venerdì 18 dicembre 2009

La politica dei veleni....

Mi sono chiesto spesso a cosa avrebbe portato la degenerazione politica dell'Italia, mi sono chiesto spesso fino a dove sarebbe arrivata la degenerazione morale e culturale di un popolo...e domenica ho avuto la risposta. Un tizio ha tirato una statuetta contro Silvio Berlusconi e subito si sono levati scudi per decidere se il premier sia o meno colpevole della statuetta che gli hanno tirato. Forse sarebbe pero il caso di andare per ordine, di capire perche si sia arrivati ad una situazione simile. Le parole di Di Pietro, che ormai sputa contro tutti quelli che si mettono contro di lui e che dicono che forse si dovrebbero abbassare i toni delle offese e iniziare a fare politica, quella vera. La tensione sociale di un paese che sta vivendo l'Italia non e solo colpa di Berlusconi, ma di un clima di antipolitica che ormai (tranne pochi che cercano di usare un minimo il cervello come Fini, Casini e qualcuno a sinistra ma che non sente nessuno) ha avvelenato il Paese, la Nazione ed i suoi cittadini. In questo di odio, in cui tutti si odiano e nessuno si confronta appare quasi normale uno squilibrato che si convince di odiare il premier, un pazzo, perche Massimo Tartaglia era in cura da dieci anni. Non e un eroe, non e nemmeno un terrorista, ma solo una vittima di un sistema che vorrebbe tutti un po meno santi ed un po piu stronzi. Servirebbe un governo di solidarieta sociale, per far fronte a quelle che sono le emergenze del Paese, come avvenne negli anni Settanta. Solo che allora, esisteva ancora una cosa nobile che si chiama politica.

mercoledì 9 dicembre 2009

La politica dei veleni...e del pettegolezzo...

Dopo il caso di Berlusconi e le escort, dopo il caso di Marrazzo con i trans ecco adesso anche il caso del filmino della Mussolini con Roberto Fiore. Puntate su puntate di Vespa, pomeriggio cinque, Buona domenica, con smentite e contro smentite di una storia che sa di palesamente falso, o almeno non del tutto vero.
Non ho modo di sapere se questi episodi siano veri, falsi o presunti tali, quello che so è che rappresentano la deriva della moralità e del valore della politica italiana.
Deriva, perchè il gossip ha preso il sopravvento su quella che dovrebbe essere la politica di un paese...nelle aule del Parlamento si parla delle pagine di Novella 2000 (o 3000....come diavolo si chiama) e le dichiarazioni dei politici vengono fatte non a mezzo stampa ufficiale ma sui giornali scandalistici che le signore leggono dal parrucchiere o l'estate al mare per passare il tempo. Sentire ogni giorno politici che dicono "io sono diverso perchè non vado a puttane" oppure "sono diverso perchè io non vado a trans" fa male all'immagine dell'Italia nel mondo, il tutto mentre la Lega pensa che dire "imam" a qualcuno possa essere un offesa...come dire stronzo. Il solo ad aver risposto davvero alla Lega è stato Fini, difendendo il diritto degli immigrati a chiedere una vita migliore, a lavorare e diventare cittadini italiani, come è in tutti gli altri paesi del mondo civile.
Eppure, il dibattito politico italiano, piuttosto che sui problemi reali del Paese (che sono davvero tanti) è tutto incentrato sul gossip, sulle voci, sul sentito dire. Mi chiedo cosa interessi al popolo che ha fame, che il premier vada a puttane (o escort come si chiamano oggi), forse sarebbe meglio che qualcuno dicesse che siamo un Paese che rischia il collasso economico, che i soldi dell'INPS per la Cassa Integrazione stanno finendo e che presto avremo un emergenza povertà da Paese del Terzo Mondo. Forse qualcuno deve dire che il nostro livello di analfabetismo, soprattutto al Sud cresce invece di diminuire, che il Governo invece che investire nella ricerca e nel sapere taglia alle scuole e all'istruzione perchè non sanno più dove prendere i soldi per tappare i buchi di anni scellerati di investimenti e di spese inutili per fare favori a qualcuno. Mi chiedo se è più interessante sapere delle escort di Silvio Berlusconi o dei tagli alla Finanziaria a tutto quello che si può tagliare. Sono anni che sentiamo parlare di rinnovo della classe politica, ma rinnovo della classe politica non significa far entrare in Parlamento tutti quelli a cui dobbiamo un favore o tutti quelli che sono telegenici...rinnovamento vorrebbe dire, dare spazio alla meritocrazia politica, far entrare persone che sono capaci, che non pensano di venire prima del bene del Paese e che siano disposti a governare.
Serve un bell'esame di coscienza della nostra classe politica attuale, che deve fare spazio alle nuove generazioni preparandole a governare il Paese nel migliore dei modi. A sinistra, come al centro e a destra, serve una nuova morale, un nuovo modo di pensare la politica e di fare politica. Serve insomma, qualcuno che non veda nella politica la grande occasione per apparire in televisione, ma la voglia e la speranza che l'Italia possa ancora rinascere, uscire dalla crisi in cui versa ormai da un ventennio.
Serve un nuovo Risorgimento subito, prima che sia davvero troppo tardi.

domenica 15 novembre 2009

religione, ateismo e...sentenze

E passata una settimana da quando la Corte dei Diritti dell'Unione Europea ha emesso la sentenza che vieta l'esposizione del crocefisso nelle scuole italiane.
Una settimana in cui ogni santo giorno (e proprio il caso di dirlo) i telegiornali italiani hanno cercato di far passare i seguenti messaggi: la colpa e dei musulmani, loro il Corano dalle loro scuole non lo tolgono, in Italia il crocefisso e un simbolo nazionale, non e giusto togliere un simbolo nazionale...e tutta colpa degli immigrati.
Ora, cerchiamo di analizzare i fatti, per come sono andati. A presentare ricorso e stata una famiglia di Padova, due atei, uno italiano e la moglie finlandese (ovviamente i tg hanno solo fatto notare il fatto della moglie finlandese e non del marito italiano, che appare come un povero imbecille che non sa pensare con la sua testa).
Intanto, gia alla luce di queste considerazioni ci possiamo rendere conto anche da soli, che l'Islam non c'entra niente (anzi il capo della comunita musulmana italiana ha sempre detto che non gli da nessun problema il crocefisso...anzi), ma e stata una battaglia tra un laicismo tendente all'ateismo ed una tradizione tutta italiana difficile da spiegare a chi viene da una tradizione liberale e laica come quella finlandese. Ci sono due cose in questa storia che vanno considerate: il crocefisso non e la croce...
La croce viene considerata simbolo universale della cristianita, mentre il crocefisso e un simbolo principalmente cattolico. L'idea della sofferenza del Cristo e un'idea tipicamente cattolica, mentre ad esempio per i luterani non e necessario che ci sia nessuno sulla croce dato che la sofferenza non e importante, vista la resurrezione al terzo giorno di Gesu.
La decisione di appendere i crocefissi nelle scuole non e una antica tradizione italiana (come cercano di far credere) ma e un accordo che venne preso con i Patti Lateranensi tra Mussolini e il Papa, che serviva per regolare la questione dei confini che era irrisolta sin dal 1871. Se vogliamo sostenere che il crocefisso era presente nelle scuole prima del 1929, allora dobbiamo anche spiegare tutta la storia: il crocefisso era in tutte le scuole prima del Concordato per un motivo semplice: le scuole, dato che si trovavano nel regno Vaticano erano tutte scuole cattoliche, nel momento in cui le scuole divennero laiche (ed esprospriate alla giurisdizione ecclesiastica quindi) io crocefissi vennero tolti. L'ordinanza non venne dai comunisti e dai musulmani (che all'epoca gli uni nemmeno esistevano e gli altri non erano in Italia), ma dal Governo, i cui Presidenti erano stati Cavour, Crispi e tanti altri, tutti esponenti del movimento liberale ed anticlericale italiano. Inoltre, per assurdo che possa sembrare, la Chiesa cattolica non e stato esattamente un modello di unita per il Paese, dato che prima non volle che la capitale venisse spostata a Roma, e quando venne fatta la Breccia di Porta Pia, emise il famoso Non expedit, editto che impediva ai cattolici praticanti di prendere parte alla vita politica del Paese pena la scomunica.
Detto questo, pero la sentenza e stata emessa da un Tribunale eletto da nessuno, che non rapprensenta niente, se non una mera unione economica (e non politica e di valori condivisi) e quindi per quello che mi riguarda potrebbe essere nullo...La vicenda fa capire ancor di piu quanto siamo lontani da una vera unita europea e quanto ancora ci sia da camminare prima di arrivare alla realizzazione di quello che era il sogno di De Gasperi, Spinelli ed altri, la costruzione degli Stati Uniti di Europa. E fondamentalmente inutile mettere un presidente del consiglio europeo ed un ministero degli esteri europeo, se non abbiamo nemmeno una Costituzione Europea (non emendata dall'alto ma votata dal popolo) e se ci sono ancora troppi stati che quella Costituzione la hanno votata turandosi il naso.
Per chiudere la questione del crocefisso, la posizione piu moderata e stata quella del portavoce dello Stato Vaticano che alla prima uscita pubblica su questa storia disse: "aspetteremo prima di parlare delle motivazioni della sentenza della Corte". Un esempio di moderazione che molti politici italiani dovrebbero imparare.

