sabato 29 settembre 2012

Le primarie del Partito Democratico, ultima chiamata per il partito...

Le primarie del Partito Democratico che si sino aperte sonore la prima volta particolarmente interessanti. Per la prima volta da quando sono state istituite, intanto l'esito non appare essere tanto scontato come si crede. Inoltre, sono a confronto due generazioni, due diverse scuole di pensiero, l'una rappresentata da Matteo Renzi - entrato nelle cronache del partito per essere stato il fondatore del movimento dei Rottamatori - l'altra rappresentata da Bersani più legata alla vecchia logica delle alleanze e di una concezione di partito legata di fondo alla Prima ed alla Seconda Repubblica. Limitare tutto il dibatitto e tutta la questione al fatto che Renzi possa essere classificato come berlusconiano e una limitazione pesante a quello che in realtà e un dibattito che travalica le età per mettere in discussione la struttura stessa del partito come era stata concepita sino a questo momento. Matteo Renzi propone un modello di partito attivo, con partecipazione diretta dei cittadini, delle libere associazioni, senza vincoli di tessera o cose simili, richiamandosi al modello partitico americano, mentre Bersani propone un modello per esemplificare più europeo, legato all'idea delle tessere e degli apparati, modello ch secondo molti appare decisamente superato dagli eventi della storia. L'opportunità che si offre in queste primarie non e da sottovalutare: e possibile rielaborare l'idea stessa del partito con idee propositive per il PAese che devono necessariamente essere al centro del dibattito. Piuttosto che limitarsi alle solite parole slogan e di accuse reciproche insomma, sarebbe il caso di mettere al centro del dibattito le idee, le proposte che vengono si dal partito ma anche dalla società civile che più volte in questi anni ha chiesto risposte ad una classe dirigente spesso sorda alle esigenze del singolo cittadino, che si e trovato costretto a trovare risposte in movimenti dalla dubbia valenza politica come ad esempio in Grillo, esponente della corrente qualunquista ed anti politica del società italiana. Ascoltare quello che i cittadini hanno da dire deve essere obiettivo della nuova classe dirigente, quella che per l'appunto secondo Renzi deve uscire dalla dirigenza politica italiana e che deve domani prendere le redini delle sorti del Paese. Proporre quindi una riforma costituzionale ampia non e utopia politica ma una necessita dettata dai tempi cambiati rispetto a quando la Costituzione stessa e stata firmata, alla fine della Seconda Guerra Mondiale e del Ventennio fascista. Parlare di riforma costituzionale non vuol dire - come molti pensano o dicono - attentare alla democrazia ma significa ripensare il pensier politico di un Paese in senso moderno, per l'appunto. La stessa Francia, culla da sempre del pensiero liberale e democratico, ha ripensato più volte la sua forma costituzionale, modificando di volta in volta la Costituzione a seconda delle contingenze storiche che si presentavano nel corso del tempo e degli anni. Svuotare la riforma costituzionale di vuote parole, di slogan ad effetto per il consenso popolare - come ad esempio le parole su ipotetici tagli degli stipendi ai parlamentari, quando il problema non e tanto quanto prendono, ma piuttosto il fatto che siano troppi - vuol dire iniziare a pensare a com modernizzare il Paese. La speranza e che queste primarie del PD siano un'occasione di confronto politico e non l'ennesima campagna a base di insulti e di insipienti proposte elettorali per accaparrarsi qualche voto in più. E dunque un appello a Matteo Renzi Pierluigi Bersani: per un momento mettete da parte le ideologie, le differenze gli insulti, parlate al cuore della gente, diteci quello che volete fare per far uscire il Paese dalla crisi, tornate a parlare di politica, insomma. E l'ultima occasione per poter ambire alla costruzione di un partito riformista della sinistra, ispirato ai modelli europei,perdere l'ennesimo treno eroderà il consenso della sinistra dal basso, allontanerà ancor di più gli elettori dalla politica, e segnerà la scomparsa di quella che da sempre e stata una forza propulsiva delle idee della sinistra. E una tragedia evitabile, basta volerlo.