nulla di ciò che dici ma sono disposto a morire per difendere il tuo diritto a dirlo. Voltaire
lunedì 28 luglio 2008
venerdì 25 luglio 2008
Italia...un paese per vecchi (?)- La repubblica dei geronti 2
L´ultimo film dei fratelli Coen si chiama "Non e un paese per vecchi", parafrasando potremmo usare la stessa frase per l´Italia sostituendo giovani alla parola vecchi, ecco che allora viene fuori "non e un paese per giovani".
Sono in vacanza in Danimarca e ogni volta che vengo sono colpito da quante ragazze (e non cinquantenni!) siano madri e quanti bambini ci siano. A volte capita di vedere ragazze di venticinque anni che hanno gia due figli, un lavoro ben avviato e una famiglia. Tutto il contrario in Italia, perche?
Facendo una rapida analisi di quello che e il sistema Italia non e difficile capire dove nascono tutti i problemi; la natalita non cresce a causa della crisi economica e al fatto che sempre meno famiglie sanno come arrivare a fine mese. La nostra "politica per vecchi" si ripete in tutti i campi, dal sociale al politico alla finanza finanche al mondo del calcio.
La visita di Obama in Germania ha scatenato entusiasmo nei tedeschi, ma anche invidia, nel vecchio continente che ormai e vecchio di nome e di fatto (tranne qualche rara eccezione). Gli italiani, poi, battono tutti. Alle elezioni del 2006 c´erano gli stessi candidati del 1996 (dieci anni prima) e Silvio Berlusconi e in politica dal 1994 (quindici anni!). Lo stesso Veltroni che e stato presentato come nuovo lo e fino ad un certo punto: nel governo Prodi del 1998 era vicepresidente del Consiglio, ed e stato per dieci anni sindaco di Roma e prima comunque dirigente del PCI. Il fatto e che il "nuovo" in Italia non esiste, se per nuovo intendiamo qualcuno che non ha mai solcato i palchi politici per almeno vent´anni. Ad Obama rimproverano l´inesperienza e il suo primo intervento pubblico di rilievo e stato alla presentazione di Kerry alle elezioni del 2001. Veltroni non trasmette carisma, senso di nuovo, come non lo trasmette Berlusconi.
Nuovo sarebbe un Presidente del Consiglio di quarant´anni o quarantacinque, come Obama o Zapatero in Spagna. Ma in Italia a quarant´anni stai ancora pensando a cosa fare da grande, visto che per il nostro sistema si diventa grandi a sessant´anni.
Serve una politica migliore nei confronti dei giovani, serve qualcuno che sia deciso ad investire in quelle che sono le reali risorse del Paese e non solo a parole.
Lo chiamano "welfare" il sistema di politica sociale che dovrebbe garantire, appunto, la sicurezza sociale, ma che non garantisce altro che le solite poltrone a qualche ministro.
Siamo un paese senza soldi e tra poco senza speranza, ma siamo ancora in tempo per cambiare, facciamolo prima che tutto passi e prima che diventi troppo tardi.
Sono in vacanza in Danimarca e ogni volta che vengo sono colpito da quante ragazze (e non cinquantenni!) siano madri e quanti bambini ci siano. A volte capita di vedere ragazze di venticinque anni che hanno gia due figli, un lavoro ben avviato e una famiglia. Tutto il contrario in Italia, perche?
Facendo una rapida analisi di quello che e il sistema Italia non e difficile capire dove nascono tutti i problemi; la natalita non cresce a causa della crisi economica e al fatto che sempre meno famiglie sanno come arrivare a fine mese. La nostra "politica per vecchi" si ripete in tutti i campi, dal sociale al politico alla finanza finanche al mondo del calcio.
La visita di Obama in Germania ha scatenato entusiasmo nei tedeschi, ma anche invidia, nel vecchio continente che ormai e vecchio di nome e di fatto (tranne qualche rara eccezione). Gli italiani, poi, battono tutti. Alle elezioni del 2006 c´erano gli stessi candidati del 1996 (dieci anni prima) e Silvio Berlusconi e in politica dal 1994 (quindici anni!). Lo stesso Veltroni che e stato presentato come nuovo lo e fino ad un certo punto: nel governo Prodi del 1998 era vicepresidente del Consiglio, ed e stato per dieci anni sindaco di Roma e prima comunque dirigente del PCI. Il fatto e che il "nuovo" in Italia non esiste, se per nuovo intendiamo qualcuno che non ha mai solcato i palchi politici per almeno vent´anni. Ad Obama rimproverano l´inesperienza e il suo primo intervento pubblico di rilievo e stato alla presentazione di Kerry alle elezioni del 2001. Veltroni non trasmette carisma, senso di nuovo, come non lo trasmette Berlusconi.