martedì 29 settembre 2009

Societa e apparire....

Succede a volte che nel Paese che ha un premier che va a puttane e se ne vanta davanti a tutti che le ragazzine di quattordici o quindici anni pensino che il massimo della loro realizzazione possa essere quello di avere un seno nuovo od un naso perfetto per poter aspirare a diventare un domani veline o perche no, anche ministri.
Anoressia, bulimia o altre malattie del corpo e della mente, sono tutte figlie della nuova societa dell'apparire invece che dell'essere....Cosa succeda nella menti di quattordicenni che di colpo si vedono brutte non e forse difficile da spiegare...i nostri occhi vengono ogni giorno bombardati da modelle bellissime che ballano o che mostrano le proprie grazie ad orari improponibili come l'ora di cena...ovvio che chi lo vede, non avendo ancora sviluppato una propria coscienza critica, voglia essere come loro, perche pensa che apparire sia piu importante che essere...ma in Italia si e andati oltre.
Perche ormai l'essere, inteso come pensare e una qualita che non serve piu per andare avanti, basta avere "culo e tette" per essere qualcuno in Italia.
Siamo in una societa malata di protagonismo, dove una diciassettenne che chiama il premier "Papi" puo dire che lei nella vita vuole essere "velina o parlamentare". Perche le due cose coincidono, perche fare politica non e un mestiere, o una missione come era prima, ma un modo per apparire, andare alle feste o conoscere persone famose. Il berlusconismo che avanza potremmo dire, il modello di societa che si basa sul video e sulle apparenze, in cui non ci sono pregi mentali ma solo fisici. Lo stesso modello di societa in cui si sta crogiolando anche la nostra sinistra, che ormai non e piu di sinistra, imitare il nemico per batterlo, questa e la logica del PD...Per anni abbiamo detto che Berlusconi fosse solo un venditore di fumo, un modello che non poteva essere imitato dai nostri figli e che era solo un commerciante...invece alla fine siamo come lui...Si, perche il berlusconismo in molti di noi, noi intesi come italiani, ci e entrato dentro. Pensiamo che il massimo della vita debba essere quello di partecipare a Uomini e Donne, noto programma di Canale 5, pensiamo che il massimo della vita sia quello di essere star del Grande Fratello.
Un giorno, un compagno, uno che si chiamava Antonio Gramsci aveva detto quale dovesse essere una delle particolarita di chi doveva fare politica e di chi doveva essere la futura elite culturale del paese: "studiate, studiate, studiate".
Ecco, si dovrebbe ripartire da questo prezioso consiglio per poter ricostruire il Paese, ricostruirlo con una consapevolezza di spiegare a quelle che saranno le generazioni di domani che la cultura vale piu di mille ore dentro la televisione.

venerdì 18 settembre 2009

La democrazia delle bombe

Davide Ricchiuto, 26 anni. Antonio Fortunato, 35 anni. Matteo Mureddu, 26 anni. Roberto Valente, 37 anni. Giandomenico Pistonani, 28 anni. Massimiliano Randino, 32 anni.
Sei morti, che uniti agli altri italiani che sono morti in attentati in Afghanistan diventano ventuno.
Ventuno soldati morti che adesso verranno accolti con il suono delle trombe da leader contriti che gli accoglieranno come eroi. Eroi di una guerra in cui forse nemmeno credevano, e che sono partiti per avere qualche euro in piu in busta paga. Sei ragazzi che erano appena arrivati la e che erano stati mandati per “ricostruire” ed “esportare la democrazia”, come se la democrazia fosse una merce.
La guerra afghana dura da otto anni, da quel maledetto 11 settembre che ha colpito l’America al cuore, che ha distrutto le Torri Gemelle e che per la prima volta ha fatto capire agli americani che nemmeno loro sono invulnerabili. Una guerra che e stata fortemente voluta dall’amministrazione Bush che la ha giustificata dicendo che i Taliban erano fiancheggiatori di Al Quaeda, il movimento terroristico di Bin Laden. Quello stesso Osama bin Laden che negli anni Ottanta, quando in Afghanistan non c’erano gli USA ma l’Unione Sovietica aveva fatto tanto comodo alla allora amministrazione Reagan. Allora gli attentati kamikaze non erano atti di “terrorismo vigliacchi” (come gli ha definiti, forse a ragione, il ministro la Russa quando ha annunciato alla Camera dell’attentato). Adesso sono terroristi, prima erano liberatori del popolo afghano, gli stessi taliban che adesso sono nemici della democrazia e del progresso. Ipocrisia di un imperialismo moderno che ha perso il senso della misura. Ipocrisia, come quella di chi adesso piange i soldati italiani che erano in missione di pace, sempre secondo loro. La missione di pace in zona di guerra. Una contraddizione che stride con la ragione umana. Una contraddizione che vuole esportare la democrazia non con la cultura democratica della trattativa politica ma con le bombe. Ricordo ancora quando sono crollate le due torri e quando scoppio la guerra. Il mondo occidentale rimase sconvolto, perche per la prima volta era stato colpito l’Occidente al cuore. Il mondo allora si mosse, per dire no alla guerra e no al terrorismo, di qualunque genere esso fosse. In Italia, alleata della prima ora dell’allora amministrazione Bush, alla Perugia-Assisi erano andati in migliaia per urlare no alla guerra, per ricordare a tutti coloro che ci governavano che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa. Hanno fatto credere, allora come oggi, che si trattava solo di una missione di pace e che gli italiani non sarebbero mai stati colpiti perche gli italiani sono “brava gente” che riesce a farsi amare ovunque regalando caramelle ai bambini e sigarette agli adulti. I nostri militari – perche di nostri si tratta sino a prova contrari – sono stati mandati la con la “cazzuola ed il secchio” (permettetemi la forzatura), mentre gli altri, i nemici, ci sparavano contro i loro kamikaze e i loro colpi di kalashnikov. Allora mentre oggi l’intero Paese si stringe ai famigliari delle vittime celebrati come eroi c’e chi si chiede: perche? Sono tanti i perche a cui si deve rispondere. Perche siamo in Afghanistan, quale era la nostra missione, cosa stiamo facendo in quel dannato inferno che i giornali americani da mesi definiscono “il Vietnam di Obama”. Siamo li perche Bush era alleato, anzi no, amico di Berlusconi, e perche noi siamo alleati degli americani e li sosteniamo nella guerra al terrorismo. Ma siamo davvero sicuri che quella in Afghanistan sia una guerra al terrorismo e non una guerra economica, per il controllo geopolitico di una regione, e per il controllo americano del gas in funzione antirussa? Siamo davvero sicuri che i nostri soldati sappiano davvero perche sono li a rischiare la loro vita ogni giorno? Forse non lo siamo, allora diciamo che ovunque in Afghanistan c’e la guerra tranne dove sono gli italiani. Hanno definito gli attentatori vigliacchi, e vero. Ma e altrettanto vigliacco, mi viene da dire, bombardare citta intere, uccidendo civili invece che militari e poi chiedere scusa per le stragi. Nemmeno una settimana fa un bombardamento americano ha raso al suolo un paese con le sue bombe, salvo poi chiedere scusa a tutto il mondo. Fa specie che la nostra sinistra, quella di Parlamento, contesta Bush per la missione in Afghanistan, scendendo anche in piazza per chiedere il ritiro delle truppe e non faccia lo stesso con Obama. Perche Obama e diverso, lui e un pacifista. Non va bene, per niente. Io chiedo il ritiro delle truppe non perche c’era Bush am perche ritengo l’uso delle armi non adatto alla democrazia, piuttosto ad una forma di imperialismo che esiste sin da quando esistono gli uomini. Tacito, storico romano di duemila anni fa, diceva “rubano, massacrano, rapinano e lo chiamano Impero e dove e il deserto dicono che e la pace”. Ecco quale e la logica della pace afghana, quello che in fondo sognamo tutti, il deserto. Perche solo il deserto puo essere considerato pace in una zona che ormai la pace non sa nemmeno cosa sia. Dico subito che non sono d’accordo con chi sostiene a spada tratta i taliban, perche comunque la si voglia mettere sono dei dittatori che per anni hanno oppresso la popolazione afghana con il gioco dei precetti religiosi. Pero mi chiedo cosa si sia ottenuto in otto anni di guerra. La democrazia in Afghanistan e lontana anche solo dall’essere pensata; le prime elezioni libere sono state segnate non solo dal sangue degli attentati taliban (che sono ancora forti in tutta la zona come hanno dimostrato) ma sono anche entrate forse nella storia del mondo come le elezioni piu false della storia: Karzai ha vinto, ma il 40% delle schede deve essere riconteggiato per brogli. Il presidente afghano, oltre che burattino degli Usa e anche schiacciato dai taliban e dai produttori di papavero (quello da cui si ricavano oppio ed eroina), e sostiene apertamente che l’Afghanistan da solo sarebbe schiacciato da una sanguinosa guerra civile. E allora il nostro cordoglio, la nostra indignazione per un attentato vile, diviene ipocrisia. Ipocrisia, perche tutti sapevano che quella non era una missione di pace, ma che i nostri soldati sono stati mandati in guerra a morire senza poter combattere, perche non hanno i mezzi e forse nemmeno la preparazione necessaria. In una bella intervista dell’Unita di oggi Gino Strada sostiene quello che sanno tutti, ma che nessuno nella stanza dei bottoni non ha mai voluto ammettere per convenienza politica: quella afghana non e mai stata un’operazione di pace. Abbiamo speso tre milioni di euro per la guerra, quando con gli stessi soldi si sarebbero costruiti ospedali, scuole, infrastutture, i veri elementi di esportazione della democrazia.
I pacifisti vengono definiti idioti, beceri, ottusi, persone che non capiscono che la guerra serve per costruire la pace. Dopo la guerra ci sono le conferenze di pace, per cui la guerra serve per costruire la pace; forse e questa la logica di chi, al governo e all’opposizione, sostiene che dobbiamo rimanere in Afghanistan, perche il popolo afghano ha ancora bisogno di noi, dei nostri insegnamenti democratici, delle nostre bombe intelligenti, delle nostre mine antiuomo (un dato interessante e che le mine antiuomo preferite dai terroristi in Afghanistan vengono prodotte in Italia!).
Forse saro anche ipocrita a chiedere che si cerchi una soluzione meno “democratica” delle bombe per esportare la democrazia. Forse saro pazzo a chiedere che venga aperta una trattativa, un tavolo, qualunque cosa per uscire da quello che oltre che il Vietnam americano ora rischia di diventare anche il nostro.
Gli inglesi (il ministro degli Esteri Jack Straw per essere precisi, non di certo famoso per le sue “ipocrisie pacifiste”) ha detto: “serviranno altri vent’anni prima che il popolo afghano impari a comprendere ed accettare la democrazia”. Forse era un modo diplomatico per dire che la democrazia non si esporta con le bombe, forse.

