Non condivido nulla di ciò che dici ma sono disposto a morire per difendere il tuo diritto a dirlo. Voltaire
lunedì 23 aprile 2012
Gli scandali che travolgono la politica e che rafforzano le liste civiche
Manca meno di un mese alle prossime elezioni amministrative e la politica con i suoi partiti sta attraversando uno dei peggiori momenti di declino morale, ideologico e politico mai vissuto, con ogni probabilità nemmeno nel periodo di Tangentopoli, vent'anni fa.
Allora lo scandalo dei finanziamenti illeciti ai partiti portò al voto milioni di persone che chiesero l'abolizione dei finanziamenti pubblici ai partiti, le monetine contro Bettino Craxi, l'ascesa di Berlusconi al potere con la ormai famosa discesa in campo e tutto quello che ne è nato. Nasce allora l'asse Forza Italia - Lega Nord, fallito prima nel 1995 (con la Lega che fece cadere sulle pensioni il Governo Berlusconi consegnando di fatto la vittoria a Romano Prodi) e poi rafforzatosi nel corso delle due legislature PDL, quella del 2001 e quella del 2008, fino al suo tragico epilogo che ha visto la nascita del Governo Monti, definito da più parti oltre che Governo tecnico anche "Governo del Presidente" per il ruolo svolto nella nascita di questo governo dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Prima Lusi ex tesoriere della Margherita, poi Belsito tesoriere della Lega, hanno definitivamente compromesso la credibilità dei partiti agli occhi degli elettori che adesso appaiono davvero stanchi di una situazione che, giorno dopo giorno, diventa sempre più difficilmente controllabile ed instabile.
L'entusiasmo popolare per la caduta di Berlusconi si è presto spento quando ci si è resi conto che le manovre del Governo Monti non solo erano in piena sintonia con quelle del Governo precedente, ma che sono anche in piena sintonia con quei Poteri forti che molti avevano denunciato essere i veri e soli sostenitori del Governo Monti.
Apparso chiaro che cosa si intendesse per "risanamento del Paese" secondo la dottrina neo liberista di cui Monti è uno dei massimi esponenti (non si deve dimenticare quando si parla di lui che rimane comunque consulente della banca americana Goldman Sachs, dove pare che tra le altre cose sia stato consulente anche il figlio con incarichi presidenziali).
Con un Governo tecnico all'apparenza servo delle banche la politica latita, con i due maggiori partiti di governo PD e PDL decisi a sostenere Monti a qualunque costo e con i due partiti all'opposizione IDV e Lega Nord incacapaci di contare all'interno del Parlamento in quanto forze comunque minoritarie nel fronte anti Monti.
I partiti sono privi di idee ed emerge forte il bisogno dei cittadini di scendere in piazza, dire la loro contare.
Alle prossime elezioni, secondo le stime dei primi sondaggi il Movimento a Cinque Stelle di Grillo dovrebbe arrivare almeno all'8%, pressapoco la stessa percentuale di SEL e della Lega Nord in costante calo di consensi.
Il Partito Democratico continua a considerare Grillo esponente dell'antipolitica, non rendendosi di fatto conto del potenziale innovativo del Movimento a Cinque Stelle di cui Grillo è solo il megafono e non il leader supremo (come invece era stato Berlusconi per Forza Italia prima ed il PDL poi).
Il Movimento a Cinque Stelle, così come tutte le altre liste civiche che si presenteranno alle prossime regionali, rispondono in qualche modo alla richiesta di un rinnovamento politico dal basso dei cittadini ormai stanchi di vedere sempre le stesse persone sulle stesse poltrone a dire sempre le stesse cose.
Non è un caso che le primarie di coalizione nelle città dove si sono svolte (dato che il PD sembra davvero orientato a toglierle visti gli ultimi risultati) hanno visto vincere quasi ovunque personaggi che non solo non avevano tessere di partito ma erano espressione si quella borghesia illuminata che è il motore intellettuale del Paese e che davvero è stufa di un certo modo urlato e godereccio di fare politica. Pisapia a Milano, Zedda a Cagliari, lo stesso de Magistris a Napoli sono espressione dei movimenti più che delle segreterie dei partiti che li hanno sostenuti.
