Ieri sera ospite a Porta a Porta, programma condotto da Bruno Vespa su Raiuno, c’era Dario Franceschini, segretario del Partito Democratico. Come ogni volta che si parla di riforma della Costituzione viene nuovamente tirato fuori un vecchio discorso: quello delle riforme condivise. Cosa vuol dire esattamente questa parola (che ad un elettore intelligente farebbe gelare il sangue nelle vene?); in breve vuol dire che Governo ed opposizione collaborano (!) per modificare le leggi costituzionali.
Partiamo da un presupposto: la nostra Costituzione in alcuni punti deve essere modificata, perche tiene il Paese ancorato al passato post fascista e impedisce il potere decisionale ad un Presidente del Consiglio che si limita solo a ratificare le decisioni che vengono prese dal Parlamento. Questa pratica allunga i tempi decisionali del Governo italiano che credo sia uno dei piu inconcludenti del mondo. Non solo, l’altro punto che era stato discusso (e qui devo dare ragione a Franceschini) e quello della riforma elettorale…non e possibile che ogni volta che si cambia Governo viene proposta una nuova legge elettorale che di solito e completamente quella precedente. In questa condizione mi pare abbastanza ovvio che la situazione politica del Paese sia instabile e che nessuno delle due parti politiche sia in grado di garantire governabilità al Paese.
Queste sono le motivazioni che devono spingere a modificare la Costituzione, per attualizzarla ad un mondo che cambia, ad una nazione che deve uscire dal suo indecisionismo cronico.
Il problema e pero che non deve essere la classe politica al Governo a riscrivere la Costituzione. Per una questione endemica che tutti possono comprendere e immaginare. Una classe politica al potere che modifica una Costituzione non fara altro che modificarla a proprio favore, trasformandosi da “classe eletta dal popolo” in “classe eletta da Dio”. Non solo, sono fortemente dubbioso sul fatto che la nostra classe politica oggi sia in grado di modificare la Costituzione senza fare danni al Paese che si possono rivelare irreversibili.
Il discorso sulle riforme condivise e complicato e non e possibile liquidarlo in poche righe. Non e, come sostiene Veltroni, che sinistra e destra “fanno riforme insieme”. Il discorso e che nel resto del mondo le componenti politiche non sono ottuse nella difesa della loro posizione e non vedono chi sta al governo come “nemico” ma come un avversario.
Come si possono fare riforme condivise se ci stiamo ancora rinfacciando i morti della Seconda Guerra Mondiale? Come si possono fare riforme condivise con chi sostiene che i Repubblichini di Salo devo essere equiparati ai partigiani perche sono morti per la patria (dimostrando non tanto il fatto di essere fascista, quanto il fatto di essere un pericoloso sostenitori degli umori di una parte del popolo?).
Riforme condivise significa collaborazione, non che il Governo propone e l’opposizione ratifica, come avviene in Italia. Riforme condivise significa che vengono prese in considerazione le proposte dell’opposizione, e non che queste ogni volta vengono bocciate come comuniste o altri termini che sanno di anni Quaranta. L’ignoranza non permette di fare un dibattito politico serio e di conseguenza non permette nemmeno la maturita per un dialogo sulle riforme.
Non condivido nulla di ciò che dici ma sono disposto a morire per difendere il tuo diritto a dirlo. Voltaire
martedì 28 aprile 2009
sabato 25 aprile 2009
I Ribelli della montagna (Buon 25 aprile a tutti)
Dalle belle città date al nemico fuggiammo via su per le aride montagnecercando libertà tra rupe a rupecontro la schiavitù del suol traditolasciammo case, scuole ed officinemutammo in caserme le vecchie cascine armammo le mani di bombe e mitragliatemprammo cuori e muscoli in battagliaSiamo i ribelli della montagna viviam di stenti e di patimenti ma quella fede che ci accompagna sarà la legge dell'avvenirSiamo i ribelli della montagna viviam di stenti e di patimenti ma quella legge che ci accompagna sarà la fede dell'avvenirLa giustizia è la nostra disciplinalibertà è l'idea che ci avvicinarosso sangue è il color della bandierapartigiani dalla folta ardente schieraSUlle strade dal nemico assediatelasciammo talvolta le carni straziatesentimmo l'ardore per la grande riscossasentimmo l'amor per patria nostraSiamo i ribelli della montagna viviam di stenti e di patimenti ma quella fede che ci accompagna sarà la legge dell'avvenirSiamo i ribelli della montagna viviam di stenti e di patimenti ma quella legge che ci accompagna sarà la fede dell'avvenirSiamo i ribelli della montagna viviam di stenti e di patimenti ma quella fede che ci accompagna sarà la legge dell'avvenirSiamo i ribelli della montagna viviam di stenti e di patimenti ma quella legge che ci accompagna sarà la fede dell'avvenirSiamo i ribelli della montagna viviam di stenti e di patimenti ma quella fede che ci accompagna sarà la legge dell'avvenir.