venerdì 4 settembre 2009

La democrazia l'e morta....

Avevo preparato un articolo in cui mi chiedevo se davvero i problemi dell'Italia fossero il funzionamento o meno del membro del Premier quando e successa tutta la questione Boffo, il caso delle querele all'Unita e il caso della querela e delle notizie "scoop" che Feltri ha fornito su Ezio Mauro, direttore di Repubblica. Tutti colpevoli, secondo il Premier di aver offeso la carica del presidente del Consiglio divulgando false notizie e illazioni su quella che e la vita sessuale del premier. Scendiamo nel dettaglio. Tutto inizia con la storia di Noemi, quando la moglie del Presidente (che poi altri non e che Silvio, detto anche Papi) manda una lettera alla Repubblica (giornale di De Benedetti, altro bersaglio di Feltri in questi giorni) dice di essere stanca delle scappatelle del marito e che vorrebbe chiedere il divorzio. Poi esce la storia della festa dei diciotto anni di tal Noemi Letizia, una ragazzina che dice di chiamare Berlusconi il Papi, perche lui la riempie di regali e lo chiama quando e triste per tirarsi su...almeno questo e quello che e apparso sui giornali. Allora succede che Repubblica chieda che cosa ci sia di vero in questa storia, con dieci domande, dieci, a cui sarebbe bastato rispondere, senza ipotizzare complotti della stampa comunista o altre cose simili. Poi esce il caso delle feste a Villa Certosa e i festini del Premier con le escort (su cui sta indagando la magistratura) e l'Unita (almeno questo un giornale di sinistra) chiede anche lui spiegazioni al premier su questa storia, e chiede spiegazioni nel solo modo possibile, facendo inchiesta. Ci si mette poi infine l'Avvenire, quotidiano della Cei (Conferenza Episcopale, non certo i comunisti!) che si chiede se, date le vicende personali, sia il caso che Berlusconi continui a dirigere il paese, dato che si trova in posizione ricattabile. Il nostro "novello duce" allora richiama al giornale di famiglia Vittorio Feltri, noto berlusconiano e amico del Premier. Un giornalista che io posso anche stimare per le sue idee, ma che non mi si venga a dire che nel caso di Boffo sia stato sguinzagliato dal Premier padrone per "cacciare quelli che mi danno ancora fastidio, i pochi che ancora vogliono le notizie in questo paese". Allora il fido Vittorio si mette di buona lena a scavare negli armadi dei contestatori e tira fuori la storia per molestie di Boffo. Fermo restando che non ho mai condiviso le posizioni di Boffo e del suo giornale, mi rendo conto che un attacco nei suoi confronti, per un reato di molestie a cui venne condannato ci pare un colpo decisamente basso se detto in questo momento. Viene poi la querela all'Unita, a cui viene chiesto un risarcimento pari a 200 mila euro, per quattro giornaliste, colpevoli di aver scritto su Berlusconi e su un presunto rapporto con le puttane, usiamo il termine adatto. Un clima da repressione, se ci mettiamo anche che le nomine Rai ormai sono tutte nelle sue mani e che il mezzo stampa (tranne qualche rara eccezione a cui stanno provvedendo a chiudere la bocca) e compattamente schierata al fianco di Berlusconi. Sentire che il Tg1 ormai somiglia sempre piu ad un cinegiornale che esalta le vittorie del Premier in campo internazionale fa un brutto pessimo effetto. La dittatura mediatica si trasforma in dittatura reale se non si corre subito ai ripari. Del resto il Papi non e nuovo ad attacchi alla liberta di stampa, ricordate il famoso editto bulgaro???
Se non si corre subito ai ripari si rischia davvero di vedere il paese di nuovo sprofondato nel baratro della dittatura, perche sono ben poche le differenze tra Berlusconi e Mussolini, anzi a dire il vero Berlusconi e anche peggio: Mussolini non aveva la televisione, senno chissa cosa avrebbe fatto.

martedì 4 agosto 2009

La mancanza di pensiero critico e cosa comporta....