Nuovo sarebbe un Presidente del Consiglio di quarant´anni o quarantacinque, come Obama o Zapatero in Spagna. Ma in Italia a quarant´anni stai ancora pensando a cosa fare da grande, visto che per il nostro sistema si diventa grandi a sessant´anni.
Serve una politica migliore nei confronti dei giovani, serve qualcuno che sia deciso ad investire in quelle che sono le reali risorse del Paese e non solo a parole.
Lo chiamano "welfare" il sistema di politica sociale che dovrebbe garantire, appunto, la sicurezza sociale, ma che non garantisce altro che le solite poltrone a qualche ministro.
Siamo un paese senza soldi e tra poco senza speranza, ma siamo ancora in tempo per cambiare, facciamolo prima che tutto passi e prima che diventi troppo tardi.
Ad personam...
Ieri e stato presentato alla Camera il cosidetto "Lodo Alfano" quella legge che tutti hanno contestato e che tutti al momento giusto (compreso il Presidente della Repubblica che pero non poteva piu opporsi) hanno deciso di approvare la legge. Ora, che una riforma della giustizia in Italia sia necessaria (e anche doverosa) mi sembra sia una cosa scontata: che i magistrati italiani siano "politicizzati" (e non parlo di "politicizzazione comunista" come dice qualcuno) e una cosa indubbia. Da Tangentopoli in poi, il fenomeno che ha spazzato gran parte della classe politica (e anche dei partiti italiani) del nostro Paese, la magistratura si e sempre piu messa nella condizione "politica" di poter interferire a suo piacimento nella vita politica del Paese. Magistrati che si sono sentiti in diritto di mettere in piazza le intercettazioni delle indagini (ed e inutile che Travaglio dica che e giusto che gli italiani sappiamo, gli italiani devono sapere quello che e giusto e non quello che in qualunque altro paese sarebbe gossip), cosi come si sentono in diritto di inquisire le mogli dei politici per colpire il politico (vedi Mastella). Ma...poiche nella nostra politica ci sono sempre dei ma, la legge diventa improvissamente inconstituzionale. Perche? Nel "Lodo Alfano" e previsto anche il fatto che non sono processabili (fino a scadenza di mandato, almeno) le cinque cariche piu alte dello Stato, vale a dire: Presidente del Consiglio, Presidente della Camera, Presidente del Senato e Presidente della Repubblica. Ora, che sia giusto (garantirebbe un minimo di governabilita al Paese il non poter processare il Presidente del Consiglio) ma il problema e chi e il Presidente del Consiglio. Berlusconi Silvio, un altro dei colpevoli fino a prova contraria, nel momento in cui passa il lodo Alfano era ancora sotto processo per il caso Mills. Il Pd ha scelto anche lui di non fare opposizione, ingoiandosi un altro boccone amaro per il bene del Paese. Ma, messaggio politico, il bene del Paese sta nel non far passare leggi incostituzionali (come ad esempio una finanziaria che taglia ulteriormente i fondi alla ricerca e alla sanita) e non nel far passare qualunque cosa per poi "raccogliere firme per contestare i provvedimenti". Il problema del Lodo Alfano non sta nel lodo in se (che condivido) ma nel chi quel lodo difende. Dire che Berlusconi e quantomeno sospetto e una cosa nota ormai da tanti anni, ma non possiamo non notare che il fenomeno Berlusconi sia un fenomeno tutto italiano. Il Presidente del Consiglio che e nello stesso tempo presidente di tre televisioni, una squadra di calcio, due testate di giornali e una casa editrice. L´anomalia non sta nel fatto (come sostiene Travaglio) che il Presidente sia colpevole e condannato (non ci sono prove e fino a questo momento e stato assolto da tutti i processi - compreso caduto in prescrizione e uno per cui si era autodepenalizzato il reato che quindi non poteva piu essere contestato - ) ma nel fatto che sia padrone di mezza Italia e che essendo Presidente del Consiglio si possa sentire anche presidente dell´altra mezza.
