domenica 18 aprile 2010

Le riforme possibili....

In questi ultimi giorni sentiamo di nuovo parlare spesso di "riforme". Riforma della giustizia, riforma della sanità, riforma del sistema elettorale. E come ogni volta che si parla di riforme il Parlamento si spacca in due: tra coloro che vogliono le riforme e coloro che accusano chi vuole le riforme di essere fascista, di voler distruggere la Costituzione di cui chi si oppone è il solo garante e altre cose che si possono sentire in questi giorni, basta aprire un qualunque telegiornale per sapere quello che si dice. La cosa particolare è che questi discorsi vengono fatti indipendentemente da chi propone le riforme, come se fossero qualcosa di insito nel sistema italiano.
Eppure sarebbe una cosa normale per un Paese come il nostro, arretrato politicamente rispetto al resto di Europa per non dire del mondo occidentale, volere una riforma per fare in modo che il nostro sistema funzioni al meglio.
I motivi per cui sono necessari le riforme sono molteplici: il fatto che il premier sia eccessivamente vincolato al Parlamento limita di molto l'azione del Governo, la funzione non compresibile ai più del Presidente della Repubblica, oppure il numero spropositato di parlamentari nelle nostre aule.
Bisogna dire per dovere storico che la nostra Costituzione è una delle migliori che sono mai state scritte, soprattutto per quello che riguarda i primi ventuno articoli basati interamente sulla Costituzione dei Diritti dell'Uomo e dell'Individuo. Va anche detto però la Costituzione italiana era anche stata scritta subito dopo la fine della guerra, da persone che avevano vissuto il fascismo sulla loro pelle. Proprio per questo è stato creato un sistema parlamentare che delegasse tutto il potere non nelle mani del Premier, semplice ratificatore del Parlamento che è il vero detentore del potere. Questo sistema per quanto possa essere considerato democratico è anche deleterio per un Paese. Se per ogni decisione da prendere sono necessarie mesi se non anni di dibattito che spesso si conclude in un nulla di fatto. Se vogliamo fare in modo che il Paese possa andare avanti sarebbe necessario che il Presidente del Consiglio fosse una persona che ha poteri decisionali. A chi di dovere discutere quale possa essere il sistema migliore anche in base a quella che è la cultura non solo della nostra tradizione politica ma anche quella del nostro popolo. Partendo da questo presupposto sarà necessario che tutte le forze in campo facciano in modo da poter avviare la discussione mettendo da parte per almeno un momento le differenze politiche ed ideologiche, è una di quelle cose che deve essere fatta non per tornaconto di qualche politico ma per il bene ed il progresso dell'Italia per non rimanere ancora più indietro di quanto non siamo già adesso.