Mi sono chiesto spesso perche in Italia le elezioni da quindici anni a questa parte vengono vinte da Berlusconi e dai suoi. Mi sono chiesto spesso del perche l'arroganza del potere di un ricco capitalista potesse affascinare tanti italiani e ancora piu spesso mi sono chiesto del perche tantep ersone lo votano nonostante sia forse uno dei premier piu inquisiti della storia d'Italia. Tutte queste domande hanno trovato risposta con una discussione avuta domenica...La gente ha perso la capacita critica dell'individuo, la capacita di analizzare e comprendere la realta dei fatti. La persona con cui parlavo mi ha detto "non c'e crisi perche la gente mangia fuori", sono le stesse parole usate dal premier per dire che l'Italia non e in crisi e che il nostro sistema politico ed economico e solido. Basterebbe leggere un qualunque giornale non italiano per sapere che quelle del Governo sono tutte menzogne, che in Italia la crisi c'e ed e anche particolarmente grave. Basterebbe leggere un qualunque rapporto di un ente del lavoro per sapere che da quando e nata la Repubblica il tasso di disoccupazione ha superato quello di occupazione, per la prima volta nella storia repubblicana il Paese sembra essere incapace di riprendersi non solo economicamente ma anche moralmente. Ascoltiamo tutti i telegiornali che dicono che va tutto bene e non ci chiediamo se e vero, se davvero tutto va bene oppure se le cose vanno a rotoli come dice tutto il mondo e come sarebbe facile capire se solo usasimmo il nostro cervello per pensare e non quello di un telegiornale o dei giornali di regime...Viene da chiedersi come e perche si e arrivati a questo annichilimento della mente umana a come si sia arrivati a non capire che ci ci governa non e solo inadatto perche e incostituzionale anche solo quando pensa, ma perche e una persona che pensa solo ai suoi personali interessi e non a quelli del Paese...allora sono riuscito a capire un'altra cosa...Berlusconi vince perche noi pensiamo prima a noi stessi e poi al Paese, non capiamo che il nostro benessere e anche quello del Paese e che solo attraverso la conoscenza critica ed il sapere dell'individuo.
Berlusconi vince perche ci sono italiani che sanno che gli ha tolto l'ICI dalla prima casa ma non sanno che togliendo l'ICI i comuni sono costretti ad aumentare le tasse per sopperire alle spese del mantenimento del Comune...vince perche ci sono italiani che non sanno che la CAI, la nuova Alitalia viene pagata da noi cittadini e non dai politici, vince perche continuiamo a guardare il nostro piccolo orticello non vedendo che intorno a noi esiste un mondo che si muove, che pensa e che critica. Vince perche le opposizioni non sono diverse da lui, e scelgono come strategia politica quello di abbassare il livello culturale dello scontro, abbassandosi al livello di chi della non cultura ha fatto una ideologia politica.
Vince perche nessuno dice che il re e nudo e tutti lo vedono come uno stratega e nessuno come un ladro e i pochi che lo dicono sono i cani che abbaiano alla luna...come e possibile uscire da tutto questo? Tornando ad alzare il livello del dibattito politico, tornando a fare politica di alto livello non gossip, tornando a dire alla gente che la liberta di pensare e un diritto, che il sapere critico si puo e si deve apprendere, che il mondo non si limita al Corriere dello Sport del lunedi mattina o alla puntata dell'Isola dei Famosi. Si deve informare la gente, con fatti e non solo con le parole, si deve dire alla gente le cose come stanno e non come appaiono. Allora, forse, torneremo ad essere un paese civile in cui esistono destra e sinistra che si affrontano politicamente e su questioni culturali e politiche invece che sul nulla politico e ideologico.

giovedì 2 luglio 2009

Inshallah....

Le elezioni in Iran, che hanno mobilitato il mondo in favore di quella che è stata chiamata la Rivoluzione Verde, mi ha fatto pensare ad una vecchia immagine storica di quando ero bambino: era il 1989 e gli studenti in Cina stavano protestando in Piazza Tienammen, l'immagine è quella di un ragazzo che cerca di fermare un carro armato solo con il suo corpo. Il carro armato sta lì, non sapendo come reagire, un'immagine che è rimasta impressa nella storia.
Perchè mi fa pensare all'Iran? Primo perchè da Piazza Tienammen sono passati vent'anni esatti e secondo perchè come in Cina sono stati gli studenti a contestare un voto che considerano illegittimo ed illiberale.
La rivolta chiedeva che venisse riconosciuta la volontà popolare e che il nuovo governo venisse formato non da Ahmadinejad, ma il riformista Mir Hossein Mousavi, che secondo il popolo ha vinto le elezioni.
Khamenei, ayatollah che apppogiava Ahmadinejad ha dato ancora una volta il suo appoggio al leader xenofobo, quasi nazista, e integralista.
Da un punto di vista geopolitico si potrebbe pensare che quella in Iran sia una "rivolta indotta" perchè il popolo non si ribella sotto dittatura. Inoltre quella iraniana, come molti altri paesi in Medio Oriente è una dittatura religiosa, una specie di stato vaticano islamico. Le decisioni vengono prese da Khamenei (e non da chi governa). Khamenei è erede di Khomeini, il leader della rivoluzione sciita e sebbene non sia più l'ayatollah a detenere direttamemte il potere sono comunque persone a lui legate o che la pensano come lui. Non esiste democrazia dove c'è dittatura, anche se velata e non esiste democrazia dove non ci sono i diritti fondamentali dell'individuo: libertà di parola, di espressione, di stampa e di opinione. Fino a che non verranno garantite queste poche ed elementari libertà in Iran (ma come in tanti altri paesi islamici) non ci potranno mai essere libere elezioni nè governi "legittimi".

giovedì 25 giugno 2009

errata corrige

Errata corrige...dove e scritto "influenza" leggasi "affluenza".

Sul referendum...

Domenica e lunedi ci sono stati in tutta Italia i referendum che chiedevano l'abrogazione della Legge Porcellum (definita cosi da suo stesso creatore, il Ministro Calderoli). La bassa influenza ha dato a chi ci governa due indicazioni precise: la prima e che gli italiani sono stanchi di votazioni su votazioni e su cose che nemmeno sono in grado di capire sino in fondo. Purtroppo non sono riuscito ad avere il testo delle due schede principali, quelle che chiedevano il premio di maggioranza alla singola lista e non alla coalizione. Il che riassunto significa questo: un partito che prende, ad esempio, il 35% delle preferenze si troverebbe ad avere la maggioranza assoluta sia alla Camera che al Senato. Ora, un simile sistema sarebbe possibile se in Italia non ci fosse al governo una persona con tendenze assolutistiche e napoleoniche. Se la legge fosse passata sarebbe stata una nuova Legge Acerbo, la stessa che nel 1923 consegno l'Italia a Mussolini...anche in quel caso la legge passo con i voti delle opposizioni e tutti ricordano come sia finita la storia...il PD ha rischiato di fare la stessa cosa, con la sua mania del voto utile e dell'odio atavico per le coalizione fatte da partiti che la possono pensare diversamente da loro (e in questo ci si deve mettere anche l'IDV) hanno cercato di estromettere dal sistema parlamentare tutti i partiti secondo il criterio "muoia Sansone e tutti i Filistei"...cioe, non governemo mai piu ma faremo in modo che nemmeno gli altri possano farlo, anche se in questo modo si consegna il Paese a chi fino a qualche settimana fa era il nemico numero uno. Mi spaventa l'ottusita con cui la dirigenza del Partito Democratico cerca di perseguire i suoi obiettivi, il modo in cui abbia scelto non di fare opposizione ma di consegnare le armi al nemico senza nemmeno provare a combattere...di come la storia rischia di ripetersi, di come i corsi e ricorsi storici ci riportano al 1923, quando l'allora partito liberale disse che la legge Acerbo "garantiva governabilita e stabilita al Paese".

domenica 14 giugno 2009

informazioni

Qualche dato reale sull'andamento dell'economia nel nostro paese

http://www.bloomberg.com/apps/quote?ticker=FTSEMIB%3AIND

lunedì 8 giugno 2009

Indicazioni di voto...analisi sul risultato elettorale...