Questa e la sola anomalia degli ultimi quindici anni italiani. Niente contro Berlusconi, che non e meno peggio di tanti altri, ma semplicemente contro una tendenza italiana a contrastare tutto quello che possiamo classificare come liberale o liberalista. La separazione dei poteri (magistratura e politica), conflitti di interessi (quelli di Berlusconi ma anche quelli delle varie fondazioni a sinistra e le coop rosse) sono tutte anomalie di un Paese che non vuole crescere ed avanzare verso l´Europa o verso il nuovo, perche sta tanto bene con il suo vecchiume e con la gente che si lamenta perche il governo ruba...un tempo, quando le elezioni erano vinte dalla DC nessuno la votava, oggi nessuno vota Berlusconi...e domani, chi sara domani al potere senza essere stato votato?
Questa e la sola anomalia degli ultimi quindici anni italiani. Niente contro Berlusconi, che non e meno peggio di tanti altri, ma semplicemente contro una tendenza italiana a contrastare tutto quello che possiamo classificare come liberale o liberalista. La separazione dei poteri (magistratura e politica), conflitti di interessi (quelli di Berlusconi ma anche quelli delle varie fondazioni a sinistra e le coop rosse) sono tutte anomalie di un Paese che non vuole crescere ed avanzare verso l´Europa o verso il nuovo, perche sta tanto bene con il suo vecchiume e con la gente che si lamenta perche il governo ruba...un tempo, quando le elezioni erano vinte dalla DC nessuno la votava, oggi nessuno vota Berlusconi...e domani, chi sara domani al potere senza essere stato votato?
martedì 15 luglio 2008
Colpevoli...fino a prova contraria
Dopo le discussioni sul controverso lodo Alfano, che hanno portato alla manifestazione di Piazza Navona di cui ho parlato la volta scorsa, ieri è stato arrestato per corruzione e tangenti Ottaviano del Turco, Presidente della Regione Abbruzzo del Partito Democratico. Nessun dirigente del PD ha avuto niente da dire, non perchè Del Turco sia colpevole, ma perchè sono in evidente imbarazzo nell'assumere una posizione che (purtroppo) darebbe ragione al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
La scritta che regna sovrana nei nostri tribunali "la legge è uguale per tutti" e che è stata anche uno dei leit motiv della manifestazione di Piazza Navona, sembra essere diventata un'arma nelle mani della magistratura e una forma di minaccia che dovrebbe giudicare tenendo lontani ideali politici, religiosi o altro dal proprio metro di giudizio.
Si parla ancora della manifestazione di Piazza Navona, a cui ha preso parte anche Antonio di Pietro, salito agli onori della cronaca per essere diventato l'eroe antiberlusconiano di una fetta di italiani che prima era rappresentata dalla sinistra radicale o dallo stesso Pd. Non voglio difendere Del Turco o qualunque altro politico per partito preso, ma voglio solo fare una considerazione: su Del Turco è stata aperta un'inchiesta ed è stato arrestato, ancora prima che ci fosse il processo e venisse provata la sua colpevolezza. L'anomalia a cui si riferisce Berlusconi, e che segna la magistratura da Tamngentopoli in poi (anno 1993) è proprio questa: la colpevolizzazione ancora prima del processo, o la condanna a priori. Mi rifaccio ad un brillante intervento di Marco Travaglio nel programma di Santoro Annozero, in cui il giornalista citava diversi casi di corruzione in paesi esteri che hanno portato alle dimissioni di ministri o addirittura di capi di Stato, ma a quell'intervento (che avrebbe dovuto farci vergognare di vivere in un paese di impuniti!) bisogna fare una piccola aggiunta che Travaglio ha omesso: nei Paesi stranieri, compresi quelli da lui citati, un individuo (inteso nel senso legale del termine) è "innocente fino a prova contraria"; in Italia dal 1993 in poi la nostra magistratura ha sviluppato la tendenza opposta, soprattutto quando si parla di classe politica: gli imputati sono "colpevoli fino a prova contraria". Cosa accade quando un processo inizia già con l'idea che chi viene processato è colpevole? Accade che il giudizio è viziato da quella consapevolezza che la classe politica debba essere colpevole a priori, che ogni politico è corrotto e colpevole nel momento stesso in cui mette piede in Parlamento. La colpa sta nella non fiducia che la gente nutre nei confronti della politica italiana. Sta nel fatto che i comizi "vaffanculeschi" di Grillo allontanano la gente dalle istituzioni e ci fa pensare che tutto quello che ci circonda è marcio e corrotto.
