"Ogni individuo, per natura, nasce libero". Che legame una delle leggi fondamentali del Diritto Naturale con il caso che in questi giorni sta spaccando l'Italia...ovvero il caso di Emanuela Englaro, la donna in coma da 17 anni e a cui nessuno vuole concedere dignitosa morte? Parto da una considerzione personale: sono convinto che ognuno possa essere libero di fare della propria vita quello che meglio crede. Sono dell'idea che ognuno di noi possa essere libero di scegliere se vivere o morire, in che modo questo debba avvenire e con quale modalità.
Ovviamente per ogni caso di eutanasia ci sono delle verifiche da fare (mi baso su quanto scritto sul Decreto sull'Eutanasia dello stato di Washington, Usa): prima di poter procedere nell'eutanasia si deve essere assolutamente sicuri che il male della persona sia effettivamente irreversibile, che le sue condizioni mentali lo rendano capace di intendere e di volere, e che ci sia la piena volontà dell'individuo nella scelta...Ora, il caso della Englaro è diventato il caso da strumentalizzare tra i "difensori della vita" e i "dispensatori di morte". La stessa logica che pressapoco alimentò il referendum sulla fecondazione assistita: nessuno si preoccupò di spiegare veramente cosa significava applicare quelle leggi così come oggi nessuno spiega esattamente cosa voglia dire "sospensione dell'alimentazione"...allora tutti a giudicare cosa è giusto o cosa e sbagliato, cosa sia possibile e cosa non sia possibile fare. Berlusconi sta usando il caso Englaro per attaccare di nuovo ed in maniera ancora più pesante alla libertà e superiorità della Corte Costituzionale. Il decreto legge emanato dal suo stesso governo che scavalca il decreto legge della Corte Costituzionale non si preoccupa della volontà della ragazza o di quella del padre o di quella della Legge ma decide arbitrariamente cosa fare.
Del resto, in un simile caso, quando la persona in questione non può esprimere la propria volontà forse si dovrebbe solo fare silenzio, e pensare cosa vorremmo se anche noi fossimo nelle stesse condizioni. Chiedersi se quella è vita e chiedersi se la volontà di una persona possa essere strumentalizzata anche davanti alla morte. Chiedersi se la morte di una persona possa essere ogetto di un dibattito politico e se possa diventare un caso in cui ognuno espone il proprio pensiero...senza però sapere quello di cui sta parlando o ignorando quelli che sono il reale svolgimento dei fatti.