All'apparenza niente di nuovo sul fronte occidentale sulle Europee ma qualcosa si muove in Italia.
Il Pdl del Presidente del Consiglio vince ma non stravince (35, 3%) ma perde voti il Pd, che si assesta al 26,1% (meglio del 22% con cui era partito ma decisamente peggio del 33% delle ultime politiche) sale invece Idv all' 8% e Udc di poco al 6,5% (dal 6,3% che aveva). Ho tenuto per ultima la Lega Nord, che potremmo considerare la vera vincitrice delle elezioni con il 10,2% (quasi tre punti percentuale in piu rispetto alle politiche). Analizziamo adesso nel dettaglio quanto avvenuto. Sul Pdl alla fine hanno pesato le vicende personali di Berlusconi: il caso di Noemi ma anche (e la mia speranza e di piu) l'utilizzo di aerei di Stato per scopi personali e il caso Mills...Sul Pd, piu che la campagna di Francenschini (condotta alla fine in maniera decorosa tanto che il PD ha guadagnato qualcosa) hanno pesato le scelte suicide fatte da Veltroni durante la sua segreteria. Invece e molto interessante il caso IDV e quello che comportera per la politica del Paese. La prima mossa e stata quella di eliminare la dicitura "Lista di Pietro" dal simbolo del Partito e la prossima mossa sara quella (spero) di dare all'IDV una vera e propria struttura di partito. E interessante notare che hanno preso maggiori voti i partiti che si oppongono di piu a Berlusconi e alle sue scelte politiche..in primis il referendum, ovvero IDV e UDC.
Escono invece dal Parlamento europeo per non aver raggiunto il 5%, Rifondazione Comunista e Sinistra e Liberta, le due liste di estrema sinistra. Anche questo un segnale che puo essere letto in due modi: il primo e che gli italiani ormai non sono estremisti, e che il tempo delle ideologie e sorpassato, il secondo (che ha mio avviso e quello che piu si avvicina alla realta) e che gli italiani non hanno compreso tutte le divisioni dell sinistra radicale, e non solo. Ognuno a sinistra del Pd ha votato per la propria corrente e non per il partito ottenendo un risultato paradossale: Rifondazione ha preso il 3,4% (insieme con il PDCI) Sinistra e Liberta il 3,1 %, se fossero andati uniti, come doveva essere, sarebbero arrivati al 6,5% come l'UDC.
Riassumendo possiamo dire che queste elezioni europee, almeno questa volta sono state un voto contro il bipolarismo che si profila in Italia e non contro questo o quel partito politico.
I dati sono visibili su tutti i giornali on line ma io ho scelto quello di Repubblica, che riporto qui di seguito nel caso si volesse controllare la veridicita di quanto detto sopra...

http://www.repubblica.it/index.html?refresh_ce

venerdì 5 giugno 2009

Coesistenza, primo passo verso la societa laica...

Non e semplice immaginare un'Italia dove possano coesistere insieme le tre grandi religioni monoteiste del mondo, Islam, ebraismo e cattolicesimo.
Nella nostra societa delle tre religioni una, quella ebraica, viene tollerata, mentre l'islamica viene ancora vista con diffidenza crescente, quasi con paura.
Voglio citare due episodi, avvenuti in due diverse parti del mondo ma che possono dare un'idea di quello che sta avvenendo in Italia: da un lato abbiamo Obama, Presidente degli USA che dice che i musulmani americani sono una risorsa per il paese, dall'altra Berlusconi che dice che Milano sembra l'Africa perche ci sono troppi nigeriani. Il pensiero esternato da Berlusconi (purtroppo) e lo stesso di molti italiani, forse troppi.

La questione non e legata al buonismo, che dobbiamo accogliere tutti e che ognuno e libero di fare quello che vuole. La questione, questa volta e un altra. Ho preso i nigeriani come esempio, ma posso anche prendere l'opposizione che trovano i musulmani a poter avere moschee e luoghi di preghiera sul suolo italiano o le difficolta che possono incontrare tutte le altre religioni che non sia quella cattolica. Questa chiusura mentale e uno dei limiti del nostro paese, uno dei fattori che non permette agli immigrati di fede musulmana di potersi integrare nel nostro paese. Senza luoghi di culto come e possibile chiedere che si possano integrare nella nostra societa? A meno che non si richieda la conversione a chi, non cattolico, entra in Italia si deve garantire liberta di culto, come stabilito dalla Costituzione:

Art. 8

Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

Detto questo non mi pare che la religione islamica o quella buddhista siano in contrasto con la Costituzione. E vero, esiste una parte estremista nell'Islam, ma esiste anche nel cattolicesimo, e nell'ebraismo.
Il simbolo che vedete qui accanto (Coexist -Coesistenza) sta a significare che senza la coesistenza delle confessioni religiose non puo esistere la pace e senza la pace non esiste la liberta e questo vale soprattutto per uno stato nazionale come l'Italia che, grazie ai flussi migratori, sta per diventare sempre piu eterogeo e multietnico; se la multietnicita non verra accettata come valore allora il problema immigrazione e destinato ad aggravarsi, se si cerchera una soluzione condivisa sara possibile anche accettare la diversita culturale e religiosa.
Quando questo avverra vivremo tutti meglio, cattolici, musulmani, buddhisti, atei e tutte le altre confessioni e ideologie che, appunto, coesistono.

venerdì 29 maggio 2009

Crisi profonda crisi

Mentre Governo ed opposizione si stanno preoccupando delle storie sentimentali del Presidente del Consiglio il Paese sta sprofondando in una crisi nera da cui sembra difficile uscire anche perche il Governo non ha intenzione di proporre soluzioni.
Questo e quello che un ora fa ha detto Mario Draghi, direttore di Bankitalia...e non un comunista estremista. Vale la pena leggere con attenzione queste parole e trarne le dovute conseguenze...

http://www.apcom.net/newseconomia/20090529_114800_430a893_63176.html.

Fondamentalmente si sostiene che il PIL sia destinato a calare fino al 5% entro fine 2009 e che la ripresa (ma questa e solo una mia idea che spero venga smentita dai fatti) sara lenta, molto lenta. L'Italia e stata colpita dalla crisi, come tutto il mondo e quindi non si puo fare una colpa al Governo della crisi...ma una cosa la posso dire, il Governo non ha ancora deciso come affrontare la crisi o se lo ha fatto lo sta facendo nel peggiore dei modi: sostenere che non e vero che siamo in crisi e stare fermi ad aspettare che passi invece che prendere contromisure.

domenica 17 maggio 2009

Immigrazione

Partiamo dalla constatazione che alcuni provvedimenti del decreto immigrazione (contenuti nel Lodo Alfano appena approvato) sono ad alto contenuto razzista e di vago sapore fascista. Sotto molti aspetti possono ricordare alcuni passaggi delle leggi razziali del 1938 e possono essere interpretati come odio razziale.
Il problema e che stiamo affrontando la questione nel modo sbagliato. E inutile che Franceschini – segretario del Partito Democratico – sia di volta in volta portavoce di Onu, Unione Europea o Cei. Il problema dell’immigrazione esiste e in qualche modo deve essere risolto. La Spagna, per esempio, non permette alle navi di attraccare al porto e le respinge da dove sono venute (di solito le coste libiche). Ovvio che in mezzo a mille persone ci sono anche persone che hanno diritto a quello che il diritto internazionale definisce “diritto di asilo”, ma su mille tutti e mille sono perseguitati politici? Mi sembra ovvio che non puo essere cosi.
Ma in cosa consiste esattamente la richiesta di asilo politico, come si richiede e chi ne ha diritto?
http://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_di_asilo.
Da qui e possibile ricavare che cosa sia esattamente il diritto di asilo e chi ne ha diritto. Leggendo risulta ovvio che ci sono dei requisiti che devono essere soddisfatti e che non sempre sono rispettati da chi entra in Italia. Insomma, non basta non avere soldi e aver fatto la traversata per poter entrare! Non si puo pretendere che chi entra in Italia abbia gia trovato lavoro, ma possiamo pretendere che entro un tot di tempo (stabilito per legge che una volta stabilito deve essere rispettato). Non solo, dove possibile vanno controllati tutti quelli che entrano (durante il periodo di permanenza nei CPT) chi non dotato di passaporto verra reimbarcato, in modo che resti solo chi potenzialmente puo richiedere il permesso di soggiorno. Ovviamente per poter risiedere in Italia devi conoscere quali sono i tuoi diritti e i tuoi doveri e se commetti un errore (una volta che ti e stato concesso il permesso di restare) ne devi pagare le conseguenze. Cosi come hai diritto alla casa, al lavoro hai anche il dovere di prendere parte alla vita politica del Paese e rispettarne le leggi e la Costituzione. Se entro un tot di tempo, in qualita di immigrato non ti sei ancora adeguato al sistema allora vieni accompagnato alla frontiera. Nei paesi scandinavi esiste un sistema di controllo sull’immigrazione molto rigido. Esiste un sussidio di disoccupazione che mi permette di vivere fino a che non trovo lavoro, se entro poniamo un anno sono ancora disoccupato lo stato decide di rimpatriarmi.
Lo scopo deve essere quello di “integrare” non di “accogliere” in modo buonista come sostiene il PD. Non mi stanchero mai di ripetere che una societa multirazziale funziona se tutti sono integrati nel sistema e ne accettano le leggi, i diritti e i doveri.