La situazione appare molto, troppo simile a quella che negli Anni Venti del XX secolo, condusse al fascismo e al nazismo. I processi e le condanne a Berlusconi assomigliano forse troppo a quelle che la gente in quegli anni muoveva a Giolitti e a tutti i politicanti di mestiere...in Italia si sta sempre più sviluppando, per paradosso in due partiti diversi, una tendenza fascistoide che non fa per niente bene al Paese: Berlusconi ha preso tutto il lato populista di Mussolini, mentre di Pietro (insieme con Grillo, Travaglio e il popolo dei vaffanculo) ha preso quella "giustizialista", quella che giudica colpevoli fino a prova contraria, quella che uccide la politica e manda al potere un solo partito, non corrotto, puro di ideale e che garantisce giustizia e confino per tutti quelli che sgarrano.
Sono frasi pericolose, che fanno male alla democrazia, facciamo attenzione nel dirle e nel fare considerazioni che ci possono portare indietro negli anni, negli anni peggiori del nostro Paese, negli anni di una dittatura che tutti vorrebbero dimenticare ma che nessuno riesce ad estirpare dalla nostra storia.
La scritta che regna sovrana nei nostri tribunali "la legge è uguale per tutti" e che è stata anche uno dei leit motiv della manifestazione di Piazza Navona, sembra essere diventata un'arma nelle mani della magistratura e una forma di minaccia che dovrebbe giudicare tenendo lontani ideali politici, religiosi o altro dal proprio metro di giudizio.
Si parla ancora della manifestazione di Piazza Navona, a cui ha preso parte anche Antonio di Pietro, salito agli onori della cronaca per essere diventato l'eroe antiberlusconiano di una fetta di italiani che prima era rappresentata dalla sinistra radicale o dallo stesso Pd. Non voglio difendere Del Turco o qualunque altro politico per partito preso, ma voglio solo fare una considerazione: su Del Turco è stata aperta un'inchiesta ed è stato arrestato, ancora prima che ci fosse il processo e venisse provata la sua colpevolezza. L'anomalia a cui si riferisce Berlusconi, e che segna la magistratura da Tamngentopoli in poi (anno 1993) è proprio questa: la colpevolizzazione ancora prima del processo, o la condanna a priori. Mi rifaccio ad un brillante intervento di Marco Travaglio nel programma di Santoro Annozero, in cui il giornalista citava diversi casi di corruzione in paesi esteri che hanno portato alle dimissioni di ministri o addirittura di capi di Stato, ma a quell'intervento (che avrebbe dovuto farci vergognare di vivere in un paese di impuniti!) bisogna fare una piccola aggiunta che Travaglio ha omesso: nei Paesi stranieri, compresi quelli da lui citati, un individuo (inteso nel senso legale del termine) è "innocente fino a prova contraria"; in Italia dal 1993 in poi la nostra magistratura ha sviluppato la tendenza opposta, soprattutto quando si parla di classe politica: gli imputati sono "colpevoli fino a prova contraria". Cosa accade quando un processo inizia già con l'idea che chi viene processato è colpevole? Accade che il giudizio è viziato da quella consapevolezza che la classe politica debba essere colpevole a priori, che ogni politico è corrotto e colpevole nel momento stesso in cui mette piede in Parlamento. La colpa sta nella non fiducia che la gente nutre nei confronti della politica italiana. Sta nel fatto che i comizi "vaffanculeschi" di Grillo allontanano la gente dalle istituzioni e ci fa pensare che tutto quello che ci circonda è marcio e corrotto.