La politica dovrebbe trarre una lezione da questa crescente indignazione politica e sociale, invece non fanno altro che rinchiudersi nel loro palazzo berciando di antipolitica, di popolulismo, senza capire che la democrazia sono i cittadini che li votano e non loro, che hanno il solo compito di governare, attuando un programma che sia a tutela dei beni comuni, per poter sperare di essere rieletti, a patto che abbiamo realizzato quanto promesso, altrimenti tutti a casa come avviene in qualunque altra parte del mondo civile, democratico e repubblicano al quale ci vogliamo tanto richiamare.
giovedì 12 aprile 2012
Default morale
I declini degli Imperi di solito iniziano tutti in questo modo: con la corruzione morale che dai pochi si estende ai molti, anche a quelli che si sono sempre fatti moralizzatori e fustigatori di chi alla morale contravveniva. E così il declino della Seconda Repubblica inizia con quello stesso partito che ne ha fatto la storia insieme a Forza Italia, emergendo dalle ceneri della corruzione e della mala politica della Prima Repubblica, presentandosi con le forche in Parlamento in segno di protesta contro la corruzione della politica.
Ora la stessa Lega Nord ha ceduto a quel vortice di corruzione, di sete di potere che aveva sempre rimproverato a "Roma Ladrona". Dopo Lusi, che si era intascato i soldi dei rimborsi della ex Margherita, adesso ecco l'oscuro plenipotenziario della Lega Francesco Belsito, colui che gestiva i fondi della Lega, pagava le multe del Trota (soprannome quanto mai azzeccato per il figlio di Bossi non di certo famoso per la sua espressione intelligente), pagava i lavori di ristrutturazione alla casa del capo Umberto Bossi e pagava anche i bollettini ICI della casa della moglie di Bossi.
Con ogni probabilità questa è solo la punta dell'iceberg, quello he deve ancora emergere sarà doloroso e pericoloso per la stabilità della democrazia, anche perché tutto questo emerge in un momento piuttosto delicato della vita del nostro Paese, un momento che possiamo definire di sospensione della democrazia, visto come è nato questo Governo tecnico e come si sta comportando sino a questo momento.
La politica è stata completamente esautorata dal suo ruolo moralizzatore, educativo e governista, soprattutto perché gli scandali sono troppi perché li si possa ignorare come era stato fatto sinora.
"Il più pulito ha la rogna" si diceva un tempo e propio questo assioma che mantiene in piedi il governo tecnico, che lavora con un certo riserbo, pur essendo un governo di alta borghesia che sembra vivere completamente fuori dalla realtà del Paese. Monti appare dunque come un salvatore dalla corruzione della politica, proprio perché non ha bisogno di essere corrotto o almeno non ha la necessità di accumulare soldi.
Non a caso è stata colpita proprio la Lega, unico partito assieme all'IDV che si è rifiutata di accettare la supremazia del Governissimo tecnico su quello politico, non cedendo ad esempio sulle pensioni e sull'articolo 18 (come non lo avevano fatto del resto con il Governo Berlusconi, minacciandone la caduta se fosse passata una legge sulle pensioni.
Il problema di fondo è lo stesso che si ebbe nella Prima Repubblica:i partiti che diventano solo dei luoghi dove arricchirsi ed accrescere il proprio potere personale e la propria ricchezza, un luogo dove persone abiette si arriscono alle spalle dello stato e del cittadino, salvo poi sperare come sempre di essere impuniti.