domenica 10 maggio 2009

Sempre piu verso un opposizione etica

La campagna per le elezioni europee di quest’anno mette una immane tristezza. Immane tristezza perche dal dibattito politico del nostro Paese pare essere definitivamente uscita la parola politica che ha lasciato il posto alla parola “gossip”. A quanto pare, con tutti i problemi che ci troviamo ad affrontare e con tutte le “deficienze” del governo nel proporre una soluzione credibile alla crisi, il Partito Democratico sembra essere piu concentrato sui problemi personali di Berlusconi che non sul proporre una chiara alternativa alla politica del centro destra. Immagino un nuovo fallimento del Partito Democratico e un nuovo trionfo del Popolo delle Liberta a queste elezioni, per un motivo molto semplice: il Partito Democratico non viene percepito (nemmeno dai suoi elettori ormai!) come una vera alternativa a Berlusconi.
Appena nato aveva suscitato speranza in tutti quelli che erano stanchi di una politica fatta di accuse reciproche e di non governabilità del Paese. L’entusiasmo del primo discorso di Veltroni aveva contagiato tutti quelli che credevano che fosse ora che la sinistra diventasse liberale e si staccasse definitivamente dal comunismo, diventando finalmente quella sinistra moderna che hanno tutti i paesi del mondo. La scelta di correre da soli era dettata dalla necessita di uscire da un impasse in cui la politica italiana si era infilata, un tunnel senza ritorno di non decisionismo e dibattiti sulle persone. Veltroni ha cercato di cambiare la politica italiana ma in poco meno di un anno di opposizione e riuscito a fare il procedimento opposto a quello che voleva fare. Il Partito Democratico, che doveva essere l’alternativa liberale al Popolo delle Liberta, ha fatto esattamente il procedimento opposto diventando piu realista del re. Un esempio eclatante (ancor prima che sul divorzio del premier) e stato il non – dibattito sulla legge del testamento biologico. Nessuna discussione, nessun dibattito, solo la linea politica estremamente confusa di chi non sapeva esattamente cosa andava a votare o perche. Il dibattito del Partito Democratico, in quella occasione, venne incentrato sulla morte della Englaro o sul fatto che Berlusconi andasse contro quello che era il volere della Corte di Cassazione, non centrando affatto quello che era il reale motivo del dibattito: la liberta violata di un singolo individuo. Ora ci si mette il divorzio del premier. Il messaggio del Partito Democratico e il seguente: visto che il premier sta per divorziare non puo rappresentare i valori della famiglia presso lo stato. Dio, patria e famiglia, insomma. La tendenza suicida del Partito Democratico diventa ancora piu evidente se ascoltiamo i vari discorsi del suo segretario che trasudano vecchia DC da ogni parte, e che a mio avviso sono vecchi e trapassati come quelli di chi propone l’avvento del comunismo e la dittatura del proletariato. A sinistra non si e evoluto il pensiero politico che e diventato semplicemente un miscuglio di comunismo e cattolicesimo che ha riproposto un catto comunismo moralista e in salsa democristiana e conservatrice. Strano che la posizione piu a sinistra su questioni come il testamento biologico e la fecondazione assistita sia stata quella di Gianfranco Fini, da sempre considerato come un fascista camuffato da democristiano, strano che il PDL stia diventando davvero liberale e il PD stia diventando conservatore. Se si vuole tornare a vincere non basta cambiare segretario, serve cambiare dal profondo la mentalita della classe dirigente, che dovrebbe imparare ad affrontare un dibattito politico seguendo il principio di “cio che e giusto per lo Stato e per i diritti dell’individuo” e non di “cio che e giusto per la morale”.

lunedì 4 maggio 2009

In Europa...ma con chi?

Manca poco ormai alle prossime elezioni europee e il la posizione del PD (Partito Democratico) sembra essere ancora piu confusa e complicata di quello che era qualche mese fa, quando il Partito discuteva sulla sua collocazione europea: PPE o PSE? Ora, a pochi mesi dalle elezioni europee il dibattito si fa ancora piu confuso e difficile e, se possibile, ridicolo. Si, perche saremo il solo Paese al mondo che avra un partito spaccato in due nel Parlamento Europeo visto che pare che la componente DS del PD andra nel Partito Socialista Europeo (dove sarebbe la naturale collocazione di un partito di sinistra riformista e progressista) mentre quella della Margherita (e quindi la componente teo-con) andra nel Partito Popolare Europeo (dove milita anche il PDL di Berlusconi)…Ora, in questa situazione la prima cosa che salta agli occhi e la evidente schizofrenia di un partito che non ha ancora una linea politica definita e chiara da dare ai suoi elettori. Il fatto che si litighi su una collocazione che dovrebbe essere scontata la dice lunga su come e quanto la tanto voluta “operazione PD” sia fallimentare sino a questo punto. E un partito che e stato incapace di costruire un opposizione, che non ha mai avuto sinora un Segretario capace di tenere insieme le tante (troppe) anime del partito, e non e riuscito a dare quell’impronta liberale che avrebbe dovuto avere il partito a differenza del conservatorismo che da sempre caratterizza la destra. La sinistra italiana ha scelto come suo “manifesto politico” un testo di Pietro Alesina (docente di economia presso l’ università di Harvard, dal titolo anche abbastanza eloquente: Il Liberismo e di sinistra. Ora, questo libro, che seppur non essendo male non puo essere certo considerato un manifesto liberale, visto e considerato che prende in considerazione solo il lato economico della questione e non quello (a mio avviso molto piu urgente) politico e sociale. Il PD si professa liberale e laico (ma da che mondo e mondo un partito politico di una nazione a meno che non sia una teocrazia) dovrebbe essere considerato laico, senza specificarlo addirittura nel proprio statuto! Il laicismo dovrebbe essere un dato di fatto, cosa che invece non e. Un partito che si definisce liberale deve innanzi tutto difendere quelli che sono gli interessi liberali (la maggior parte derivanti dalla Costituzione dell’uomo e dell’individuo della Rivoluzione Francese e prima di quella Americana), e non essere dalla parte della Chiesa e dei dettami del Vaticano. Con questo non intendo dire che si debba essere atei, ma semplicemente che la fede in una religione debba essere qualcosa di diverso dal modo di gestire uno Stato. Il PD sembra andare sempre piu verso una sorta di specchio riflesso del PDL, un partito che dice il contrario a priori senza fare pero una vera e propria opposizione di contenuto e di politica alla coalizione di maggioranza. In una simile situazione sarebbe molto pericoloso arrivare al bipartitismo, perche il PD non e ancora un partito ma un semplice cartello elettorale, come del resto non e un partito nemmeno il PDL che dovremmo considerare un altro cartello elettorale. Per far nascere un partito non basta un Congresso e qualche dichiarazione di comune accordo per far vedere al popolo la Grande Unione, serve una linea politica definita, serve un leader che sia democraticamente eletto e che sia legittimato ad essere leader, serve che il segretario del Partito non sia anche a capo del Governo e serve che si inizi a fare opposizione sui contenuti invece che sulle persone. In questo modo il PD capira non solo quale e la sua collocazione europea (che quanto detto sopra e in evidente contrasto con le linee del PPE) ma alla fine lo rendera anche un vero e proprio partito di opposizione, laico, progressista e davvero democratico.

martedì 28 aprile 2009

RIFORME CONDIVISE....?