La situazione appare molto, troppo simile a quella che negli Anni Venti del XX secolo, condusse al fascismo e al nazismo. I processi e le condanne a Berlusconi assomigliano forse troppo a quelle che la gente in quegli anni muoveva a Giolitti e a tutti i politicanti di mestiere...in Italia si sta sempre più sviluppando, per paradosso in due partiti diversi, una tendenza fascistoide che non fa per niente bene al Paese: Berlusconi ha preso tutto il lato populista di Mussolini, mentre di Pietro (insieme con Grillo, Travaglio e il popolo dei vaffanculo) ha preso quella "giustizialista", quella che giudica colpevoli fino a prova contraria, quella che uccide la politica e manda al potere un solo partito, non corrotto, puro di ideale e che garantisce giustizia e confino per tutti quelli che sgarrano.
Sono frasi pericolose, che fanno male alla democrazia, facciamo attenzione nel dirle e nel fare considerazioni che ci possono portare indietro negli anni, negli anni peggiori del nostro Paese, negli anni di una dittatura che tutti vorrebbero dimenticare ma che nessuno riesce ad estirpare dalla nostra storia.
giovedì 10 luglio 2008
I girotondi e l'opposizione "ad personam"
Ogni volta che sale al potere Berlusconi si parla sempre di legge "ad personam" e provvedimenti vari che il premier prende a suo favore e quello dei suoi amici ed ogni volta ci si indigna dandogli del fascista, del dittatore oppure del piduista mafioso.
Questo fenomeno, tipicamente italiano, ha dato vita ad un'opposizione trasversale, che non è quella di governo idealizzata ed ideologica ma un opposizione "ad personam". Cioè, mi oppongo a Berlusconi in quanto tale, non in quanto leader di uno schieramento che la pensa diversamente da me. Anche perchè nella conformazione del nuovo governo è difficile identificare quali sono le componenti e le ideologie dei due partiti di maggioranza (se ci fosse un pò più di consapevolezza scopriremmo che il centro destra è "corporativista" e il centro sinistra "liberista" ma non siamo in grado di fare queste distinzioni politiche, almeno non ancora) quindi quello che succede è che non ci si oppone alle proposte di legge del governo, ma ci si oppone a chi le propone.
La manifestazione dei girotondi a Piazza Navona a Roma l'altro ieri, ne è stata la triste conferma: con tutti i problemi e le necessità del Paese noi ci stavamo preoccupando di quante veline ha raccomandato o scopato il premier...Verrebbe da dire chi se ne frega, la sua vita privata sono affari suoi, ma il Italia non è così; siamo un paese da gossip, che deve sapere tutto sui "potenti" e sulla "casta" per poi poterla sputtanare in inutili ed ipotetici discorsi da bar. L'antipolitica trionfa perchè non esiste la politica e Grillo, Travaglio, la Guzzanti (che continuo a ritenere uno dei migliori comici in Italia) trova spazio per portare avanti una politica di offese, qualunquismo e iposcrisie, in cui vengono messi sullo stesso piano il papa, Berlusconi, il Presidente della Repubblica e le donne del governo (siano esse di destra o di sinistra). La risposta sono le querele delle donne (la Carfagna, Ministro delle Pari Opportunità che si allarga non querelando solo la Guzzanti ma a che tutti i telegiornali che fanno sentire le parole contestate)...si arriva quindi al blocco della discussione politica: si parla del premier, si contestano i suoi ministri, ci si chiede come e quando ha trombato e con chi. Sono questioni che fanno telenovelas, l'immenso reality della nostra politica che diventa antipolitica quando Grillo dice "vaffanculo" a tutti senza motivo, perchè rappresentano una casta e sono la rovina del Paese.
I "vaffanculo" di chi si indigna hanno senso, ma hanno senso solo se esiste qualche proposta per cambiare le cose. La politica del "tanto sono tutti uguali" e della pulizia della classe politica corrotta era la stessa che negli anni Venti mandò al potere Mussolini, era quella dei futuristi. La dittatatura in Italia è possibile...ma noi guardiamo dalla parte sbagliata.
Questo fenomeno, tipicamente italiano, ha dato vita ad un'opposizione trasversale, che non è quella di governo idealizzata ed ideologica ma un opposizione "ad personam". Cioè, mi oppongo a Berlusconi in quanto tale, non in quanto leader di uno schieramento che la pensa diversamente da me. Anche perchè nella conformazione del nuovo governo è difficile identificare quali sono le componenti e le ideologie dei due partiti di maggioranza (se ci fosse un pò più di consapevolezza scopriremmo che il centro destra è "corporativista" e il centro sinistra "liberista" ma non siamo in grado di fare queste distinzioni politiche, almeno non ancora) quindi quello che succede è che non ci si oppone alle proposte di legge del governo, ma ci si oppone a chi le propone.
