giovedì 2 luglio 2009

Inshallah....

Le elezioni in Iran, che hanno mobilitato il mondo in favore di quella che è stata chiamata la Rivoluzione Verde, mi ha fatto pensare ad una vecchia immagine storica di quando ero bambino: era il 1989 e gli studenti in Cina stavano protestando in Piazza Tienammen, l'immagine è quella di un ragazzo che cerca di fermare un carro armato solo con il suo corpo. Il carro armato sta lì, non sapendo come reagire, un'immagine che è rimasta impressa nella storia.
Perchè mi fa pensare all'Iran? Primo perchè da Piazza Tienammen sono passati vent'anni esatti e secondo perchè come in Cina sono stati gli studenti a contestare un voto che considerano illegittimo ed illiberale.
La rivolta chiedeva che venisse riconosciuta la volontà popolare e che il nuovo governo venisse formato non da Ahmadinejad, ma il riformista Mir Hossein Mousavi, che secondo il popolo ha vinto le elezioni.
Khamenei, ayatollah che apppogiava Ahmadinejad ha dato ancora una volta il suo appoggio al leader xenofobo, quasi nazista, e integralista.
Da un punto di vista geopolitico si potrebbe pensare che quella in Iran sia una "rivolta indotta" perchè il popolo non si ribella sotto dittatura. Inoltre quella iraniana, come molti altri paesi in Medio Oriente è una dittatura religiosa, una specie di stato vaticano islamico. Le decisioni vengono prese da Khamenei (e non da chi governa). Khamenei è erede di Khomeini, il leader della rivoluzione sciita e sebbene non sia più l'ayatollah a detenere direttamemte il potere sono comunque persone a lui legate o che la pensano come lui. Non esiste democrazia dove c'è dittatura, anche se velata e non esiste democrazia dove non ci sono i diritti fondamentali dell'individuo: libertà di parola, di espressione, di stampa e di opinione. Fino a che non verranno garantite queste poche ed elementari libertà in Iran (ma come in tanti altri paesi islamici) non ci potranno mai essere libere elezioni nè governi "legittimi".