Il rimborso elettorale era una truffa bella e buona alla volontà dei cittadini, che avevano votato contro il finanziamento pubblico ai partiti nella speranza di vedere una repubblica ripulita dalla corruzione e che si sono invece trovati a vivere con un sistema peggiore di quello di prima, che ha preso il nome di rimborsi pubblici. Appare un mistero come vengano distribuiti i rimborsi e come vengano gestiti, appare un mistero come quei soldi vengano reinvestiti e come nel caso della Lega possano essere finiti in Tanzania e in altri paradisi fiscali o posti dove si potesse farli sparire per arricchire le casse del capo.
Se davvero il Governo Monti vuol cambiare le cose deve correggere questo sistema errato e corrotto di finanziamento ai partiti, dicendo che i partiti si devono auto finanziare, devono da soli procurarsi i soldi per la campagna elettorale e che non deve essere lo Stato a fornire loro un rimborso che può facilmente essere gonfiato dal contabile di turno.
Fino a che la corruzione sarà alla base del sistema Italia non solo non saremo usciti dalla Seconda Repubblica, ma saremo indietro nella Prima, che sopravvive come una sorta di idra.
domenica 1 aprile 2012
Attenzione :Declino di una classe politica e dirigenziale in atto
L'episodio di Massimo Calearo è solo l'ultimo di una serie di episodi che hanno dimostrato la pressochè totale incompetenza della classe politica attuale, nonchè l'alto tasso di immoralità delle persone che in questo periodo storico hanno rappresentato gli italiani.
Non si tratta solo di Berlusconi, che peraltro non è mai arrivato a dire parole come quelle di Calearo - almeno di questo gli si deve dare atto - ma si sta parlando di un rappresentante del centro sinitra, voluto da Veltroni nella sua follia del partito del "ma anche" (espressione coniata felicemente dal comico Massimo Crozza ma che esprimeva in modo piuttosto chiaro la politica dello strizzare l'occhio agli operai ma anche agli imprenditori.
La figura di Calearo di certo non è quella del candidato della sinistra: imprenditore, presidente della Federmeccanica, conservatore. Infatti aveva detto A Veltroni che non era di sinistra, ma per il segretario di un partito di centro sinistra il fatto che qualcuno nella sua lista non fosse di sinistra non pare che fosse il problema. Infatti, appena arrivato in Parlamento Calearo ha lasciato il PD, quando si è accorto che a sua insaputa ancora qualcuno di sinitra era rimasto e passa con l'API di Rutelli. Non contento, quando il Governo di B. sta per cadere ga un sussulto patriottico e passa con Scilipoti dicendo che si dovesse sostenere il governo che fino di cui fino a due giorni prima era tuo avversario. Calearo si è sempre vantato di non aver mai preso soldi per passare con Berlusconi, solo incarichi. E dato che lui si voleva seriamente impegnare per non si sa bene che cosa alla fine è passato con B. che sicuramente gli avrebbe permesso di impegnarsi in politica.
Dato che non bastava ancora, Calearo che cosa ha ben pensato di dire? Che lui da quattro mesi non mette piede in Parlamento, che schiacciare un pulsante è logorante e che lui prende lo stipendio di parlamentare perché deve pagare il mutuo della casa, che è grande e costa. Che ci siano persone che il mutuo neanche lo possono avere non lo ha nemmeno sfiorato. Giusto per la cronaca, Calearo è entrato in Parlamento nel 2008, quindi quattro anni fa, in quattro anni ha preso parte ad appena dodici votazioni di cui quattro sole rilevanti ai fini delle modifiche parlamentari. Al costo di dodicimila euro al mese per quattro anni (pagati dallo stato italiano) abbiamo avuto insomma in Parlamento un vero e proprio parassita e poi ci lamentiamo che alle elezioni la gente non va a votare, forse servirebbe un sano esame di coscienza della nostra classe dirigente prima di chiedere sacrifici agli italiani. Forse sarebbe il caso che i sacrifici li facessero prima loro, e non si tratta di retorica, perché basterebbe cacciare gli incopetenti, ma temo che resterebbe vuoto il Parlamento in quel caso.
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