La manifestazione dei girotondi a Piazza Navona a Roma l'altro ieri, ne è stata la triste conferma: con tutti i problemi e le necessità del Paese noi ci stavamo preoccupando di quante veline ha raccomandato o scopato il premier...Verrebbe da dire chi se ne frega, la sua vita privata sono affari suoi, ma il Italia non è così; siamo un paese da gossip, che deve sapere tutto sui "potenti" e sulla "casta" per poi poterla sputtanare in inutili ed ipotetici discorsi da bar. L'antipolitica trionfa perchè non esiste la politica e Grillo, Travaglio, la Guzzanti (che continuo a ritenere uno dei migliori comici in Italia) trova spazio per portare avanti una politica di offese, qualunquismo e iposcrisie, in cui vengono messi sullo stesso piano il papa, Berlusconi, il Presidente della Repubblica e le donne del governo (siano esse di destra o di sinistra). La risposta sono le querele delle donne (la Carfagna, Ministro delle Pari Opportunità che si allarga non querelando solo la Guzzanti ma a che tutti i telegiornali che fanno sentire le parole contestate)...si arriva quindi al blocco della discussione politica: si parla del premier, si contestano i suoi ministri, ci si chiede come e quando ha trombato e con chi. Sono questioni che fanno telenovelas, l'immenso reality della nostra politica che diventa antipolitica quando Grillo dice "vaffanculo" a tutti senza motivo, perchè rappresentano una casta e sono la rovina del Paese.
I "vaffanculo" di chi si indigna hanno senso, ma hanno senso solo se esiste qualche proposta per cambiare le cose. La politica del "tanto sono tutti uguali" e della pulizia della classe politica corrotta era la stessa che negli anni Venti mandò al potere Mussolini, era quella dei futuristi. La dittatatura in Italia è possibile...ma noi guardiamo dalla parte sbagliata.
sabato 5 luglio 2008
Il paese del gambero...
In questi giorni quello che tiene banco in Italia sono le discussioni sui processi al premier. Governo e opposizione che parlano (al solito) a colpi di offese e parolacce su chi sia fascista o chi sia comunista. Berlusconi sostiene che ci sia una "alleanza tra riformisti e giustizialisti" mentre Veltroni dice che "Berlusconi come al solito pensa ai suoi processi invece che ai mali del Paese".
Leggendo ieri Repubblica il ministro della Giustizia Alfano sosteneva che nella prima stesura della Costituzione c'era un articolo che impediva il processo alle più alte cariche dello Stato (Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, Presidenti di Camera e Senato); è vero. Ma è anche vero che quella norma venne tolta nel 1993, durante i processi di Tangentopoli che servirono a fare un bel pò di pulizia nella politica italiana. Questo da un punto di vista politico. Da un punto di vista "storico costituzionale" quella norma venne introdotta non tanto perchè così i politici potessero fare impunemente quello che ritenevano loro più utile per accumulare potere, ma per una motivazione molto più pratica e se si vuole logica: i nostri padri costituenti venivano tutti dalla guerra di Liberazione contro il fascismo e tutti (più o meno) si erano macchiati di qualche crimine e quindi sarebbe stato facile spararsi accuse uno contro l'altro e arrestarsi a vicenda arenando il processo democratico che doveva affrontare l'Italia. Quando quella norma divenne "antistorica", nel 1993, venne tolta. Ora qualcuno la vuole reintrodurre.
Altra questione pare essere quella delle intercettazioni Rai; Berlusconi che come un "magnaccia" qualunque (parole di Di Pietro) raccomanda veline e soubrette alla Rai per farle lavorare. Mi sembra una polemica molto ipocrita e per alimentare il "gossip" estivo che langue in questi ultimi tempi.
