Ieri è stato discusso e approvato in Parlamento il decreto legge sul fine vita.
Un decreto legge illiberale e vagamente incostituzionale che nega l'esistenza dell'accanimento terapeutico e di fatto impedisce al singolo di disporre del proprio corpo come meglio crede.
Avevo già detto nell'ultimo post quello che pensavo di questa discussione e qui voglio solo ribadire quanto già detto: sono contrario alle imposizioni, in un senso o nell'altro. Per essere ancora più chiari mi oppongo alle cure di stato così come mi oppongo per le sospensioni di stato. Ogni individuo, in base alla propria religione, opinione, deve essere libero di decidere come e quando morire, senza che debba esistere uno stato che imponga una morale in un senso oppure nell'altro.
Quello che voglio dire è che uno Stato non può imporre per legge una cura o una morte di Stato.
Non possiamo imporre a nessuno come morire, perchè lo Stato non deve imporre una morale ai propri cittadini, nel momento in cui questo avvenisse, la "morale di Stato" ci trasformerebbe in una dittatura invece che in una democrazia. Cerchiamo di fare attenzione alle scelte...perchè il confine tra libertà e dittatura è sempre molto, troppo sottile.