Il 4 novembre è stata una svolta nella politica mondiale, per la prima volta alla Casa Bianca è stato eletto un presidente afroamericano, Barack Obama.
Tutti i politici del mondo si sono complimentati per questa vittoria storica (anche per dimensioni, almeno da quanto sembra leggendo i giornali mondiali).
Tutti parlano di rottura con il passato, tutti sono entusiasti per questo evento, e tutti si complimentano con il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America.
Tutti tranne un paese.
L'Italia. Il ministro Gasparri non trova niente di meglio che dire che "con la vittoria di Obama sarà contenta Al Quaeda", mentre il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, massima carica dello Stato italiano, quello che ci rappresenta nel mondo da ad Obama dell'abbronzato. Non contento, nella conferenza stampa del giorno dopo dice che la sua era solo una battuta di spirito (e voglio sapere chi ha riso, tranne lui ovviamente) e che chi non capisce il suo umorismo e "un imbecille e un coglione (come quelli che tempo fa votavano a sinistra)". Ora, finchè questa sua uscita si limiti all'Italia noi siamo abituati alle geniali uscite di Silvio, ma il mondo ancora non lo conosce bene, e soprattutto Obama non lo conosceva. Ora, con questa presentazione possiamo senza dubbio essere un partner serio per gli Stati Uniti.
Ma l'uscita di Berlusconi, che lui pensa essere tanto spiritosa, e che per il popolo americano (che ha eletto Obama) è offensiva, sia per i bianchi che per i neri. Ma il nostro si giustifica, dice che la sua era solo una battuta che doveva far ridere (e che secondo lui ha fatto ridere tutti).
Forse era una battuta, forse veramente Berlusconi scherzava e non si è reso conto della gravità di quello che stava dicendo.
Allora questa sua uscita pone un grave problema: come possiamo essere rappresentati da uno che parla come se stesse al bar con i suoi amici? Come possiamo essere rappresentati da un personaggio da operetta che si spaccia per grande statista per poi fare delle battute abberranti che non fanno ridere nessuno? Ben più grave, quello che ha detto Gasparri, dando praticamente a Obama del terrorista. Anche quella una vista? Una battuta di spirito? no...lo stesso Gasparri dice che la sua era una considerazione politica seria...
Sono contento. Anzi no, mi voglio sotterrare.
Chiedo scusa al popolo americano, che ha dato una lezione di dem0crazia senza precedenti.
E chiedo scusa al mondo, perchè debba avere questa immagine pietosa e triste dello Stato italiano.