Ora, che alla Rai ci fossero raccomandazioni non è una cosa nuova, basta vedere la vecchia Rai quando i nomi che circolavano erano sempre gli stessi. E basta vedere adesso, in cui politici sistemano i loro amici in un "posto sicuro". Lo scandalo non sta nelle raccomandazioni, ma nel fatto che in questo momento ci troviamo con un governo e un'opposizione incapace di capire quali sono i bisogni del Paese. Agli italiani che non arrivano a fine mese non interessano i processi del premier, come non interessa quante e quali veline sono state raccomandate in Rai. Le urgenze sono altre e sono più gravi: sono il fatto che sempre più italiani vivono sulla soglia della poverta, sono il fatto che i soldi mancano e che il petrolio continua a salire, sono il fatto che la gente è sommersa da immondizia e ha bisogno di sicurezza. Il discorso non è "personale" è "politico" fino a che esisterà una classe politica che pensa alle proprie poltrone invece che al Paese, non andremo da nessuna parte, saremo destinati a restare la piccola Italia di spaghetti e mandolino che tanto ci fa incazzare quando siamo all'estero.
Saremo sempre il Paese in cui la gente non arriva a fine e mese e legge sui giornali che il premier raccomanda questa o quella soubrette, saremo il Paese in cui nessun politico sa come vive il Paese.
La nostra classe politica ricorda tanto la regina di Francia prima della Rivoluzione Francese, quando gli venne detto "Maestà, il popolo non ha pane da mangiare" la regina rispose "e allora? che mangino le brioches"!
Leggendo ieri Repubblica il ministro della Giustizia Alfano sosteneva che nella prima stesura della Costituzione c'era un articolo che impediva il processo alle più alte cariche dello Stato (Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, Presidenti di Camera e Senato); è vero. Ma è anche vero che quella norma venne tolta nel 1993, durante i processi di Tangentopoli che servirono a fare un bel pò di pulizia nella politica italiana. Questo da un punto di vista politico. Da un punto di vista "storico costituzionale" quella norma venne introdotta non tanto perchè così i politici potessero fare impunemente quello che ritenevano loro più utile per accumulare potere, ma per una motivazione molto più pratica e se si vuole logica: i nostri padri costituenti venivano tutti dalla guerra di Liberazione contro il fascismo e tutti (più o meno) si erano macchiati di qualche crimine e quindi sarebbe stato facile spararsi accuse uno contro l'altro e arrestarsi a vicenda arenando il processo democratico che doveva affrontare l'Italia. Quando quella norma divenne "antistorica", nel 1993, venne tolta. Ora qualcuno la vuole reintrodurre.
Altra questione pare essere quella delle intercettazioni Rai; Berlusconi che come un "magnaccia" qualunque (parole di Di Pietro) raccomanda veline e soubrette alla Rai per farle lavorare. Mi sembra una polemica molto ipocrita e per alimentare il "gossip" estivo che langue in questi ultimi tempi.
Ora, che alla Rai ci fossero raccomandazioni non è una cosa nuova, basta vedere la vecchia Rai quando i nomi che circolavano erano sempre gli stessi. E basta vedere adesso, in cui politici sistemano i loro amici in un "posto sicuro". Lo scandalo non sta nelle raccomandazioni, ma nel fatto che in questo momento ci troviamo con un governo e un'opposizione incapace di capire quali sono i bisogni del Paese. Agli italiani che non arrivano a fine mese non interessano i processi del premier, come non interessa quante e quali veline sono state raccomandate in Rai. Le urgenze sono altre e sono più gravi: sono il fatto che sempre più italiani vivono sulla soglia della poverta, sono il fatto che i soldi mancano e che il petrolio continua a salire, sono il fatto che la gente è sommersa da immondizia e ha bisogno di sicurezza. Il discorso non è "personale" è "politico" fino a che esisterà una classe politica che pensa alle proprie poltrone invece che al Paese, non andremo da nessuna parte, saremo destinati a restare la piccola Italia di spaghetti e mandolino che tanto ci fa incazzare quando siamo all'estero.
Saremo sempre il Paese in cui la gente non arriva a fine e mese e legge sui giornali che il premier raccomanda questa o quella soubrette, saremo il Paese in cui nessun politico sa come vive il Paese.
La nostra classe politica ricorda tanto la regina di Francia prima della Rivoluzione Francese, quando gli venne detto "Maestà, il popolo non ha pane da mangiare" la regina rispose "e allora? che mangino le brioches"!
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