E passata una settimana da quando la Corte dei Diritti dell'Unione Europea ha emesso la sentenza che vieta l'esposizione del crocefisso nelle scuole italiane.
Una settimana in cui ogni santo giorno (e proprio il caso di dirlo) i telegiornali italiani hanno cercato di far passare i seguenti messaggi: la colpa e dei musulmani, loro il Corano dalle loro scuole non lo tolgono, in Italia il crocefisso e un simbolo nazionale, non e giusto togliere un simbolo nazionale...e tutta colpa degli immigrati.
Ora, cerchiamo di analizzare i fatti, per come sono andati. A presentare ricorso e stata una famiglia di Padova, due atei, uno italiano e la moglie finlandese (ovviamente i tg hanno solo fatto notare il fatto della moglie finlandese e non del marito italiano, che appare come un povero imbecille che non sa pensare con la sua testa).
Intanto, gia alla luce di queste considerazioni ci possiamo rendere conto anche da soli, che l'Islam non c'entra niente (anzi il capo della comunita musulmana italiana ha sempre detto che non gli da nessun problema il crocefisso...anzi), ma e stata una battaglia tra un laicismo tendente all'ateismo ed una tradizione tutta italiana difficile da spiegare a chi viene da una tradizione liberale e laica come quella finlandese. Ci sono due cose in questa storia che vanno considerate: il crocefisso non e la croce...
La croce viene considerata simbolo universale della cristianita, mentre il crocefisso e un simbolo principalmente cattolico. L'idea della sofferenza del Cristo e un'idea tipicamente cattolica, mentre ad esempio per i luterani non e necessario che ci sia nessuno sulla croce dato che la sofferenza non e importante, vista la resurrezione al terzo giorno di Gesu.
La decisione di appendere i crocefissi nelle scuole non e una antica tradizione italiana (come cercano di far credere) ma e un accordo che venne preso con i Patti Lateranensi tra Mussolini e il Papa, che serviva per regolare la questione dei confini che era irrisolta sin dal 1871. Se vogliamo sostenere che il crocefisso era presente nelle scuole prima del 1929, allora dobbiamo anche spiegare tutta la storia: il crocefisso era in tutte le scuole prima del Concordato per un motivo semplice: le scuole, dato che si trovavano nel regno Vaticano erano tutte scuole cattoliche, nel momento in cui le scuole divennero laiche (ed esprospriate alla giurisdizione ecclesiastica quindi) io crocefissi vennero tolti. L'ordinanza non venne dai comunisti e dai musulmani (che all'epoca gli uni nemmeno esistevano e gli altri non erano in Italia), ma dal Governo, i cui Presidenti erano stati Cavour, Crispi e tanti altri, tutti esponenti del movimento liberale ed anticlericale italiano. Inoltre, per assurdo che possa sembrare, la Chiesa cattolica non e stato esattamente un modello di unita per il Paese, dato che prima non volle che la capitale venisse spostata a Roma, e quando venne fatta la Breccia di Porta Pia, emise il famoso Non expedit, editto che impediva ai cattolici praticanti di prendere parte alla vita politica del Paese pena la scomunica.
Detto questo, pero la sentenza e stata emessa da un Tribunale eletto da nessuno, che non rapprensenta niente, se non una mera unione economica (e non politica e di valori condivisi) e quindi per quello che mi riguarda potrebbe essere nullo...La vicenda fa capire ancor di piu quanto siamo lontani da una vera unita europea e quanto ancora ci sia da camminare prima di arrivare alla realizzazione di quello che era il sogno di De Gasperi, Spinelli ed altri, la costruzione degli Stati Uniti di Europa. E fondamentalmente inutile mettere un presidente del consiglio europeo ed un ministero degli esteri europeo, se non abbiamo nemmeno una Costituzione Europea (non emendata dall'alto ma votata dal popolo) e se ci sono ancora troppi stati che quella Costituzione la hanno votata turandosi il naso.
Per chiudere la questione del crocefisso, la posizione piu moderata e stata quella del portavoce dello Stato Vaticano che alla prima uscita pubblica su questa storia disse: "aspetteremo prima di parlare delle motivazioni della sentenza della Corte". Un esempio di moderazione che molti politici italiani dovrebbero imparare.