venerdì 29 maggio 2009

Crisi profonda crisi

Mentre Governo ed opposizione si stanno preoccupando delle storie sentimentali del Presidente del Consiglio il Paese sta sprofondando in una crisi nera da cui sembra difficile uscire anche perche il Governo non ha intenzione di proporre soluzioni.
Questo e quello che un ora fa ha detto Mario Draghi, direttore di Bankitalia...e non un comunista estremista. Vale la pena leggere con attenzione queste parole e trarne le dovute conseguenze...

http://www.apcom.net/newseconomia/20090529_114800_430a893_63176.html.

Fondamentalmente si sostiene che il PIL sia destinato a calare fino al 5% entro fine 2009 e che la ripresa (ma questa e solo una mia idea che spero venga smentita dai fatti) sara lenta, molto lenta. L'Italia e stata colpita dalla crisi, come tutto il mondo e quindi non si puo fare una colpa al Governo della crisi...ma una cosa la posso dire, il Governo non ha ancora deciso come affrontare la crisi o se lo ha fatto lo sta facendo nel peggiore dei modi: sostenere che non e vero che siamo in crisi e stare fermi ad aspettare che passi invece che prendere contromisure.

domenica 17 maggio 2009

Immigrazione

Partiamo dalla constatazione che alcuni provvedimenti del decreto immigrazione (contenuti nel Lodo Alfano appena approvato) sono ad alto contenuto razzista e di vago sapore fascista. Sotto molti aspetti possono ricordare alcuni passaggi delle leggi razziali del 1938 e possono essere interpretati come odio razziale.
Il problema e che stiamo affrontando la questione nel modo sbagliato. E inutile che Franceschini – segretario del Partito Democratico – sia di volta in volta portavoce di Onu, Unione Europea o Cei. Il problema dell’immigrazione esiste e in qualche modo deve essere risolto. La Spagna, per esempio, non permette alle navi di attraccare al porto e le respinge da dove sono venute (di solito le coste libiche). Ovvio che in mezzo a mille persone ci sono anche persone che hanno diritto a quello che il diritto internazionale definisce “diritto di asilo”, ma su mille tutti e mille sono perseguitati politici? Mi sembra ovvio che non puo essere cosi.
Ma in cosa consiste esattamente la richiesta di asilo politico, come si richiede e chi ne ha diritto?
http://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_di_asilo.
Da qui e possibile ricavare che cosa sia esattamente il diritto di asilo e chi ne ha diritto. Leggendo risulta ovvio che ci sono dei requisiti che devono essere soddisfatti e che non sempre sono rispettati da chi entra in Italia. Insomma, non basta non avere soldi e aver fatto la traversata per poter entrare! Non si puo pretendere che chi entra in Italia abbia gia trovato lavoro, ma possiamo pretendere che entro un tot di tempo (stabilito per legge che una volta stabilito deve essere rispettato). Non solo, dove possibile vanno controllati tutti quelli che entrano (durante il periodo di permanenza nei CPT) chi non dotato di passaporto verra reimbarcato, in modo che resti solo chi potenzialmente puo richiedere il permesso di soggiorno. Ovviamente per poter risiedere in Italia devi conoscere quali sono i tuoi diritti e i tuoi doveri e se commetti un errore (una volta che ti e stato concesso il permesso di restare) ne devi pagare le conseguenze. Cosi come hai diritto alla casa, al lavoro hai anche il dovere di prendere parte alla vita politica del Paese e rispettarne le leggi e la Costituzione. Se entro un tot di tempo, in qualita di immigrato non ti sei ancora adeguato al sistema allora vieni accompagnato alla frontiera. Nei paesi scandinavi esiste un sistema di controllo sull’immigrazione molto rigido. Esiste un sussidio di disoccupazione che mi permette di vivere fino a che non trovo lavoro, se entro poniamo un anno sono ancora disoccupato lo stato decide di rimpatriarmi.
Lo scopo deve essere quello di “integrare” non di “accogliere” in modo buonista come sostiene il PD. Non mi stanchero mai di ripetere che una societa multirazziale funziona se tutti sono integrati nel sistema e ne accettano le leggi, i diritti e i doveri.

