mercoledì 17 febbraio 2010

analisi della sinistra italiana

La situazione politica italiana non è decisamente delle migliori. Sempre più spesso si parla solo di scandali gossip, giullari, saltimbanchi e prostitute che cercano favori dai potenti quella che dovrebbe essere la morale del Paese va a farsi benedire.
La sinistra italiana, rappresentata dal Partito Democratico e dalla Federazione della Sinistra non è esente da questa deriva etica e morale.
Partiamo dalla nostra analisi dal Pd, quello che dovrebbe essere il partito che si spaccia come erede del Partito Comunista e di tutto il suo bagaglio etico e morale rappresentanto da Enrico Berlinguer e da tutti quelli che sono stati i segretari precedenti del Partito Comunista Italiana. Il Pd, alla vigilia delle elezioni europee, sembra essere un partito allo sbando che non sa come comportarsi e come agire in una situazione per il Paese che definire drammatica potrebbe essere anche limitativo. Da una parte cede alla tendenza giustizialista del partito di Di Pietro, che non avendo ancora una propria visione politica ed una propria reale alternativa al Governo sta portando avanti una battaglia personale contro Berlusconi e a favore della giustizia. Battaglia più che giusta, dato che nessuno può pensare di essere esente dalla giustizia, ma una battaglia che rischia di sfociare nel peggior giustizialismo se insieme ad essa non si riesce ad avere una visione di insieme di quelli che sono i problemi del Paese e del modo per affrontarli. Va detto che in questo contesto il Partito Democratico oscilla dalle tendenze più giustizialiste fino a quelle che vogliono dialogare con la maggioranza per portare avanti quelle riforme che sarebbero necessarie al Paese per rinascere dalle proprie ceneri e risollevare una situazione economica drammatica che rischia di peggiorare ulteriormente.
La sinistra cosidetta radicale, dal canto suo, fa fatica a rinascere dopo essere uscita dal Parlamento con le ultime elezioni politiche e con la sconfitta a tratti umiliante delle Europee. La tendenza suicida della sinistra a separarsi ha fatto in modo che in Italia ci fossero sei partiti che hanno nel proprio simbolo falce e martello o che si richiamano ai valori del comunismo ritenendosi vera erede del Partito Comunista e della morale da essi rappresentata. La nascita della Federazione della Sinistra, che per i militanti avrebbe dovuto essere una rinascita comunista per i dirigenti non è che un dire volemose bene per mantenere il posto alla Regione o al Comune senza una vera e propria analisi politica di quello che succede in Italia o di quelle che sono le necessità del Paese. Ho avuto modo di analizzare la Federazione della Sinistra, rendendomi conto che l'operazione rischia di essere la stessa che ha portato alla nascita del Pd con una proporzione più piccola e quindi destinata a sparire. Mi è capitato di sentire una discussione tra i due massimi partiti della Federazione (Pdci e Rc) in cui i rispettivi dirigenti si accusavano di "stalinismo" e "trozkismo". Ora, queste accuse sono rispettivamente del 1930 circa per quello che riguarda il trozkismo e del 1956 quelle di stalinismo. Forse, dei ragazzi che sono nati nel 1989 e che hanno letto dell'Unione Sovietica solo sui libri di storia giudicheranno queste discussioni come dei dibattiti tra pazzi, che non sanno fare altro che discutere di cose vecchie ed ideologicamente lontane da quelle che sono i bisogni del Paese. Allo stesso modo le accuse di "fascismo" o di "comunismo" che si muovono a vicenda esponenti nazionali del Pd e del Pdl fanno pensare ad un Paese che ancora deve superare un periodo storico che in ogni parte del mondo è terminato e che noi facciamo ancora fatica ad analizzare. La voglia di sinistra della gente, dei comunisti o di quelli che ancora si definiscono tali sta facendo prendere una strana deriva alla politica italiana: da una parte ci sono quelli che vorrebbero un'unione di tutte le forze di sinistra, dall'altra ci sono quelli che tendono ad un assurdo identitarismo di sinistra che lascia il tempo che trova in una fase in cui le identità si sono perse. Non dico che ci sono delle identità che si sono perse, ma credo che ci sono delle cose che si sono evolute, che la visione del mondo così come era prima dovrebbe essere analizzata forse secondo una chiave diversa e più moderna. Mi verrebbe da dire, quando sento le riunioni della sinistra radicale che il contenitore delle forze di sinistra esiste ed è il Pd. Il solo modo per poter vedere di nuovo la sinistra in Italia vincere sarebbe quella di unire tutte le forze, compreso il Partito Democratico, fare in modo che ci sia un solo contenitore politico così come è il Labour Party in Inghilterra che riunisce insieme riformisti e trozkisti sotto una sola bandiera che collaborano per il bene del Paese. Il giorno in cui arriveremo a questo forse saremo capaci di sconfiggere le destre. Forse in quel caso si supererà anche quella concezione di "destra fascista" e "sinistra comunista".
Fino a che questo non avverrà saremo costretti a vivere con un Paese che ha dieci opposizioni invece di una, costretto a dover tutelare i diritti non di soli due partiti (o massimo tre) ma di una ventina o trentina. Fino a che questa folle situazione di stallo non si supera la nostra sinistra sarà perennemente destinata a dividersi, a morire a perdersi.