Ieri sera ospite a Porta a Porta, programma condotto da Bruno Vespa su Raiuno, c’era Dario Franceschini, segretario del Partito Democratico. Come ogni volta che si parla di riforma della Costituzione viene nuovamente tirato fuori un vecchio discorso: quello delle riforme condivise. Cosa vuol dire esattamente questa parola (che ad un elettore intelligente farebbe gelare il sangue nelle vene?); in breve vuol dire che Governo ed opposizione collaborano (!) per modificare le leggi costituzionali.
Partiamo da un presupposto: la nostra Costituzione in alcuni punti deve essere modificata, perche tiene il Paese ancorato al passato post fascista e impedisce il potere decisionale ad un Presidente del Consiglio che si limita solo a ratificare le decisioni che vengono prese dal Parlamento. Questa pratica allunga i tempi decisionali del Governo italiano che credo sia uno dei piu inconcludenti del mondo. Non solo, l’altro punto che era stato discusso (e qui devo dare ragione a Franceschini) e quello della riforma elettorale…non e possibile che ogni volta che si cambia Governo viene proposta una nuova legge elettorale che di solito e completamente quella precedente. In questa condizione mi pare abbastanza ovvio che la situazione politica del Paese sia instabile e che nessuno delle due parti politiche sia in grado di garantire governabilità al Paese.
Queste sono le motivazioni che devono spingere a modificare la Costituzione, per attualizzarla ad un mondo che cambia, ad una nazione che deve uscire dal suo indecisionismo cronico.
Il problema e pero che non deve essere la classe politica al Governo a riscrivere la Costituzione. Per una questione endemica che tutti possono comprendere e immaginare. Una classe politica al potere che modifica una Costituzione non fara altro che modificarla a proprio favore, trasformandosi da “classe eletta dal popolo” in “classe eletta da Dio”. Non solo, sono fortemente dubbioso sul fatto che la nostra classe politica oggi sia in grado di modificare la Costituzione senza fare danni al Paese che si possono rivelare irreversibili.
Il discorso sulle riforme condivise e complicato e non e possibile liquidarlo in poche righe. Non e, come sostiene Veltroni, che sinistra e destra “fanno riforme insieme”. Il discorso e che nel resto del mondo le componenti politiche non sono ottuse nella difesa della loro posizione e non vedono chi sta al governo come “nemico” ma come un avversario.
Come si possono fare riforme condivise se ci stiamo ancora rinfacciando i morti della Seconda Guerra Mondiale? Come si possono fare riforme condivise con chi sostiene che i Repubblichini di Salo devo essere equiparati ai partigiani perche sono morti per la patria (dimostrando non tanto il fatto di essere fascista, quanto il fatto di essere un pericoloso sostenitori degli umori di una parte del popolo?).
Riforme condivise significa collaborazione, non che il Governo propone e l’opposizione ratifica, come avviene in Italia. Riforme condivise significa che vengono prese in considerazione le proposte dell’opposizione, e non che queste ogni volta vengono bocciate come comuniste o altri termini che sanno di anni Quaranta. L’ignoranza non permette di fare un dibattito politico serio e di conseguenza non permette nemmeno la maturita per un dialogo sulle riforme.

sabato 25 aprile 2009

I Ribelli della montagna (Buon 25 aprile a tutti)

Dalle belle città date al nemico fuggiammo via su per le aride montagnecercando libertà tra rupe a rupecontro la schiavitù del suol traditolasciammo case, scuole ed officinemutammo in caserme le vecchie cascine armammo le mani di bombe e mitragliatemprammo cuori e muscoli in battagliaSiamo i ribelli della montagna viviam di stenti e di patimenti ma quella fede che ci accompagna sarà la legge dell'avvenirSiamo i ribelli della montagna viviam di stenti e di patimenti ma quella legge che ci accompagna sarà la fede dell'avvenirLa giustizia è la nostra disciplinalibertà è l'idea che ci avvicinarosso sangue è il color della bandierapartigiani dalla folta ardente schieraSUlle strade dal nemico assediatelasciammo talvolta le carni straziatesentimmo l'ardore per la grande riscossasentimmo l'amor per patria nostraSiamo i ribelli della montagna viviam di stenti e di patimenti ma quella fede che ci accompagna sarà la legge dell'avvenirSiamo i ribelli della montagna viviam di stenti e di patimenti ma quella legge che ci accompagna sarà la fede dell'avvenirSiamo i ribelli della montagna viviam di stenti e di patimenti ma quella fede che ci accompagna sarà la legge dell'avvenirSiamo i ribelli della montagna viviam di stenti e di patimenti ma quella legge che ci accompagna sarà la fede dell'avvenirSiamo i ribelli della montagna viviam di stenti e di patimenti ma quella fede che ci accompagna sarà la legge dell'avvenir.

BUON 25 APRILE!

giovedì 23 aprile 2009

La liberta di stampa....

Sembra essere come sempre il dibattito dell'anno in Italia, se esiste la liberta di stampa, se esiste la satira, se siamo in dittatura oppure se e una dittatura quella che stiamo vivendo. Ancora una volta e successo tutto da Santoro, e devo dire che il terremoto in Abbruzzo ha dato il peggio della stampa italiana. E non parlo solo di Santoro, che ha fatto una puntata a senso unico del suo Annozero facendo apparire la protezione civile come una masnada di poveri coglioni o di persone incompetenti che non hanno voluto dare retta al profeta di turno (quel tizio che in buona fede aveva detto che ci sarebbe stato un terremoto sbagliando pero la data e il luogo) e a dire che sono arrivati tardi, che le tende erano poche e che era colpa del governo (Travaglio) ma tutto questo e solo la conclusione di una settimana di "ordinaria follia". La morte e diventata spettacolo, il dolore di chi non ha piu niente deve suscitare pieta perche tutti possano dire poverini mentre sono a cena. Tutto e spettacolo, un Grande Fratello mediatico che controlla tutto nel nostro mondo. E allora capita di vedere il TG1 che snocciola dati di audience in occasione del terremoto dicendo che tutte le sue edizioni del telegiornale hanno avuto piu del 50% di share, qualcuno dire al capo dei pompieri, "ci dica quali sono i danni...ma faccia presto devo mandare la pubblicita"...un altro giornalista (stavolta del tg5) chiedere ad un tizio perche dorme in macchina (dopo avergli bussato in macchina svegliandolo ovviamente), un altro (stavolta del Tg2) chiedere "la prego ci parli della sua tragedia".
Ecco, questo lo chiamerei "sciacallaggio mediatico". Come chiamerei "sciaccallaggio mediatico" la puntata di Santoro in cui si faceva si inchiesta contro le istituzioni del governo. Quello di Santorono non e inchiesta, e un giornalismo di parte, che la si smetta di dire che la liberta di stampa in Italia dipende dal fatto che Santoro lavori in meno in Rai. La cacciata di Vauro forse era eccessiva, perche Vauro e un disegnatore e a me la vignetta che aveva ironizzato sui morti a me non faceva ne rabbia, ne disgusto ma solo un immane pena, per chi non sa fare silenzio nemmeno davanti ad una tragedia.

domenica 19 aprile 2009

Se Berlusconi va alle celebrazioni del 25 aprile...