domenica 10 maggio 2009

Sempre piu verso un opposizione etica

La campagna per le elezioni europee di quest’anno mette una immane tristezza. Immane tristezza perche dal dibattito politico del nostro Paese pare essere definitivamente uscita la parola politica che ha lasciato il posto alla parola “gossip”. A quanto pare, con tutti i problemi che ci troviamo ad affrontare e con tutte le “deficienze” del governo nel proporre una soluzione credibile alla crisi, il Partito Democratico sembra essere piu concentrato sui problemi personali di Berlusconi che non sul proporre una chiara alternativa alla politica del centro destra. Immagino un nuovo fallimento del Partito Democratico e un nuovo trionfo del Popolo delle Liberta a queste elezioni, per un motivo molto semplice: il Partito Democratico non viene percepito (nemmeno dai suoi elettori ormai!) come una vera alternativa a Berlusconi.
Appena nato aveva suscitato speranza in tutti quelli che erano stanchi di una politica fatta di accuse reciproche e di non governabilità del Paese. L’entusiasmo del primo discorso di Veltroni aveva contagiato tutti quelli che credevano che fosse ora che la sinistra diventasse liberale e si staccasse definitivamente dal comunismo, diventando finalmente quella sinistra moderna che hanno tutti i paesi del mondo. La scelta di correre da soli era dettata dalla necessita di uscire da un impasse in cui la politica italiana si era infilata, un tunnel senza ritorno di non decisionismo e dibattiti sulle persone. Veltroni ha cercato di cambiare la politica italiana ma in poco meno di un anno di opposizione e riuscito a fare il procedimento opposto a quello che voleva fare. Il Partito Democratico, che doveva essere l’alternativa liberale al Popolo delle Liberta, ha fatto esattamente il procedimento opposto diventando piu realista del re. Un esempio eclatante (ancor prima che sul divorzio del premier) e stato il non – dibattito sulla legge del testamento biologico. Nessuna discussione, nessun dibattito, solo la linea politica estremamente confusa di chi non sapeva esattamente cosa andava a votare o perche. Il dibattito del Partito Democratico, in quella occasione, venne incentrato sulla morte della Englaro o sul fatto che Berlusconi andasse contro quello che era il volere della Corte di Cassazione, non centrando affatto quello che era il reale motivo del dibattito: la liberta violata di un singolo individuo. Ora ci si mette il divorzio del premier. Il messaggio del Partito Democratico e il seguente: visto che il premier sta per divorziare non puo rappresentare i valori della famiglia presso lo stato. Dio, patria e famiglia, insomma. La tendenza suicida del Partito Democratico diventa ancora piu evidente se ascoltiamo i vari discorsi del suo segretario che trasudano vecchia DC da ogni parte, e che a mio avviso sono vecchi e trapassati come quelli di chi propone l’avvento del comunismo e la dittatura del proletariato. A sinistra non si e evoluto il pensiero politico che e diventato semplicemente un miscuglio di comunismo e cattolicesimo che ha riproposto un catto comunismo moralista e in salsa democristiana e conservatrice. Strano che la posizione piu a sinistra su questioni come il testamento biologico e la fecondazione assistita sia stata quella di Gianfranco Fini, da sempre considerato come un fascista camuffato da democristiano, strano che il PDL stia diventando davvero liberale e il PD stia diventando conservatore. Se si vuole tornare a vincere non basta cambiare segretario, serve cambiare dal profondo la mentalita della classe dirigente, che dovrebbe imparare ad affrontare un dibattito politico seguendo il principio di “cio che e giusto per lo Stato e per i diritti dell’individuo” e non di “cio che e giusto per la morale”.

lunedì 4 maggio 2009

In Europa...ma con chi?

Manca poco ormai alle prossime elezioni europee e il la posizione del PD (Partito Democratico) sembra essere ancora piu confusa e complicata di quello che era qualche mese fa, quando il Partito discuteva sulla sua collocazione europea: PPE o PSE? Ora, a pochi mesi dalle elezioni europee il dibattito si fa ancora piu confuso e difficile e, se possibile, ridicolo. Si, perche saremo il solo Paese al mondo che avra un partito spaccato in due nel Parlamento Europeo visto che pare che la componente DS del PD andra nel Partito Socialista Europeo (dove sarebbe la naturale collocazione di un partito di sinistra riformista e progressista) mentre quella della Margherita (e quindi la componente teo-con) andra nel Partito Popolare Europeo (dove milita anche il PDL di Berlusconi)…Ora, in questa situazione la prima cosa che salta agli occhi e la evidente schizofrenia di un partito che non ha ancora una linea politica definita e chiara da dare ai suoi elettori. Il fatto che si litighi su una collocazione che dovrebbe essere scontata la dice lunga su come e quanto la tanto voluta “operazione PD” sia fallimentare sino a questo punto. E un partito che e stato incapace di costruire un opposizione, che non ha mai avuto sinora un Segretario capace di tenere insieme le tante (troppe) anime del partito, e non e riuscito a dare quell’impronta liberale che avrebbe dovuto avere il partito a differenza del conservatorismo che da sempre caratterizza la destra. La sinistra italiana ha scelto come suo “manifesto politico” un testo di Pietro Alesina (docente di economia presso l’ università di Harvard, dal titolo anche abbastanza eloquente: Il Liberismo e di sinistra. Ora, questo libro, che seppur non essendo male non puo essere certo considerato un manifesto liberale, visto e considerato che prende in considerazione solo il lato economico della questione e non quello (a mio avviso molto piu urgente) politico e sociale. Il PD si professa liberale e laico (ma da che mondo e mondo un partito politico di una nazione a meno che non sia una teocrazia) dovrebbe essere considerato laico, senza specificarlo addirittura nel proprio statuto! Il laicismo dovrebbe essere un dato di fatto, cosa che invece non e. Un partito che si definisce liberale deve innanzi tutto difendere quelli che sono gli interessi liberali (la maggior parte derivanti dalla Costituzione dell’uomo e dell’individuo della Rivoluzione Francese e prima di quella Americana), e non essere dalla parte della Chiesa e dei dettami del Vaticano. Con questo non intendo dire che si debba essere atei, ma semplicemente che la fede in una religione debba essere qualcosa di diverso dal modo di gestire uno Stato. Il PD sembra andare sempre piu verso una sorta di specchio riflesso del PDL, un partito che dice il contrario a priori senza fare pero una vera e propria opposizione di contenuto e di politica alla coalizione di maggioranza. In una simile situazione sarebbe molto pericoloso arrivare al bipartitismo, perche il PD non e ancora un partito ma un semplice cartello elettorale, come del resto non e un partito nemmeno il PDL che dovremmo considerare un altro cartello elettorale. Per far nascere un partito non basta un Congresso e qualche dichiarazione di comune accordo per far vedere al popolo la Grande Unione, serve una linea politica definita, serve un leader che sia democraticamente eletto e che sia legittimato ad essere leader, serve che il segretario del Partito non sia anche a capo del Governo e serve che si inizi a fare opposizione sui contenuti invece che sulle persone. In questo modo il PD capira non solo quale e la sua collocazione europea (che quanto detto sopra e in evidente contrasto con le linee del PPE) ma alla fine lo rendera anche un vero e proprio partito di opposizione, laico, progressista e davvero democratico.