domenica 11 gennaio 2009

12 gennaio 1999

Dieci anni eppure ne sembrano passati almeno cinquanta.
Dieci anni soli da quando ci hai lasciato e da quando le tue parole sono diventate come pietre nei nostri cuori e come neve sottile nella nostra storia. Da quando ogni tua canzone viene cantata da generazioni intere e da quando hanno iniziato a capire che non eri solo un cantante, che le tue non erano solo canzonette ma che tu eri la poesia e sei la poesia.
Ognuno di noi e cresciuto con le tue canzoni e a ognuno di noi le tue canzoni hanno regalato qualcosa, un sogno, una speranza un desiderio...Ognuno di noi sa che la tua parola lo accompagnera per sempre, giudice di una borghesia ipocrita e cantore degli ultimi, che saranno i primi ad entrare nel tuo paradiso personale.
Ci hai ricordato che Gesu era crocefisso in mezzo a due ladroni, e che Maria era una donna che ha pianto suo figlio come ogni madre. Ci hai fatto cantare, sognare piangere e sperare.
Ci manchera la tua chitarra che inizia dove finiscono le tue dita.
Grazie Faber.
Ci manchi.