BUON 25 APRILE!
BUON 25 APRILE!
giovedì 23 aprile 2009
La liberta di stampa....
Sembra essere come sempre il dibattito dell'anno in Italia, se esiste la liberta di stampa, se esiste la satira, se siamo in dittatura oppure se e una dittatura quella che stiamo vivendo. Ancora una volta e successo tutto da Santoro, e devo dire che il terremoto in Abbruzzo ha dato il peggio della stampa italiana. E non parlo solo di Santoro, che ha fatto una puntata a senso unico del suo Annozero facendo apparire la protezione civile come una masnada di poveri coglioni o di persone incompetenti che non hanno voluto dare retta al profeta di turno (quel tizio che in buona fede aveva detto che ci sarebbe stato un terremoto sbagliando pero la data e il luogo) e a dire che sono arrivati tardi, che le tende erano poche e che era colpa del governo (Travaglio) ma tutto questo e solo la conclusione di una settimana di "ordinaria follia". La morte e diventata spettacolo, il dolore di chi non ha piu niente deve suscitare pieta perche tutti possano dire poverini mentre sono a cena. Tutto e spettacolo, un Grande Fratello mediatico che controlla tutto nel nostro mondo. E allora capita di vedere il TG1 che snocciola dati di audience in occasione del terremoto dicendo che tutte le sue edizioni del telegiornale hanno avuto piu del 50% di share, qualcuno dire al capo dei pompieri, "ci dica quali sono i danni...ma faccia presto devo mandare la pubblicita"...un altro giornalista (stavolta del tg5) chiedere ad un tizio perche dorme in macchina (dopo avergli bussato in macchina svegliandolo ovviamente), un altro (stavolta del Tg2) chiedere "la prego ci parli della sua tragedia".
Ecco, questo lo chiamerei "sciacallaggio mediatico". Come chiamerei "sciaccallaggio mediatico" la puntata di Santoro in cui si faceva si inchiesta contro le istituzioni del governo. Quello di Santorono non e inchiesta, e un giornalismo di parte, che la si smetta di dire che la liberta di stampa in Italia dipende dal fatto che Santoro lavori in meno in Rai. La cacciata di Vauro forse era eccessiva, perche Vauro e un disegnatore e a me la vignetta che aveva ironizzato sui morti a me non faceva ne rabbia, ne disgusto ma solo un immane pena, per chi non sa fare silenzio nemmeno davanti ad una tragedia.
Ecco, questo lo chiamerei "sciacallaggio mediatico". Come chiamerei "sciaccallaggio mediatico" la puntata di Santoro in cui si faceva si inchiesta contro le istituzioni del governo. Quello di Santorono non e inchiesta, e un giornalismo di parte, che la si smetta di dire che la liberta di stampa in Italia dipende dal fatto che Santoro lavori in meno in Rai. La cacciata di Vauro forse era eccessiva, perche Vauro e un disegnatore e a me la vignetta che aveva ironizzato sui morti a me non faceva ne rabbia, ne disgusto ma solo un immane pena, per chi non sa fare silenzio nemmeno davanti ad una tragedia.
domenica 19 aprile 2009
Se Berlusconi va alle celebrazioni del 25 aprile...
Su tutti i giornali di oggi e comparsa la notizia che probabilmente Silvio Berlusconi prendera parta alle celebrazioni del 25 aprile a Milano insieme a Dario Franceschini, Segretario del PD. La notizia, che deve essere ancora confermata, non sarebbe di tanto rilievo se non fosse che Berlusconi aveva sempre boicottato il 25 aprile come festa nazionale, definendola solo una festa dei comunisti. Ora, lasciando da parte il vecchio discorso sul chi abbia pagato di piu la Resistenza va detto che il 25 aprile e una festa nazionale, e come tale dovrebbe essere rispettata e onorata. Non e una festa di comunisti, o di fascisti, e la festa del popolo italiano che si liberava dalla dittatura dopo venti anni ed e la festa di tutti coloro che ancora credono nel dialogo e nella democrazia e che si oppongono alla dottrina del "pensiero unico". Le motivazioni che spingono Berlusconi a prender parte al venticinque aprile saranno indubbiamente politiche (ormai penso che anche i muri sappiamo che Berlusconi ambisce alla Presidenza della Repubblica) ma, dice un vecchio proverbio, a "caval donato non si guarda in bocca". Una sola speranza, che la sinistra, quella che ogni 25 aprile scende in piazza non inizi a dire "Berlusconi in piazza non lo vogliamo". Sarebbe come dire che il 25 Aprile, la festa di Liberazione non e di tutti, non e nazionale ma e solo di una parte politica.
mercoledì 8 aprile 2009
SAN MARTINO DEL CARSO (Ad un popolo orgoglioso)
Di queste case non è rimasto che qualche brandello di muro.