Su tutti i giornali di oggi e comparsa la notizia che probabilmente Silvio Berlusconi prendera parta alle celebrazioni del 25 aprile a Milano insieme a Dario Franceschini, Segretario del PD. La notizia, che deve essere ancora confermata, non sarebbe di tanto rilievo se non fosse che Berlusconi aveva sempre boicottato il 25 aprile come festa nazionale, definendola solo una festa dei comunisti. Ora, lasciando da parte il vecchio discorso sul chi abbia pagato di piu la Resistenza va detto che il 25 aprile e una festa nazionale, e come tale dovrebbe essere rispettata e onorata. Non e una festa di comunisti, o di fascisti, e la festa del popolo italiano che si liberava dalla dittatura dopo venti anni ed e la festa di tutti coloro che ancora credono nel dialogo e nella democrazia e che si oppongono alla dottrina del "pensiero unico". Le motivazioni che spingono Berlusconi a prender parte al venticinque aprile saranno indubbiamente politiche (ormai penso che anche i muri sappiamo che Berlusconi ambisce alla Presidenza della Repubblica) ma, dice un vecchio proverbio, a "caval donato non si guarda in bocca". Una sola speranza, che la sinistra, quella che ogni 25 aprile scende in piazza non inizi a dire "Berlusconi in piazza non lo vogliamo". Sarebbe come dire che il 25 Aprile, la festa di Liberazione non e di tutti, non e nazionale ma e solo di una parte politica.

mercoledì 8 aprile 2009

SAN MARTINO DEL CARSO (Ad un popolo orgoglioso)

Di queste case non è rimasto che qualche brandello di muro.
Di tanti che mi corrispondevano non è rimasto neppure tanto.
Ma nel mio cuore nessuna croce manca.
è il mio cuore il paese più straziato.

GIUSEPPE UNGARETTI- San Martino del Carso

giovedì 2 aprile 2009

Partito Liberale in Italia???

In Italia avviene un fenomeno strano...siamo credo il solo Paese in cui non esiste un partito liberale, non tanto come nome quanto come idee. Sarebbe utile cercare di capire per quale motivo quella parola in Italia suoni quasi come una parolaccia o come una cosa che non si deve pronunciare a destra come a sinistra.
Oppure avviene il contrario, tutti, a destra come a sinistra dicono di essere liberali. Eppure, nessuno di quelli che dicono di essere tali sono davvero liberali, forse perchè ne ignorano il significato, oppure lo confondono con il "liberismo" che è una cosa diversa e non in necessaria relazione con il "liberalismo".

[...] un liberale americano non sarebbe chiamato liberale in nessun Paese europeo; lo chiameremmo un radicale di sinistra. Viceversa, un liberale italiano negli Stati Uniti sarebbe definito un conservatore.[1] ».
Questa definizione di Sartori spiega abbastanza bene una situazione anomala per l'Italia. Un movimento liberale, basato sui pensatori liberali come Locke, Rosseau (che se lo avesse saputo che un giorno avrebbero detto che era a favore dello stalinismo si sarebbe rivoltato nella tomba!) e quelli che in Francia avevano dato avvio all'illuminismo non è mai esistita, almeno non nella storia repubblicana. Forse andando indietro nel tempo possiamo trovare qualche pensatore liberale, tra quelli che hanno fatto il Risorgimento e tra gli illuministi italiani (di cui siamo sempre soliti dimenticarci!). Analizzare le cause del fallimento del movimento liberale in Italia potrebbe essere utile per capire e spiegare quello che è successo al nostro paese. Forse leggere Popper bene ci potrebbe davvero aprire gli occhi su cosa voglia dire "essere liberale". Forse i veri liberali in Italia non hanno mai trovato un partito o una casa comune, forse le poche volte che sono esistiti sono spariti nel nulla perchè da queste parti la hanno sempre vinta i conservatori. Quelli di destra per cultura, quelli di sinistra perchè non si sono preoccupati di leggere, oltre il loro caro e amato Marx personaggi come Locke, Rosseau e Voltaire...

venerdì 27 marzo 2009

La legge morale

Ieri è stato discusso e approvato in Parlamento il decreto legge sul fine vita.
Un decreto legge illiberale e vagamente incostituzionale che nega l'esistenza dell'accanimento terapeutico e di fatto impedisce al singolo di disporre del proprio corpo come meglio crede.
Avevo già detto nell'ultimo post quello che pensavo di questa discussione e qui voglio solo ribadire quanto già detto: sono contrario alle imposizioni, in un senso o nell'altro. Per essere ancora più chiari mi oppongo alle cure di stato così come mi oppongo per le sospensioni di stato. Ogni individuo, in base alla propria religione, opinione, deve essere libero di decidere come e quando morire, senza che debba esistere uno stato che imponga una morale in un senso oppure nell'altro.
Quello che voglio dire è che uno Stato non può imporre per legge una cura o una morte di Stato.
Non possiamo imporre a nessuno come morire, perchè lo Stato non deve imporre una morale ai propri cittadini, nel momento in cui questo avvenisse, la "morale di Stato" ci trasformerebbe in una dittatura invece che in una democrazia. Cerchiamo di fare attenzione alle scelte...perchè il confine tra libertà e dittatura è sempre molto, troppo sottile.

domenica 8 febbraio 2009

Libertà di vita...o di morte.

"Ogni individuo, per natura, nasce libero". Che legame una delle leggi fondamentali del Diritto Naturale con il caso che in questi giorni sta spaccando l'Italia...ovvero il caso di Emanuela Englaro, la donna in coma da 17 anni e a cui nessuno vuole concedere dignitosa morte? Parto da una considerzione personale: sono convinto che ognuno possa essere libero di fare della propria vita quello che meglio crede. Sono dell'idea che ognuno di noi possa essere libero di scegliere se vivere o morire, in che modo questo debba avvenire e con quale modalità.
Ovviamente per ogni caso di eutanasia ci sono delle verifiche da fare (mi baso su quanto scritto sul Decreto sull'Eutanasia dello stato di Washington, Usa): prima di poter procedere nell'eutanasia si deve essere assolutamente sicuri che il male della persona sia effettivamente irreversibile, che le sue condizioni mentali lo rendano capace di intendere e di volere, e che ci sia la piena volontà dell'individuo nella scelta...Ora, il caso della Englaro è diventato il caso da strumentalizzare tra i "difensori della vita" e i "dispensatori di morte". La stessa logica che pressapoco alimentò il referendum sulla fecondazione assistita: nessuno si preoccupò di spiegare veramente cosa significava applicare quelle leggi così come oggi nessuno spiega esattamente cosa voglia dire "sospensione dell'alimentazione"...allora tutti a giudicare cosa è giusto o cosa e sbagliato, cosa sia possibile e cosa non sia possibile fare. Berlusconi sta usando il caso Englaro per attaccare di nuovo ed in maniera ancora più pesante alla libertà e superiorità della Corte Costituzionale. Il decreto legge emanato dal suo stesso governo che scavalca il decreto legge della Corte Costituzionale non si preoccupa della volontà della ragazza o di quella del padre o di quella della Legge ma decide arbitrariamente cosa fare.
Del resto, in un simile caso, quando la persona in questione non può esprimere la propria volontà forse si dovrebbe solo fare silenzio, e pensare cosa vorremmo se anche noi fossimo nelle stesse condizioni. Chiedersi se quella è vita e chiedersi se la volontà di una persona possa essere strumentalizzata anche davanti alla morte. Chiedersi se la morte di una persona possa essere ogetto di un dibattito politico e se possa diventare un caso in cui ognuno espone il proprio pensiero...senza però sapere quello di cui sta parlando o ignorando quelli che sono il reale svolgimento dei fatti.

domenica 11 gennaio 2009

12 gennaio 1999

Dieci anni eppure ne sembrano passati almeno cinquanta.
Dieci anni soli da quando ci hai lasciato e da quando le tue parole sono diventate come pietre nei nostri cuori e come neve sottile nella nostra storia. Da quando ogni tua canzone viene cantata da generazioni intere e da quando hanno iniziato a capire che non eri solo un cantante, che le tue non erano solo canzonette ma che tu eri la poesia e sei la poesia.
Ognuno di noi e cresciuto con le tue canzoni e a ognuno di noi le tue canzoni hanno regalato qualcosa, un sogno, una speranza un desiderio...Ognuno di noi sa che la tua parola lo accompagnera per sempre, giudice di una borghesia ipocrita e cantore degli ultimi, che saranno i primi ad entrare nel tuo paradiso personale.
Ci hai ricordato che Gesu era crocefisso in mezzo a due ladroni, e che Maria era una donna che ha pianto suo figlio come ogni madre. Ci hai fatto cantare, sognare piangere e sperare.
Ci manchera la tua chitarra che inizia dove finiscono le tue dita.
Grazie Faber.
Ci manchi.