Di tanti che mi corrispondevano non è rimasto neppure tanto.
Ma nel mio cuore nessuna croce manca.
è il mio cuore il paese più straziato.
GIUSEPPE UNGARETTI- San Martino del Carso
Di tanti che mi corrispondevano non è rimasto neppure tanto.
Ma nel mio cuore nessuna croce manca.
è il mio cuore il paese più straziato.
GIUSEPPE UNGARETTI- San Martino del Carso
giovedì 2 aprile 2009
Partito Liberale in Italia???
In Italia avviene un fenomeno strano...siamo credo il solo Paese in cui non esiste un partito liberale, non tanto come nome quanto come idee. Sarebbe utile cercare di capire per quale motivo quella parola in Italia suoni quasi come una parolaccia o come una cosa che non si deve pronunciare a destra come a sinistra.
Oppure avviene il contrario, tutti, a destra come a sinistra dicono di essere liberali. Eppure, nessuno di quelli che dicono di essere tali sono davvero liberali, forse perchè ne ignorano il significato, oppure lo confondono con il "liberismo" che è una cosa diversa e non in necessaria relazione con il "liberalismo".
[...] un liberale americano non sarebbe chiamato liberale in nessun Paese europeo; lo chiameremmo un radicale di sinistra. Viceversa, un liberale italiano negli Stati Uniti sarebbe definito un conservatore.[1] ».
Questa definizione di Sartori spiega abbastanza bene una situazione anomala per l'Italia. Un movimento liberale, basato sui pensatori liberali come Locke, Rosseau (che se lo avesse saputo che un giorno avrebbero detto che era a favore dello stalinismo si sarebbe rivoltato nella tomba!) e quelli che in Francia avevano dato avvio all'illuminismo non è mai esistita, almeno non nella storia repubblicana. Forse andando indietro nel tempo possiamo trovare qualche pensatore liberale, tra quelli che hanno fatto il Risorgimento e tra gli illuministi italiani (di cui siamo sempre soliti dimenticarci!). Analizzare le cause del fallimento del movimento liberale in Italia potrebbe essere utile per capire e spiegare quello che è successo al nostro paese. Forse leggere Popper bene ci potrebbe davvero aprire gli occhi su cosa voglia dire "essere liberale". Forse i veri liberali in Italia non hanno mai trovato un partito o una casa comune, forse le poche volte che sono esistiti sono spariti nel nulla perchè da queste parti la hanno sempre vinta i conservatori. Quelli di destra per cultura, quelli di sinistra perchè non si sono preoccupati di leggere, oltre il loro caro e amato Marx personaggi come Locke, Rosseau e Voltaire...
Oppure avviene il contrario, tutti, a destra come a sinistra dicono di essere liberali. Eppure, nessuno di quelli che dicono di essere tali sono davvero liberali, forse perchè ne ignorano il significato, oppure lo confondono con il "liberismo" che è una cosa diversa e non in necessaria relazione con il "liberalismo".
[...] un liberale americano non sarebbe chiamato liberale in nessun Paese europeo; lo chiameremmo un radicale di sinistra. Viceversa, un liberale italiano negli Stati Uniti sarebbe definito un conservatore.[1] ».
Questa definizione di Sartori spiega abbastanza bene una situazione anomala per l'Italia. Un movimento liberale, basato sui pensatori liberali come Locke, Rosseau (che se lo avesse saputo che un giorno avrebbero detto che era a favore dello stalinismo si sarebbe rivoltato nella tomba!) e quelli che in Francia avevano dato avvio all'illuminismo non è mai esistita, almeno non nella storia repubblicana. Forse andando indietro nel tempo possiamo trovare qualche pensatore liberale, tra quelli che hanno fatto il Risorgimento e tra gli illuministi italiani (di cui siamo sempre soliti dimenticarci!). Analizzare le cause del fallimento del movimento liberale in Italia potrebbe essere utile per capire e spiegare quello che è successo al nostro paese. Forse leggere Popper bene ci potrebbe davvero aprire gli occhi su cosa voglia dire "essere liberale". Forse i veri liberali in Italia non hanno mai trovato un partito o una casa comune, forse le poche volte che sono esistiti sono spariti nel nulla perchè da queste parti la hanno sempre vinta i conservatori. Quelli di destra per cultura, quelli di sinistra perchè non si sono preoccupati di leggere, oltre il loro caro e amato Marx personaggi come Locke, Rosseau e Voltaire...
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